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Devero
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Bocchetta di Scarpia
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Risalire tutta la valle di Devero fino alla fine della strada.
Arriviamo all'alpe Devero (1640m) e veloci come il vento ci prepariamo ad iniziare la nostra escursione. Diciamo la verità: la velocità con cui abbiamo svolto i preparativi non è dovuta certo alla frenesia di incominciare a camminare, ma semplicemente perchè la colonnina di mercurio è vicina al numero 10, si ma... quello sotto lo zero per intenderci. E per la serie... "corri che ti scaldi", io e Chicca in men che non si dica siamo già all'ingresso dell'alpe. Oggi poi è una giornata molto particolare, anzi... molto strana. Raramente, per non dire mai, mi è capitato di vedere l'alpe Devero così deserta in questo periodo. Sarà il freddo, sarà che tutti sono alle prese con gli ultimi acquisti per il Natale, sarà quel che sarà, ma io e Chicca siamo qua, e l'assenza di confusione non può che renderci ulteriormente felici. All'ingresso dell'alpe troviamo ad accoglierci l'ormai consueta e caratteristica scultura di ghiaccio... manteniamo la destra e lascandoci alle spalle le ultime baite dell'alpe, c'incamminiamo in uno splendido e magico bosco. Chicca oggi sembra particolarmente felice, e non solo lei. La neve è davvero abbondante, e l'ambiente attorno a noi è stupendo. In breve raggiungiamo la Corte d'Ardui, dove notiamo alcuni scialpinisti risalire il canalone alle spalle delle baite. Decidiamo così di seguirli, anche perchè la neve è tanta, ma la traccia è ottima, e così, poco dopo, siamo già alti sopra la Corte. Chicca procede felice e spedita lungo il profondo solco creato dal passaggio di numerosi escursionisti, e in breve tempo raggiungiamo una piccola valletta dove ci soffermiamo ad ammirare alle nostre spalle la Punta della Rossa affiancata dal Pizzo Fizzo e più lontano il Cervandone e la Punta di Devero. Giusto il tempo di scattare un paio di foto e si riparte... fa troppo freddo per star fermi. Risaliamo nuovamente attraverso il bosco seguendo la mulattiera completamente sommersa di neve, un breve traverso da far con le dovute attenzioni e precauzioni, ed eccoci finalmente al sole. Oh... ora va decisamente meglio! In breve perveniamo al primo lago del Sangiatto e subito dopo all'omonima alpe dove l'altezza della neve supera abbondantemente il metro (la palina segnavie parla da sè!). Proseguiamo seguendo la traccia che si snoda alle spalle delle baite, passiamo alti sopra il secondo lago, un bel traverso illuminati e riscaldati dal sole ed eccoci al terzo lago con pizzo Diei e Cistella sullo sfondo. Ora non ci resta che risalire i ripidi pendii alla nostra sinistra, da dove ci appare in lontananza la Punta d'Arbola, poi un breve traverso ed eccoci in vista della nostra meta. Chissà perchè gli ultimi metri son sempre quelli più duri e interminabili, ma alla fine passo dopo passo guadagnamo la Bocchetta di Scarpia (2248m). Notiamo un gruppetto di scialpinisti che stanno per raggiungere la vetta del Sangiatto, ma noi siamo arrivati al capolinea, e rimaniamo estasiati di fronte a tanto splendore. E anche il panorama verso la Val Pojala non è certo da meno. Scattiamo subito una foto ricordo prima di metterci comodi seduti sopra un masso a consumare il nostro pranzetto e a crogiolare al sole contemplando il magnifico ambiente che ci circonda. Certi momenti si vorrebbe non finissero mai, ma purtroppo non è così, e anche se a malincuore, dobbiamo rimetterci in cammino verso valle. Chicca invece, al contrario di me, è ansiosa di cominciare a scendere, quasi certamente perchè sa che ci attende una spettacolare discesa su neve abbondante e soffice. Parte subito in picchiata con un bel fuoripista, ma pochi passi e finisce col sedere per terra. Niente paura... sbagliando si impara, e poco dopo, rieccola correre felicemente all'impazzata, questa volta però lungo la traccia battuta. Scendendo si apre sempre più ai nostri occhi uno spettacolare scenario di vallette e imponenti cime, e tra un taglio e l'altro in neve fresca, rieccoci all'alpe Sangiatto. Ripassiamo a lato del primo dei tre laghi, poi seguendo a ritroso il percorso di salita, perveniamo ad una splendida radura con in mezzo un bel ponticello completamente sommerso dalla neve, dove in genere, sotto di esso, scorrono limpide e freschissime acque, ma oggi... non si muove proprio nulla. Ancora un breve traverso ed eccoci in vista della Corte d'Ardui, dove ci soffermiamo qualche istante a curiosare un po' intorno e a riprender fiato. La bella fontanella con tanto di simpatica scultura è completamente sommersa, mentre la cappelletta ancora sopravvive. Riprendiamo il nostro cammino lasciandoci alle spalle le stupende baite, un bel tratto di bosco ed eccoci di ritorno all'alpe Devero che si gode gli ultimi raggi di sole. Non ci resta che far ritorno alla macchina, dove Chicca, stanca ma soddisfatta, prende subito posto e si prepara per il viaggio di ritorno. Non c'è che dire... oggi è stata una giornata davvero memorabile in un ambiente unico! |
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