Alto Verbano
Monte Spalavera
Arrivare fino a Verbania e seguire le indicazioni per Premeno. Salire quindi a Pian Cavallo, oltrepassare l'istituto Auxologico e arrivare fino a Colle (1238m).

Siamo a Colle, e i numerosi cristalli di ghiaccio che ricoprono i ramoscelli degli alberi, oltre a regalarci un incantevole paesaggio, ci fanno subito capire che FA FREDDO! E in effetti il termometro segna -10°. Velocissimi (si fa per dire), ci prepariamo e ci incamminiamo subito lungo la strada che porta a Trarego. La seguiamo per un tratto fino a deviare a sinistra su uno sterrato completamente innevato per poi imboccare il sentiero estivo che porta alla vetta dello Spalavera. L'ambiente attorno a noi è davvero fiabesco e spesso ci soffermiamo ad ammirare i ramoscelli degli alberi cristallizzati. Continuiamo a salire dritti nel bosco; la neve, seppur ghiacciata, in molti punti cede, ma per fortuna una buona traccia e le ciaspole ci consentono di salire in tutta tranquillità. Eppure, c'è anche chi senza ciaspole riesce comunque a starmi davanti e a guardarmi dall'alto con quell'aria da presa in giro, come dire: allora... ti muovi? E' proprio vero... quattro zampe son sempre meglio di due :-)
Finalmente usciamo dal bosco e veniamo baciati dal sole... un po' di caldo, meno male! La cima ora è proprio lì, a pochi passi da noi e presto la raggiungiamo (1534m).

Subito appaiono imponenti davanti ai nostri occhi le rocce del Gridone e il Limidario, un po' più in lontananza il monte Tamaro e il Gradiccioli e appena al di sopra delle nebbie le Grigne con dietro il Resegone. Dall'altra parte, invece, dovrebbe esserci il lago Maggiore, ma... oggi è un po' timido e ha deciso di rimanere nascosto! E infine, a un tiro di schioppo, i conosciutissimi monte Zeda e Vadà. Lo spettacolo a 360° è davvero mozzafiato, ma... c'è un problema: ora c'è il sole, si, forse la temperatura è un po' più alta rispetto alla partenza, ma... la vetta è completamente esposta ai 4 venti che si fanno sentire molto bene. Provo e riprovo a girare attorno alla colonna di pietre che sorregge la croce nella speranza di trovare un punto al riparo dal vento, ma... nulla da fare! Ovunque mi metta è sempre uguale. Non ci resta che provare ad abbassarci un po' di quota nella speranza di trovare un posto più riparato. Prima di scendere facciamo la classica foto di vetta e una alla targa infissa sotto la croce. Proviamo a scendere in direttissima verso l'Oro del Fai. Nonostante la neve copra tutto, rimangono ben evidenti le trincee scavate durante la prima guerra mondiale. Seguiamo la linea di cresta, di tanto in tanto passiamo attraverso boschi di faggi e finalmente troviamo un punto riparato dal vento dove rifocillarci, riposarci e ammirare la vetta appena lasciata. Ma la tregua dura pochissimo... ora il cielo si ricopre di nuvole e la temperatura precipita nuovamente. Scendiamo per direttissima fino ad incrociare la strada che porta al passo di Folungo e poi, passate alcune abitazioni, ritorniamo a Colle dove è rispuntato il sole, ma fa sempre freddo. Gita breve e molto fredda, ma largamente ricompensata dai bei panorami. (Tempo di salita: 1 ora e 15 minuti )

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