Si risale tutta la valle di Devero in auto fino alla fine della strada. (1640m)
Ultima gita di questo periodo natalizio, anche perchè stando alle previsioni, per il prossimo week-end è attesa un'intensa perturbazione, e così, io e Dasy, liberi da impegni lavorativi (io, perchè Dasy è sempre libera) decidiamo di provare a chiudere in bellezza con un'escursione in quel di Devero. Giunti sul posto, la prima cosa che ci balza all'occhio è il parcheggio letteralmente vuoto, ci sono solo 2 auto più la mia... che bello! Per una volta tanto riesco finalmente a capire cosa si prova ad andare in giro in un giorno in settimana quando la maggior parte delle persone lavora... mi sento quasi un pensionato :-) La seconda: il termometro che segna -11 gradi, e vi garantisco che appena scesi dall'auto li abbiamo sentiti tutti. Cerchiamo di prepararci il più velocemente possibile, ma l'impresa è ardua... le mani si ghiacciano subito e tutte le le cose, anche le più semplici, tipo allacciare le stringhe degli scarponi, diventano estremamente difficili. Alla fine riusciamo a partire, e in breve (per fortuna) siamo al sole, dove ci fermiamo a mettere le ciaspole e a completare i preparativi.
Oggi l'alpe è splendida, così sinceramente non l'ho mai vista... sole, cielo azzurro, ma soprattutto... deserta! Superato un ponticello svoltiamo a destra in direzione di un altro ponte e iniziamo a salire inoltrandoci nel bosco. Il tracciato è ben battuto, si prosegue quasi senza fatica, l'unico inghippo... si è all'ombra e il freddo si fa sentire. Cammina cammina perveniamo alla Corte d'Ardui, dove notiamo una bella traccia battuta risalire il pendio dietro l'alpe. Abbandoniamo quindi l'idea iniziale di andare al lago di Devero, e iniziamo ad inerpicarci su per il canalone lasciandoci alle spalle la corte. Ci alziamo velocemente di quota, poi un breve traverso ci porta ad attraversare una splendida valletta solcata dal torrente Sangiatto, oggi praticamente inesistente.. persino il ponticello che consente di attraversarlo si intravvede a malapena... sinceramente non pensavo di trovare così tanta neve.
Nel frattempo, alle nostre spalle, cominciamo ad apparire in splendida forma le imponenti cime del Devero, tra cui il Cervandone. Siamo sempre all'ombra per cui le soste per contemplare l'ambiente e fotografarlo sono molto ridotte; proseguiamo ora in leggera salita, guadagnamo un'altra valletta e da qui, mantenendoci a sinistra, si ricomincia a salire. La traccia è una vera autostrada, riusciamo a salire velocemente e con poca fatica, superiamo con semplicità qualche traverso e infine... siamo finalmente al sole. Ora tutto cambia e possiamo fermarci qualche minuto per gustarci lo splendido panorama sulla vallata senza rischiare il congelamento.
Euforici come non mai, in particolar modo Dasy che sembra davvero godere un mondo, continuiamo a salire fino a giungere nei pressi del primo dei laghi del Sangiatto, completamente ghiacciato e coperto dalla neve... per la serie.. o sai che c'è, o non lo individueresti mai. Ora ci attende un traverso che in genere d'inverno lo si evita passando un po' più sotto, ma oggi c'è una traccia perfetta quindi possiamo percorrerlo e in un attimo siamo dall'alpe Sangiatto (2010m). La neve raggiunge quasi il livello dei tetti, e l'ambiente che ci circonda è da favola.
Da qui in poi proseguiamo seguendo un'esile traccia di un ciaspolatore, che poco dopo deve aver deciso di fare dietro-front. Noi continuiamo imperterriti ricalpestando fedelmente le tracce lasciate da uno scialpinista.. si sprofonda e si fa fatica , ma alla fine riusciamo ad arrivare nei pressi del lago superiore del Sangiatto (2034m). Qui, colto un po' dallo sconforto a causa della mancanza di tracce e dalla solitudine del momento, decido di considerare terminata la salita. Peccato, con la giornata di oggi sarebbe stato bello poter salire fino alla Bocchetta di Scarpia, ma... con queste condizioni di neve e senza tracce, è già stata dura arrivare fin qui, specialmente poi per Dasy che senza ciaspole sprofonda ancor più di me.
Ritorniamo quindi sui nostri passi, ripassiamo per l'alpe Sangiatto, e, visto che non c'è in giro nessuno e che di posti a sedere all'alpe non ce ne sono, decidiamo di scendere fino a Crampiolo per consumare il nostro pranzo. Ripercorriamo così buona parte del tracciato di salita fino a giungere poco sopra la Corte d'Ardui, dove ci manteniamo alti seguendo una bella traccia che si inoltra in uno splendido bosco fino ad arrivare a Crampiolo. C'è il sole, la temperatura si è alzata e ora si sta decisamente meglio, e come già detto più volte, non c'è nessuno, o quasi... solo 4 o 5 persone che si aggirano tra le baite. Andiamo alla ricerca di un posticino comodo dove poterci sedere e gustare il nostro pranzo... una scalinata di pietra posta all'ingresso di una baita sembra proprio fare al caso nostro e così... si mangia!
Io e Dasy rimaniamo per più di un'ora fermi a crogiolare al sole e a goderci questa pace e tranquillità che oggi rendono questo villaggio davvero unico... da non crederci. Poi purtroppo il sole decide di andare a nascondersi dietro alcune nuvole, le temperature scendono in picchiata e così, prima di ricominciare a balbettare, riaffardelliamo lo zaino e via che si riparte.
Decidiamo di andare a visitare anche il lago delle streghe, e così, volgendo le spalle a Crampiolo, ci incamminiamo verso la conca che lo ospita. Il torrente qui riprende vita, attraversiamo un ponticello sommerso e.. spettacolo! Il lago, come spesso accade in questa stagione, è ghiacciato solo per metà, e alla sua vista rimaniamo letteralmente a bocca aperta... è una vera piccola perla circondata da larici e grandi vette. Seguiamo poi una traccia battuta che costeggia le sponde del lago fino a portarci sulla riva opposta, poi un bel tratto si bosco con diversi sali-scendi e infine ci ricongiungiamo col tracciato classico e ben battuto che da Crampiolo ci riporterà a Devero.
Che dire? Le vacanze di Natale non potevano concludersi in modo migliore!