Alto Verbano
Monte Giove
Passato Cannobio, in direzione del confine svizzero, sulla sinistra si trovano chiare indicazioni per S. Agata. (484m).

E rieccoci qui, pronti per una nuova escursione, in una di quelle classiche giornata in cui è necessario tenere costantemente il naso rivolto all'insù per controllare l'evolvere della situazione meteo. Giunti a S. Agata, parcheggiamo l'auto in un grosso spiazzo poco prima dell'ingresso del paese, la situazione meteo non è certo delle migliori, ma a me e Chicca piace rischiare, sempre chiaramente usando la testa. In genere, in queste situazioni, optiamo per quelle escursioni dove in caso di cattivo tempo sia possibile tornare alla base agevolmente e senza correre rischi. Oggi con noi c'è anche Antonio, che però non è ancora arrivato sul posto, e così con tutta calma e tranquillità svolgiamo i preparativi. Poi arriva, e finalmente si parte.
Ci incamminiamo per un breve tratto lungo la strada asfaltata fino a giungere nella piazzetta di S. Agata, dove svoltiamo a destra per infilarci in un sottopasso ad arco. Ricordo ancora la prima volta che salii il Monte Giove... riuscii a perdermi a S. Agata. Incredibile, ma è così...! Purtroppo non esiste un segnavia che ti dica con precisione dove devi andare, e nonostante siano passati diversi anni, la situazione non è cambiata. Percorriamo le strette e caratteristiche viuzze del paese fino ad imboccare il sentiero che snodandosi in uno stupendo bosco conduce alla chiesetta di S. Luca. Dopo un paio di minuti di sosta per riprendere fiato e scattare qualche foto, riprendiamo a salire seguendo ora le chiare indicazioni. Ci alziamo ancora seguendo una ampio e agevole sentiero in mezzo al bosco, ad un bivio ci manteniamo a destra lasciando a sinistra il sentiero che conduce a Rombiago, e in breve incrociamo la strada sterrata di servizio alle alpi Marcalone, Rombiago e Scierz. Seguiamo per un breve tratto la strada, poi mantenendoci a sinistra rientriamo nel bosco fino a sbucare a Marcalone, stupendo alpeggio in posizione panoramica sul lago Maggiore. Beh... oggi purtroppo il panorama non è dei migliori, ma non lamentiamoci, non piove e la visibilità è comunque buona. Gironzoliamo per l'alpe dove individuiamo un simpatico gruppo di caprette, percorriamo caratteristici e stretti vicoli, fino a sbucare di nuovo sulla strada sterrata, che abbandoniamo immediatamente per seguire un sentiero che taglia nel bosco. Ma poco dopo siamo di nuovo sulla strada, e ora non abbiamo alternative, la dobbiamo seguire per un tratto.
Il bosco è fitto e cupo, in alcuni punti la luce quasi non filtra. Un paio di tornanti e abbandoniamo di nuovo lo sterrato usufruendo del vecchio sentiero tagliafuoco che ci fa guadagnare tempo e quota rapidamente, poi ricongiunti nuovamente con la strada non ci resta che seguirla quasi fino in vetta. In realtà ci sarebbe un sentiero alternativo, ma decidiamo di lasciarlo per il ritorno. La strada è comoda e agevole, le pendenze da questo punto in poi si ammorbidiscono e la salita diventa uno spasso; in alcuni punti si aprono stupendi scorci sul lago Maggiore... peccato le nuvole, ma non lamentiamoci. Superato un ultimo tornante, abbandoniamo definitivamente la strada per inerpicarci a sinistra lungo un ripido sentiero che ci fa guadagnare prima la cresta terminale, e poi la vetta (1298m).
Ora abbiamo il quadro completo della situazione... sul lago le nuvole stanno pian piano diradandosi, ma nell'entroterra la situazione non è certo delle migliori. Quel che c'è di buono, e che non piove, e le nuvole non sembrano neppure essere poi così minacciose. Sostiamo a lungo in vetta nella speranza di poter assistere ad un'ampia schiarita, che purtroppo non arriverà mai. Nonostante ciò, il panorama che si gode da quassù è sublime, non possiamo certo lamentarci. Dopo esserci a lungo riposati e rifatti gli occhi cercando di individuare e studiare prossimi itinerari, scattiamo una foto di vetta e decidiamo di scendere per pranzare a Rombiago.
Ci incamminiamo quindi lungo il versante opposto di salita, molto più ampio e forse, ma non so nemmeno poi quanto, meno ripido. In breve rieccoci di nuovo sulla strada sterrata, che questa volta seguiamo in discesa fino al bivio per Rombiago... pochi passi ed eccoci all'alpe. Andiamo a prendere posto all'esterno del Rifugio Zabò, dove troviamo sedie, tavoli e addirittura comodi divani, di cui Chicca se ne impossessa immediatamente. Qui finalmente pranziamo e sostiamo a lungo... le nuvole nascondono parecchie cime, tra cui quella dello Zeda che è proprio lì di fronte a noi, ma lasciano spazio a cime minori come lo Spalavera, ancora completamente ricoperto di neve. Qualcosa ci lascia pensare che quest'anno dovremo attendere ancora un bel po' prima di poter mettere piede sopra i 2000m metri senza calpestare neve. Beh... poco male dai... vorrà dire che sfrutteremo questo periodo per fare tutte quelle escursioni e cime di bassa quota che spesso vengono tralasciate e abbandonate a se stesse, specialmente nel periodo estivo dove il caldo e l'afa renderebbero la salita alquanto sofferente.
Dopo esserci rifocillati e ben riposati, Chicca in modo insolito e particolare, riaffardelliamo gli zaini e via che si riparte. Ritorniamo indietro di qualche passo fino al bivio da cui siamo arrivati, e lì decidiamo di scendere seguendo il sentiero che conduce alle scalacce. Qui il percorso si fa decisamente aereo e in alcuni punti un poco esposto, ma sempre ben protetto da funi d'acciaio, anche se... le abbondanti nevicate di questo inverno hanno in parte divelto le protezioni, e le piogge degli scorsi giorni hanno reso viscido e scivoloso il terreno, soprattutto in prossimità delle scale. Percorriamo quindi con molta cautela e attenzione questo tratto, poi dopo un breve traverso più agevole e tranquillo, ci ricongiungiamo con la strada sterrata. A questo punto non ci rimane che ripercorrere a ritroso il tracciato seguito in salita, ritorniamo dapprima a Marcalone e poi alla Chiesetta di S. Luca, per giungere infine un po' stanchi, ma decisamente soddisfatti, a S. Agata, dove per concludere la giornata, Chicca si concede un bagnetto in un piccolo rigagnolo d'acqua.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore circa
3 ore e 30 minuti circa
10 km

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