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Devero
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Monte Cobernas
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Risalire tutta la valle di Devero fino all'ingresso della seconda galleria, località Cologno (1589m), dove un ampio spiazzo consente di posteggiare l'auto.
Indossati scarponi e zaino iniziamo la nostra gita risalendo i pratoni che dal parcheggio di Cologno portano verso l'omonima alpe. Sopra di noi il cielo è azzurro e splende il sole, ma dall'altra parte della valle, molte nuvole avvolgono completamente la vetta del Monte Cistella e parte del Pizzo Diei. Lungo il percorso di salita incontriamo una mandria di mucche che ci ostacola un po' il passaggio, ma con molta calma e tranquillità riusciamo a superarle ed eccoci in vista dell'Alpe di Cologno. Qui veniamo accolti da un numeroso gruppetto di caprette che pascola felicemente nei prati circostanti. Continuiamo a salire per prati e boschi, e più saliamo, più il paesaggio attorno a noi diventa sempre più bello, e Mario (www.magat.it) non esita a fare una sosta per contemplarlo. Improvvisamente dalle nuvole sbuca fuori la punta della Rossa, mentre ormai, passo dopo passo, abbiamo raggiunto l'alpe Fontane. Una breve sosta per riprendere fiato e scattare qualche foto, poi riprendiamo a risalire un erto canalino erboso, e dopo aver attraversato belle distese di prati popolati da numerose marmotte, eccoci in vista del Lago del Sangiatto. Scendiamo lungo le sue rive per portarci sull'altra sponda, dove una palina con cartelli segnavie ci indica la direzione da seguire. Risaliamo un tratto di sentiero ampio e ben pulito, poi sempre per prati e rododendri giungiamo alla Bocchetta di Scarpia (2248m). Qui facciamo una breve sosta per decidere il da farsi... la cima del Monte Cobernas si intravede a malapena tra le nuvole, mentre il Sangiatto sembra, almeno per ora, completamente libero. Dopo un rapido consulto decidiamo di tentare comunque la vetta del Cobernas. Risaliamo per ripidi pendii erbosi lasciandoci alle spalle la Bocchetta di scarpia e il Monte Sangiatto; dall'altra parte della valle La Rossa e il Pizzo Fizzo sembrano lottare con le nuvole per conquistarsi un poco di cielo azzurro, e anche la nostra meta pare non essere da meno. Guadagnato un tratto di cresta, non possiamo fare a meno di soffermarci ad ammirare il panorama sulla vallata, sul lago di Agaro e su quello di Devero che con lo zoom riusciamo ad ammirare in tutto il suo splendore. Ora però è il momento di fare i conti col tratto finale che conduce alla vetta, che nel frattempo è stata ringhiottita dalle nuvole. Il sentiero qui risale un ripido canalino, ma il problema più grosso è dato da una lingua di neve che ne ricopre completamente una parte... ma ormai siamo in ballo e continuiamo a ballare. Giunti all'altezza della neve riusciamo in qualche modo a raggirarla spostandoci leggermente sulla sinistra, risalendo tra sfasciumi e terreno franoso. Superato questo tratto siamo ormai in dirittura d'arrivo (2578m), e tra l'altro le nuvole sembrano volerci premiare concedendoci una tregua. L'illusione dura molto poco però, perchè al nostro arrivo in vetta il panorama è pressochè inesistente, solo un piccolo spiraglio ci lascia intravvedere il lago di Devero. Non ci resta che metterci comodi a consumare il nostro pranzetto, mantenendo sempre l'occhio vigile e la macchina fotografica pronta qualora le nuvole dovessero concederci qualche altro piccolo spiraglio. Purtroppo la situazione sembra tutt'altro che migliorare, e ben consapevoli che ci aspetta un passaggio piuttosto infido e impegnativo, ci affrettiamo a scattare la foto di vetta e riprendere il cammino di discesa. Giunti alla lingua di neve, proviamo questa volta ad attraversarla direttamente, ma... la pendenza è troppa e giudichiamo l'impresa un po' troppo pericolosa. Risaliamo quindi di qualche metro e proviamo a ripercorrere il tragitto di salita. Il terreno è alquanto franoso, e le rocce piuttosto umide, ma con molta calma e attenzione riusciamo a superare questo tratto e riprendere il sentiero dall'altra parte, che ci ricondurrà dritti verso la bocchetta di Scarpia. Nel frattempo le nuvole hanno ormai avvolto tutto e quasi fatico a vedere l'amico Mario poco sopra di me. Superata la bocchetta la situazione migliora decisamente, ora riusciamo ad intravvedere in lontananza l'alpe Sangiatto, che in breve raggiungiamo. Imbocchiamo quindi la bella mulattiera che passa a lato dell'altro lago del Sangiatto, per poi iniziare la discesa verso la Piana di Devero. Dopo un bel tratto immersi in boschi di larici, attraversiamo una bella radura con tanto di ponticello sul torrente, poi di nuovo nel bosco fino alla Corte d'Ardui. Purtroppo qui inizia a piovere, e così andiamo alla ricerca di un riparo di fortuna tra le baite. L'atrio d'ingresso di una di queste offre un buon riparo, ma la sosta dura poco perchè una nuvola di moscerini incazzati si rende alquanto più fastidiosa della pioggia stessa. Riprendiamo quindi la discesa, e passando sempre tra boschi di larici, arriviamo alla Piana di Devero. Poi, un po' per asfalto, un po' per sentiero, facciamo ritorno al parcheggio dove l'auto ci attende. Soddisfatti della gita, anche se con un pizzico di rammarico per non esserci potuti godere gli splendidi panorami che la vetta offre, ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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