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Devero
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Monte Cazzola
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Si risale tutta la valle di Devero in auto fino alla fine della strada.
Arriviamo alla piana di Devero (1640m) ormai sgombra da neve. La giornata sembra bella, così ci dirigiamo subito verso le piste da sci. Per salire al Cazzola ci si presentano due alternative: o risalire per direttissima le piste oppure passare per l’alpe Misanco. Decidiamo di fare un giro ad anello e sfruttare entrambe le possibilità, così cominciamo a risalire le piste ormai quasi senza più neve, mentre sotto di noi ci appare la piana di Devero dominata dalla cima Crampiolo. Continuiamo a salire e la neve comincia ad essere sempre più presente. Chicca di tanto in tanto si ferma a riposare e rinfrescarsi, mentre all’orizzonte fanno capolino le prime nuvole. Siamo quasi alla fine degli impianti sciistici e… dall’alto qualcuno ci osserva. Ci fermiamo un po’ per dargli tempo di abituarsi alla nostra presenza, poi riprendiamo a salire mentre lui rimane lì buono buono ad osservarci. Arriviamo alla fine degli impianti e la nostra meta è lì davanti a noi, completamente immersa nelle nuvole e foschia. In breve guadagniamo la vetta (2330m), ma.. questo è tutto quello che le nuvole ci permettono di vedere. Visto il tempo avverso, decidiamo di non soffermarci troppo e di cominciare subito la discesa. Arriviamo all’alpe Misanco (baciata da un tenero sole pallido) dove approfittiamo per consumare il nostro pasto, per fare una foto ricordo e per guardare le nostre impronte lasciate nella neve. Il sole va e viene e alterna momenti in cui si sta veramente bene a momenti in cui è meglio coprirsi. Dopo un po’ di riposo, riprendiamo il cammino verso valle. Chicca mi precede e si diverte ad aspettarmi per poi correre giù a capofitto nella neve. Scendendo, nel bosco, i torrenti gonfi d’acqua ci regalano begli scorci e cascatelle. Passiamo un ponticello di recente costruzione e finalmente rieccoci alla piana di Devero, ora baciata da un bel sole caldo e splendente, che ci invita a soffermarci ancora qualche minuto. Alle nostre spalle spuntano dalle nuvole la sagoma del Cervandone e del pizzo Bandiera. Con un pizzico di amaro in bocca per il mancato panorama dalla cima, ma comunque soddisfatti per la giornata vissuta, ci incamminiamo verso il posteggio per poi far ritorno a casa. (Tempo di salita: circa 2 ore) |
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