Devero
Passo della Rossa, Passo di Crampiolo
Si risale tutta la valle di Devero in auto fino alla fine della strada. (1640m)

Non tutte le ciambelle escono col buco, ma quella che abbiamo preparato oggi io e l'amico Antonio... beh, è riuscita perfettamente, senza un minimo difetto. Vabbè... se vogliamo fare i pignoli, una piccola sbavatura c'è stata, ma talmente minima che non è neppure da prendere in considerazione.
Ma partiamo dall'inizio... sono le 8.15 quando arriviamo al Devero, non c'è molta gente, ma molta più di quella che mi aspettavo. Tira vento freddo, il cielo è azzurro, ma una nuvola copre la Punta della Rossa e noi dobbiamo salire proprio in quella direzione... speriamo bene! Ci incamminiamo lungo lo sterrato che porta verso il Rifugio Castiglioni... fa freddo e manteniamo un passo piuttosto veloce. Giunti in fondo alla piana, imbocchiamo il sentiero che porta a Canton e successivamente a La Giooina, dove incontriamo una simpatica mandria di mucche al pascolo. Qui seguiamo una sorta di sentiero, ma pochi passi e siamo fermi... qualcosa non va! Siamo finiti su una tracia lasciata dalle mucche che porta a perdersi nei prati dell'alpe. Poco male, un'occhiata alla cartina e con un ampio giro ci riportiamo sullo sterrato che porta a Crampiolo, per poi, nei pressi di una curva, abbandonarlo e imboccare finalmente il sentiero per i Piani della Rossa.
Lungo il tragitto incontriamo altri simpatici escursionisti con cui finiremo per condividere quasi tutta la salita. Il sentiero si snoda dapprima in un fitto bosco di larici, passiamo per l'alpe Campello, poi finalmente eccoci all'aperto e il paesaggio sotto di noi si fa sempre più sublime. Poco dopo superiamo senza difficoltà un tratto attrezzato con catene, poi su, sempre più su... il sentiero diventa sempre più ripido fino a giungere ai Piani della Rossa, dove incontriamo altri tre escursionisti diretti alla Rossa passando per lo Spigolo, più i due conosciuti in precedenza. Dopo una sosta, più o meno breve, per contemplare l'ambiente che ci circonda, scambiare quattro chiacchiere e studiare il percorso da fare, riprendiamo il cammino tutti insieme. Puntiamo verso un nevaio che passiamo senza alcuna difficoltà, poi il sentiero torna di nuovo a salire ripido in mezzo a rocce rosse, del resto siamo o no ai Piani della Rossa? Sembra assurdo... da due che eravamo siamo diventati in sette, si sale tutti quanti insieme, scambiando chiacchiere di tanto in tanto quando le pendenze permettono di risparmiare un po' di fiato, a volte ci si ferma addirittura ad aspettare chi è rimasto indietro, quasi come se fossimo un unico gruppo, eppure non sappiamo neppure l'uno il nome dell'altro, la provenienze... niente di niente... ma anche questo è il bello della montagna... gente che condivide un unico scopo, senza porsi troppe domande e troppi perchè.
In breve perveniamo ad una sorta di scala a pioli che ci permette di superare una parete rocciosa verticale, poi ancora un tratto attrezzato e... fine della salita, o quasi. Ora siamo di fronte a uno scenario quasi marziale... attorno a noi pietre tutte rosse, se non fosse per i numerosi nevai, oserei dire che siamo veramente atterrati su Marte. Salutiamo i 3 escursionisti diretti alla Rossa, mentre io, Antonio e gli altri due, proseguiamo verso il Passo. Qui inizia un lungo percorso tutto di saliscendi, si passano numerosi nevai, si incontrano stupendi laghetti, poi un ultimo sforzo e siamo al Passo della Rossa (2474m), dove rimaniamo a bocca aperta nel vedere lo scenario che si compone ai nostri occhi, e dove veniamo letteralmente spazzati dal vento.
Un vento forte, molto forte, un vento freddo, molto freddo, di quelli che tagliano il viso e non solo e che ci costringe ad affrettarci a scattare le foto e ripartire. Ci attendono altri nevai che si alternano a tratti di sentiero tra pietre sempre rosse.. sotto di noi possiamo ammirare gli splendidi laghi di Geisspfad e Zue, e dopo una leggera risalita eccoci al Passo di Crampiolo (2553m).
Dopo aver contemplato il paesaggio che ci circonda, andiamo alla ricerca di un posticino riparato dal vento, e una volta trovato... si mangia. Incredibile... dopo tanto caldo e afa dei giorni scorsi, siamo qui con pile, giacca a vento e cappellino di lana, e vi dirò... in alcuni momenti riuscivo ad avere pure freddo!
Dopo una sosta di un'oretta circa, visto il freddo, decidiamo che è meglio cominciare a scendere. Nella parte superiore della Valdeserta troviamo numerosi nevai che ci permettono di scendere veloci, sicuri e con poca fatica, praticamente sciando, mentre nella parte centrale... beh.. lì la situazione diventa un po' più impegnativa e bisogna procedere con molta cautela. Si passa su pietre piccole, grandi e medie... di tutte le dimensioni insomma, instabili, e su pendii piuttosto ripidi, ma passo dopo passo, masso dopo masso, usciamo finalmente dalla pietraia pervenendo all'alpe di Valdeserta. Da qui si procede su sentiero comodo e agevole, fino ad arrivare sulle rive del Lago di Devero in prossimità dell'alpe di Codelago, che andiamo a visitare.
Ora non ci resta che percorrere il sentiero che costeggia il lago in direzione della diga, e proprio in questo tratto mi rendo conto di quanto sia alto il livello dell'acqua... in alcuni punti è sotto di appena un paio di metri a dir tanto dal sentiero... spesso sono venuto in questa zona, ma così alto il lago non lo avevo mai visto. Giunti alla diga... beh.. diciamo la verità, sembrava quasi di essere in spiaggia a Rimini.... gente da tutte le parti, sdraiate sui prati e sulle rive del lago a prendere il sole o ammazzare il tempo. Breve sosta, ma proprio breve, e poi via che si riparte, scendiamo a Crampiolo, anche lui preso d'assalto da numerosi turisti, e infine, seguendo la strada di servizio al villaggio, facciamo ritorno a Devero. Un ultimo sguardo alla Rossa, che oggi abbiamo visto da molto vicino, e poi via alla macchina, stanchi, ma decisamente soddisfatti della gran bella giornata vissuta.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ora e 30 minuti + 20 minuti circa
5 ore e 30 minuti circa
14.5 km

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