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Alto Verbano
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Monte Giove
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Passato Cannobio, in direzione del confine svizzero, sulla sinistra si trovano chiare indicazioni per S. Agata. (484m).
Al nostro arrivo a S. Agata, notiamo un elicottero sorvolare frequentemente la zona e pochi minuti dopo ecco un abitante del posto avvicinarsi a noi. Già mi preparavo a sentirmi dire che non potevo lasciare l'auto in piazzetta, e invece mi sento rivolgere una domanda al quanto strana: "non lo avete ancora trovato?" Un po' sbalordito rispondo "cosa?" L'uomo allora intuisce che forse non sono quello che credeva e così mi chiede se Chicca è un cane da ricerca e io il suo conduttore. Chiarito l'equivoco i ruoli si invertono e ora sono io a chiedere a lui cosa è successo. Mi spiega che nei giorni scorsi hanno dato per disperso un escursionista tedesco e pare che gli ultimi contatti avuti portino proprio in queste zone. Dopo questa breve chiacchierata, io e Chicca cominciamo la nostra escursione, passiamo attraverso gli stretti vicoli di S. Agata dove troviamo sull'uscio di una casa un'antica gerla, fino ad uscire dal paese e imboccare il bel sentiero che attraverso il bosco ci porterà dritti all'Oratorio di S. Luca. Qui deviamo decisamente a sinistra, passiamo a lato di vecchie baite diroccate e sempre attraverso il bosco arriviamo ad incrociare la strada sterrata che porta dritta a Rombiago. La seguiamo per qualche metro, poi rientriamo nel bosco fino a giungere a Marcalone, dove notiamo l'elicottero puntare verso la vetta del Giove e scaricare gli uomini impegnati nelle ricerche. A Marcalone troviamo anche un bellissimo ciliegio tutto fiorito e altri attrezzi di vecchia data. Continuiamo a salire e ad un tratto ecco comparire dell'altra parte della vallata il Monte Zeda ancora ricoperto di neve, ma anche avvolto da foschia. Seguiamo nuovamente per un tratto la strada sterrata, poi imbocchiamo il sentiero che ci condurrà dritti a Rombiago. E' una giornata piuttosto calda, e la totale assenza di acqua lungo il percorso mi costringe a fare una sosta per far prendere fiato a Chicca e darle da bere. Riprendiamo a salire e ora Chicca affronta con grinta una bella scalinata di sassi che ci porterà dritti a un colle da dove si intravvede poco sotto Rombiago, ma anche un mezzo della Finanza impegnato nelle ricerche del disperso. Ora non ci resta che affrontare l'ultimo tratto di bosco fino a giungere in vetta, dove e posta un'enorme croce. (1298m) Da qui si ha una bella veduta sul Faierone e sulle Rocce del Gridone, con lo zoom catturiamo anche la Capanna Al Legn avvolta dalla foschia, mentre dall'altro lato il Monte Zeda e le cime della val Grande. Purtroppo la vista sul lago è quasi totalmente offuscata dalla foschia... peccato. Una bella farfalla vola libera nei prati attorno alla vetta, ma purtroppo non è l'unico insetto a svolazzare. Infastiditi da un numeroso sciame di mosce, moschini, e altri volatili indefinibili, scattiamo la foto di vetta e decidiamo di andare a visitare l'alpeggio di Scierz. Scendiamo quindi fino al colle, poi imbocchiamo lo sterrato che ci porterà dritti all'alpeggio, costituito da molte baite ben tenute e ristrutturate e altre in ristrutturazione. Troviamo un bel posticino con tanto di panca di pietra dove metterci comodi a consumare il nostro meritato pranzetto. Per fortuna qui non ci sono fastidiosi insetti svolazzanti... solo qualche simpatico ramarro che se ne sta comodamente aggrappato alle pietre a crogiolarsi al sole. Dopo esserci sfamati e riposati, scattiamo una foto ricordo in questo simpatico posticino e diamo inizio al nostro viaggio di ritorno. Uscendo dall'alpe ci soffermiamo un attimo a riguardare la vetta del Giove da noi raggiunta e ad ammirare delle viole bicolore. Ritornati al colle ci voltiamo per guardare un ultima volta il Faierone con Scierz e Rombiago ai suoi piedi, poi scendendo la foschia leggermente diradata ci offre l'opportunità di ammirare il Lago Maggiore con la sponda Svizzera e quella piemontese-lombarda. Dopo una ripida discesa rieccoci a Marcalone, e ripassando per l'Oratorio di S. Luca facciamo ritorno a S. Agata dove l'auto ci attende. Purtroppo al nostro ritorno l'elicottero ancora continua a sorvolare la zona, il che ci fa pensare che dell'escursionista ancora nessuna traccia. Speriamo possa finire tutto nel migliore dei modi! |
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