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Devero
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Alpe Codelago
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Risalire tutta la valle di Devero fino all'ingresso della seconda galleria, località Cologno (1589m), dove un ampio spiazzo consente di posteggiare l'auto.
Il proverbio dice: non c'è due senza tre. E dopo due domeniche a bocca asciutta causa condizioni di tempo avverse, poteva mancare la terza? Questa volta però, dopo un breve consulto nel pomeriggio di sabato con Chicca (breve perchè non c'è molto da dire... a lei basta sentire la parola andiamo ed è già a lato della macchina ad aspettare di salire), ho preso la decisione di andare con qualunque tempo. E così la sveglia suona alle 5.30. Fuori è buio, non si vede nulla, ma basta provare a cercare le stelle in cielo per capire che è nuvoloso. Non importa... quel che è detto è detto e si parte. Per tutto il tratto autostradale e parte della statale del Sempione, il cielo continua ad essere grigio e minaccioso e a tratti piove. Ma poco prima di arrivare nei pressi di Domodossola delle spaccature nelle nuvole lasciano intravedere il cielo azzurro, e l'euforia e la speranza di potersi godere una bella giornata aumenta. Imbocchiamo quindi la strada che ci porterà dritti al Devero, ma salendo le nuvole torneranno ad avvolgerci. Poco prima del piazzale di Cologno troviamo una piazzola dove lasciare l'auto. Visto la giornata piuttosto dubbia, cerchiamo almeno di evitare di pagare il pedaggio per salire fino all'alpe. Lasciata l'auto ci dirigiamo verso la galleria e l'ambiente attorno a noi appare così. All'uscita della galleria imbocchiamo il sentiero tracciato di recente che ci condurrà dritti al Devero. All'ingresso dell'alpe notiamo molte nuvole avvolgere la zona del Cazzola, val Buscagna, Cervandone. Decidiamo quindi di abbandonare l'idea iniziale di salire al bivacco Combi-Lanza e di provare a dirigerci verso Crampiolo, dove la situazione sembra apparentemente meno tormentata. Chicca nel frattempo si disseta in una bella fontana posta all'ingresso dell'alpe. Mantenendoci a destra, attraversiamo il torrente e ci immergiamo in un bellissimo e fitto bosco di larici che cominciano a indossare le loro vesti autunnali. Dopo un breve tratto di salita eccoci alla Corte d'Ardui, avvolta dalle nebbie, e poco dopo alle porte di Crampiolo. Scendiamo nel piccolo ma carinissimo abitato e, visto che abbiamo tempo e che in questa giornata uggiosa regna una calma e una tranquillità quasi surreale, approfittiamo per aggirarci un po' tra le baite. Arriviamo così alla chiesetta, dove veniamo raggiunti da un gruppetto di cavalli. A lato della chiesetta una tipica casa Walser. Nel frattempo la situazione sembra migliorare. Tra le dense nubi riesco ad intravedere qualche timido raggio di sole filtrare... sarò vero? O è un miraggio? Bho... non importa... si va avanti. Imbocchiamo il sentiero che sale alla diga del lago di Devero; sotto di noi il torrente e i colori d'inizio autunno ci regalano dei bellissimi scorci. In breve eccoci al lago, che con mia grande sorpresa è completamente sgombro da nubi e si lascia ammirare in tutto il suo splendore. Certo se ci fosse stato il cielo azzurro sarebbe stata tutta un'altra cosa, ma... per quel che mi riguarda sono più che contento di poterlo vedere così e non doverlo solo immaginare. Decidiamo di proseguire lungo la sponda sinistra del lago con l'intenzione (tempo permettendo) di compiere il giro completo attorno al bacino. Ben presto potremo ammirare la diga principale ormai lontana; poi il sentiero attraversa una bellissima radura dove notiamo le goccioline di umidità creare un singolare effetto sugli aghi dei larici. Ancora pochi passi ed eccoci in prossimità dell'alpe Codelago (1873m). L'alpeggio è costituito da una sola baita, molto ben curata e con numerose sculture in legno, in pietra e una bella fontanella al suo esterno. Chicca sembra trovarsi pienamente a suo agio in questo posto e trova subito un angolino dove riposarsi, quasi a dirmi... quì si sta bene, che ne dici se facciamo una sosta? Ok, messaggio ricevuto. Giù lo zaino, scattiamo subito una foto ricordo e poi ci mettiamo comodi su una delle panche di legno poste all'esterno della baita a goderci una splendida veduta sul lago e a consumare un piccolo spuntino. La sosta purtroppo però sarà molto più breve del previsto. Le nuvole salgono sempre più minacciose e qualche goccia d'acqua comincia a cadere. Meglio affrettarsi e rimandare il giro del lago a data da destinarsi e magari in una giornata di sole. Chicca come al solito è sempre più veloce di me coi preparativi e sembra quasi incitarmi a muovermi. Ritorniamo velocemente alla diga, dove la situazione sembra essere tornata alla normalità, più o meno! Diciamo che se non altro non gocciola più. Attraversiamo la diga e ci portiamo sulla sponda opposta del lago, dove le acque calme ci regalano suggestive immagini con effetto specchio. Proseguiamo verso un piccolo gruppetto di baite sulle rive del lago, dove ci soffermiamo a guardare l'imponente diga specchiarsi nelle acque scure. Proseguiamo il nostro cammino raggirando una piccola altura, passiamo a lato dell'altra diga e facciamo ritorno a Crampiolo. Visto che il tempo sembra reggere e che siamo già in zona, facciamo un salto a vedere anche il lago azzurro, che di azzurro oggi non ha proprio nulla. Poi ritorniamo a Crampiolo per far visita al giardino botanico che l'ente parco ha allestito con l'intento di coltivare alcune specie di erbe e fiori alpini ormai in via d'estinzione, tra cui anche le stelle alpine. Per il rientro decidiamo di seguire il sentiero invernale, passiamo a lato di alcune baite che siamo abituati a vedere in altre vesti e col tetto ricoperto di neve e in breve raggiungiamo la località Canton. Ancora pochi passi e rieccoci alla piana di Devero. L'occhio corre subito a scrutare i versanti del monte Cazzola e la val Buscagna. Sono ancora tutti avvolti dalle nuvole, meno male... questa volta abbiamo fatto la scelta giusta. Riattraversata l'alpe riprendiamo il sentiero che conduce alla galleria, l'attraversiamo ed eccoci ritornati alla macchina. Soddisfatti della giornata, anche se non molto panoramica, ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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