Si risale tutta la valle di Devero in auto fino alla fine della strada. (1640m)
Dopo aver percorso buona parte del tragitto in auto sotto una spessa coltre di nubi dall'aspetto indecifrabile, imbocchiamo la strada per Devero, e superati i primi tornanti, sbuchiamo fuori dalle nubi. Il cielo sopra è azzurro, limpido, e il sole già alto in cielo illumina tutto l'ambiente. Entusiasti saliamo fino al parcheggio, dove la temperatura sfiora i -10 gradi, e in più siamo all'ombra. Veloci (si fa per dire) ci prepariamo ed iniziamo ad incamminarci verso l'ingresso dell'alpe... c'è poca gente per fortuna, ma fa freddo, e così veloci come non mai ci affrettiamo a dirigerci verso la località Piedimonte. Superato un primo ponticello siamo al sole... ora la situazione cambia notevolmente, si comincia a ragionare.
Ci fermiamo ad indossare le ciaspole e a scattare qualche bella foto... Dasy è impaziente, ha una gran voglia di cominciare a fare sul serio, ma anche io e Massimo non siamo da meno. Terminato il ciaspolamento, via che si riparte verso Piedimonte che in breve raggiungiamo, ci manteniamo a sinistra superando un altro bel ponticello, ed iniziamo quindi ad inerpicarci lungo i versanti boschivi seguendo una traccia ben battuta. In questo tratto di salita siamo nuovamente all'ombra, il freddo sembra farsi sentire molto meno, ma è solo un'illusione dovuta allo sforzo della salita, perchè basta fermarsi un minuto per accorgersi delle basse temperature. Continuiamo a salire imperterriti seguendo la traccia, e dopo circa mezz'oretta di cammino, sbuchiamo fuori nei pressi dell'alpe Misanco, adagiata in una piccola conca in posizione panoramica sulla vallata.
Siamo di nuovo al sole, e così approfittiamo per una breve pausa, giusto il tempo di qualche foto e sgranocchiare uno snack, e poi via che si riparte. Ora ci attende forse il tratto più ripido, un lungo e ampio canalone, col sole sempre di fronte a noi che ci illumina e ci riscalda a dovere, forse anche troppo, tant'è che poco dopo siamo nuovamente fermi per toglierci qualche indumento di troppo. Alle nostre spalle pian piano si compone uno stupendo scenario, fatto di cime, laghi e alpeggi... una favola. Cammina cammina usciamo dal bosco, ora si procede su ampi pendii aperti, infiniti, si supera una prima gobba, poi un'altra e un'altra ancora, e finalmente ecco comparire all'orizzonte le cime del Diei e del Cistella, e poco dopo la nostra meta.
La prima cosa che ci salta all'occhio, è che la cima è quasi completamente pelata, riaffiorano i prati ingialliti e le roccette, sicuramente è stata vittima di forti raffiche di vento... un classico per lei che ormai ci sarà ben abituata. Ma per fortuna oggi non spira un alito di vento, e al sole si sta davvero bene. Dopo un breve tratto in leggera discesa, attacchiamo l'ultimo ripido pendio... la traccia sale verticale, la fatica si fa sentire, le gambe dicono la loro e il fiato si accorcia, ma un passo alla volta guadagnamo il tratto terminale, dove finalmente le pendenze si addolciscono, e in breve siamo in cima (2330m).
Siamo circondati da imponenti vette come Diei e Cistella, il Cervandone, La Rossa, il Leone che spunta a sinistra dell'Helsenhorn, più lontano l'Arbola, il Corbernas e il Sangiatto e così via, mentre ai nostri piedi la valle di Devero completamente immersa nelle nuvole, proprio quelle che ci hanno accompagnato lungo la salita in auto. Dopo di noi sopraggiungono altri escursionisti, alcuni con gli sci, altri con le ciaspole, la maggior parte di loro tocca la cima, sgranocchia qualcosa e se ne va. Noi invece andiamo a prendere posto qualche metro più in là rispetto alla vetta, su uno spiazzo sgombro da neve con alcuni massi che si riveleranno comodi sgabelli (anche se un po' freddi), e qui resteremo a lungo a chiacchierare, rifocillarci, goderci lo splendido panorama e a crogiolare al sole.
Verrebbe voglia di rimanere qui all'infinito, ma purtroppo il tempo passa e bisogna rientrare. Dalla cima notiamo alcune tracce sul versante opposto nei pressi dell'alpe Curt du Vel, e così decidiamo di tentare una sorta di anello e di scendere verso la Val Buscagna. Dopo aver ricalpestato per un breve tratto le tracce di salita, ci lanciamo giù a capofitto lungo i ripidi versanti in direzione dell'alpe Curt du Vel. Scendiamo liberamente e ad intuito, l'alpe è ben visibile e quindi cerchiamo di mantenere la direzione. La neve in alcuni punti è crostosa e portante, in altri soffice e farinosa, e il divertimento è assicurato.
Giunti al limite del bosco, ci manteniamo leggermente a destra seguendo un ampio canalone che sembra portare nella giusta direzione. Poco dopo però ci troviamo di fronte a un bel saltino... saranno una decina di metri, il versante ha una pendenza quasi verticale, ma raggirarlo senza tornare indietro sembra impossibile. Decidiamo di fare un tentativo, in fondo la neve è soffice, si sprofonda, e anche se la pendenza è notevole, saranno si è no una decina di metri, male che vada finiremo col sedere a terra. E invece no, la neve è talmente soffice che si sprofonda dentro e riusciamo a scendere tranquillamente fino a metà pendio circa senza particolari difficoltà; poi la neve diventa crostosa, non si sprofonda più e quindi... ci si deve lanciare sciando fino a guadagnare il pianoro sottostante. Vi dirò... se non fosse stato per la fatica sovraumana che avrei dovuto fare, io sarei anche tornato su e l'avrei rifatto... troppo divertente.
Comunque sia ora ci attende un bel pianoro in mezzo a un canalone con tante neve soffice e immacolata... quasi spiace doverla calpestare e rovinare questo splendido scenario. In breve siamo alla Curt du Vel, dove ci agganciamo alla traccia battuta che perviene da Misanco. L'idea iniziale in realtà era quella di guadagnare la Val Buscagna, percorrerla per un tratto e rientrare per il lago Nero, ma visto l'assenza di tracce in quella direzione, decidiamo di seguire quella battuta che dopo aver costeggiato i boschi adiacenti al Lago Nero, ci riporta a Misanco. Da qui in poi seguiamo fedelmente la traccia di salita fino a tornare a Devero, dove al nostro arrivo, il sole già sta andando a nascondersi dietro le montagne.
E un'altra splendida giornata è finita...!