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Alto Verbano
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Monte Morissolo
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Da Verbania, proseguire in direzione del confine svizzero. Poco prima di Cannero, sulla sinistra, si snoda una strada che conduce a Oggiogno, piccolo e ridente paesino che si affaccia sul lago Maggiore.
Arriviamo a Oggiogno (515m) e la giornata si presenta così. In brevissimo tempo, visto anche la temperatura piuttosto rigida, ci infiliamo gli scarponi ai piedi e lo zaino in spalla e iniziamo a salire. Nonostante le numerose foglie ormai tutte a terra e la spolverata di neve farinosa caduta nei giorni scorsi, il sentiero è abbastanza evidente e intuitivo. Passiamo una piccola radura dalla quale appare sopra le nostre teste la nostra meta (ora capisco perché è chiamato anche il Cervino di Cannero) e in breve arriviamo all’alpe Ronno, dove una madonnina ci accoglie e ci benedice. Da qui imbocchiamo il sentiero a sinistra seguendo le indicazioni per l’alpe Morissolo. Buona parte del percorso è totalmente immerso nel bosco e a causa del passaggio recente di bestiame e delle numerose foglie cadute a terra, spesso ci ritroviamo a seguire delle tracce fasulle che conducono chissà dove o che improvvisamente spariscono da sotto i nostri piedi. Alla fine riusciamo ad uscir fuori da questo groviglio di sentieri, fiancheggiamo una baitina e arriviamo all’alpe Morissolo, dove troviamo affisso sulle porte delle baite, uno strano cartello che ci mette quasi inquietudine. Dall’alpe il sentiero si inerpica dritto e in alcuni punti scivoloso a causa del terreno piuttosto fangoso, fino ad incrociare la strada Cadorna. (note sulla linea Cadorna). E’ fatta!!! In brevissimo tempo seguendo la cresta arriviamo in vetta (1311m). Lo spettacolo è davvero mozzafiato… sotto di noi il lago Maggiore con le sponde svizzere e quelle lombarde. Scattiamo la classica foto di vetta e spostiamo il nostro sguardo sugli altri versanti. Non molto lontani da noi appaiono l’alpe Colle col pizzo Marona e il monte Zeda completamente sgombri da neve, dall’altro lato il gruppo del Gridone e in fondo le vette della val Vigezzo. Il panorama è davvero unico, ma… l’aria è pungente e il freddo si fa subito sentire. Decidiamo di scendere in direzione di un’altura poco più sotto dove svettano tre croci e di visitare i cunicoli sottostanti la vetta, inerenti alla linea Cadorna. Una scala di pietra porta ad una postazione di vedetta dove erano posti una serie di cannoni pronti a far fuoco in caso di attacco. Poco più in la inizia la stupefacente rete di gallerie e di trincee che conducono ad altre postazioni di vedetta e terminano poco sotto la vetta ricongiungendosi alla strada Cadorna. Riprendiamo il nostro cammino e con una piccola variante di sentiero ritorniamo all’alpe Morissolo, dove non possiamo fare a meno di notare come la natura riesce ad adattarsi anche ai lavori dell’uomo pur di sopravvivere. Passata l’alpe, prima di rituffarci nel fitto bosco, ci godiamo ancora un bellissimo scorcio sul lago Maggiore e poi, prestando un po’ di attenzione a non inciampare o scivolare a causa del sentiero ricoperto da foglie e neve, puntiamo dritti a Oggiogno dove l’auto ci attende. Giunti al paese, decidiamo di seguire alcuni cartelli che invitano a visitare un vecchio torchio del secolo diciottesimo. Percorriamo alcuni caratteristici e stretti vicoli fino a giungere sul posto. Purtroppo un cartello affisso sulla porta d’ingresso ci avvisa che la visita al torchio non è possibile causa restauri… peccato!!! Da una finestra aperta però riusciamo comunque a intravedere la grossa vite di legno e alcuni attrezzi da lavoro. Completiamo il giro del paesino e non possiamo fare a meno di notare un piccolo cannone di pietra e affissa su una facciata della torre campanaria una meridiana Ritornati alla macchina, prima di rimetterci in viaggio soddisfatti della bella giornata, ci godiamo ancora un po’ il panorama sul lago Maggiore e su Cannero. (Tempo di salita: 2 ore e 15 minuti circa) |
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