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Devero
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Monte Cazzola, Val Buscagna
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Risalire tutta la valle di Devero fino alla sbarra in località Cologno (1589m), dove un piccolo spiazzo consente di parcheggiare l'auto senza dover necessariamente pagare il pedaggio per salire fino all'alpe.
Nonostante sia mattina presto, molte macchine già sfrecciano lungo la strada per il Devero, alla faccia di tutti i TG che spacciano milioni e milioni di italiani sparsi per le numerose località turistiche a trascorrere le loro ferie. I casi sono due: o ci raccontano balle, o tutti quelli che sono rimasti a casa oggi hanno deciso di passare la giornata al Devero. In ogni caso, io e l'inseparabile Chicca, parcheggiata l'auto fuori dagli spazi a pagamento, iniziamo ad incamminarci verso il Devero lasciandoci alle spalle il Pizzo Diei e il Cistella incorniciati da un cielo azzurro che più azzurro di così non si può. Percorriamo a piedi l'ultima galleria per poi imboccare il sentiero che per direttissima ci porterà all'alpe Devero. Nonostante la gran quantità di persone che si sta riversando in questo posto, la piana di Devero appare ancora surrealmente tranquilla e illuminata dai primi raggi di sole. Con la benedizione della Rossa che domina imponente sulle nostre teste, ci dirigiamo verso la località Piedimonte, per poi lasciarcela alla nostra destra e imboccare il bel sentiero che risalendo tra boschi di larici ci condurrà in vetta. Nonostante il primo tratto sia all'interno del bosco, il sole ormai alto in cielo e l'assenza di vento ci porteranno ben presto a fare i conti con temperature piuttosto alte, che costringeranno Chicca a numerose soste per dissetarsi e rinfrescarsi. Per fortuna il bosco è ricco di piccoli angoli di paradiso come questo, che anche solo a vederli ci donano un gran senso di freschezza. In breve siamo già in vista dell'alpe Misanco, poi, sotto la protezione della luna che ancora non si è spenta, imbocchiamo il valloncello che sale per direttissima in vetta lasciandoci alla nostra destra la traccia per il lago Nero e la val Buscagna. Il sentiero, forse non molto frequentato in questa stagione, a volte appare bello evidente, altre volte va un po' ricercato, ma usciti dal bosco, stanchi di continuare a cercarlo, decidiamo di salire per direttissima tra bei prati verdi e rododendri ormai sfioriti fino a giungere in vista della nostra meta. Prima di risalire il tratto finale bisogna scendere di qualche metro e attraversare un piccolo valloncello, poi sempre per direttissima puntiamo verso la sommità, un passaggio su un lembo di terra ci permette di scavalcare un piccolo crepaccio terminale e finalmente siamo in cima (2330m). Diei e Cistella sembrano così vicini da poterli toccare con un dito, mentre sull'altro versante imponenti svettano il Pizzo Cornera e il Monte Cervandone, più in la la Rossa e il Pizzo Fizzo, e tutte le numerose vette che fanno da spartiacque tra il Devero e le valli Antigorio e Formazza. Con lo zoom ci divertiamo anche ad immortalare la cima del Leone, la Punta d'Arbola e il lontano Lago di Devero. Dopo tutto questo trambusto di foto e cime, scattiamo la foto di vetta e ci mettiamo comodi (un po' in balia di insetti svolazzanti, ma nemmeno poi così fastidiosi se non per il continuo ronzare attorno alle orecchie) a riposarci e a riempire i nostri stomaci che reclamano la fatica della salita. Quassù si sta davvero bene e la sosta si protrae a lungo, nonostante alle nostre spalle il Diei e il Cistella siano già stati avvolta da nuvoloni che sembrano avanzare anche nella nostra direzione. Dopo esserci ben riposati, riprendiamo il cammino in direzione del Passo di Buscagna, quando ad un certo punto mi accorgo di essere nel bel mezzo di un prato di stelle alpine. Non mi era mai capitato di vederne così tante in una sola volta, e una sosta a scattare foto a più non posso è d'obbligo, mentre Chicca trova un posticino all'ombra e si accomoda. Soddisfatti riprendiamo il cammino verso il passo, passiamo a fianco di un laghetto in secca e prima di iniziare la discesa verso la val Buscagna ci voltiamo a riguardare la vetta del Cazzola da poco lasciata. Scendiamo per un tratto seguendo il sentiero che conduce all'alpe Misanco, poi ci inventiamo un traverso tra prati e rododendri fino ad incrociare il sentiero che scende dalla Scatta d'Orogna e che ci condurrà dritti in val Buscagna, dove le nostre amiche mucche ci attendono pascolando felicemente nei prati circostanti. Notiamo anche che una di loro si è avventurata in mezzo al torrente per dissetarsi. Proseguiamo il nostro cammino, il torrente ci regala suggestive visioni, poi... già che siamo in strada, optiamo per una piccola deviazione verso il lago Nero. Durante il tragitto riguardiamo con soddisfazione il monte Cazzola all'orizzonte, poi pochi passi ed ecco lo splendido lago ai nostri piedi. Giusto il tempo di qualche foto , poi ritorniamo sui nostri passi in direzione di Buscagna, dove troviamo ad accoglierci, un gruppetto di caprette all'ombra di un grosso masso. Siamo ormai agli sgoccioli, già vediamo sotto di noi la piana di Devero. Non ci resta che scendere seguendo il sentiero che in breve ci riporterà a Piedimonte. Riattraversiamo la piana e giunti nei pressi del torrente Chicca decide di andare a darsi una bella e lunga rinfrescata. E per concludere questa bella e panoramica giornata, non ci resta che far ritorno alla macchina un po' per strada e un po' per sentiero. |
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