Devero
Monte Sangiatto
Risalire tutta la valle di Devero fino all'ingresso della seconda galleria, località Cologno (1589m), dove un ampio spiazzo consente di posteggiare l'auto.

L'inizio di giornata si presenta piuttosto deludente, ma vogliamo essere fiduciosi, e così... pronti, via, si parte. Risaliamo i pratoni di fronte al parcheggio e subito troviamo un segnavie che ci indica la direzione da prendere. Chicca è comunque entusiasta della giornata, io un po' meno! L'ambiente attorno dev'essere stupendo, ma purtroppo si riesce a scorgere pochissimi dettagli. A lato del sentiero numerose genzianelle cercano di captare qualche raggio di sole che di tanto in tanto riesce a filtrare tra le nebbie, mentre Chicca approfitta dei numerosi corsi d'acqua presenti per dissetarsi e rinfrescarsi. Superiamo un gruppetto di baite, risaliamo bei pratoni, fino ad intravedere nella fitta nebbia la sagoma di una grossa stalla. Siamo all'alpe Fontane, dove una palina con cartelli segnavie ci mostra le varie opportunità che abbiamo. Visto la fitta nebbia e la scarsa conoscenza di questo tragitto, decidiamo di proseguire in direzione dei laghi del Sangiatto. Continuiamo a salire seguendo il sentiero, poi... forse per un errore mio, forse perchè il tracciato quando attraversa i prati diventa poco visibile e segnalato o forse per colpa della nebbia, fatto sta che d'un tratto il sentiero sparisce da sotto i nostri piedi. L'istinto mi dice di proseguire risalendo un erto canalino erboso, e... poco dopo ecco ricomparire come d'incanto il sentiero. Ora si presenta un problema: il tracciato prosegue quasi in piano sia verso destra che verso sinistra. Quale sarà la direzione giusta? Visto che l'istinto prima mi ha portato fortuna, decido di provare a destra, e pochi minuti dopo ecco comparire tra le nebbie un bel segnavie. Ok.. perfetto.. si torna indietro, il mio istinto questa volta ha fallito. Ma almeno, grazie al mio errore, ora so di essere sulla giusta via. Proseguiamo per un bel pezzetto in falso piano attraversando bei pratoni, fino ad incontrare uno specchio d'acqua. E' il lago del Sangiatto, lo riconosco. Sulle sue rive un piccolo volatile cerca cibo per sfamarsi. Aggiriamo il lago lottando con numerosi sciami di moscerini , poi, giunti sull'altra sponda, un altro dilemma. La nebbia è sempre più fitta... che fare? Continuare a salire o fermarsi lì? Mentre questi pensieri mi assillano la mente, le mie gambe e Chicca hanno già fatto la loro scelta. Quasi senza accorgermene mi ritrovo sul ripido pendio che dal lago sale verso la bocchetta di Scarpia. Chicca mi precede e di tanto in tanto si sofferma ad aspettarmi e controllare che non mi sia perso. Nei pressi della bocchetta di Scarpia, una luce sempre più intensa sembra essere di buon auspicio. Arrivati alla bocchetta, pieghiamo decisamente a destra risalendo i bei pratoni che ci condurranno sotto la vetta del monte Sangiatto, che ancora si nasconde tra la nebbia. Un ultimo sforzo ed eccoci finalmente in cima (2387). La situazione è sempre critica... nebbia, nebbia e ancora nebbia. Ma alla mente mi risuona una frase che più volte l'amico Mario (oggi assente) mi cita: "da una vetta si può solo scendere". Bhe... è vero, c'è nebbia e non si vede nulla, ma la totale assenza di vento e la temperatura comunque gradevole, mi invoglia a rimanere su questo cocuzzolo a riposare e rifocillarmi. D'un tratto, come per magia, ecco spuntare la vetta della Rossa. Poco dopo anche il Crevandone e pian piano tutto il comprensorio del Devero si mostra ai nostri occhi, quasi come volerci premiare per la fatica e l'audacia. Qualche minuto ancora ed ecco far capolino anche l'Arbola, mentre dall'altro lato, la valle sottostante col lago di Agaro, rimane completamente immersa nelle nebbie. Purtroppo però il tempo stringe, e l'ora di scendere è giunta. Ma le sorprese non sono finite... piano piano le nebbie si diradano e ora riusciamo ad intravedere anche il lago di Devero e il Cistella e Diei. Chicca è già pronta per affrontare la discesa. Di tanto in tanto, quando trova qualche chiazza di neve, vi si butta a capofitto per rinfrescarsi. Prima di arrivare alla bocchetta di Scarpia, ci voltiamo a riguardare con soddisfazione e felicità la vetta da noi raggiunta. Nei pressi della bocchetta si trovano numerose genziane fiorite, mentre una marmotta sta di sentinella. Chicca invece... si diverte come può :-) A poco a poco il cielo si pulisce e l'ambiente attorno si svela ai nostri occhi in tutto il suo splendore. Ripassiamo il lago del Sangiatto superiore, poi l'omonima alpe e l'altro lago ancora avvolto dalle nebbie. Dopo una ripida discesa lungo una mulattiera, attraversiamo una bella radura con un bel ponticello ed eccoci arrivati alla verdissima Corte d'Ardui. Ancora un piccolo sforzo e siamo all'alpe Devero, dove imbocchiamo il nuovo sentiero che conduce all'ultima galleria e poi alla macchina. Sembra incredibile, ma... è la seconda volta che salgo su questa vetta ed è la seconda volta che mi ritrovo a vivere una giornata con condizioni meteo simili. (Tempo di salita: 2 ore e 45 minuti circa)

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