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EQUIPAGGIAMENTO E ATTREZZATURA
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Le calzature
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Le calzature sono una componente fondamentale dell'equipaggiamento e per il suo acquisto si consiglia di non fare alcuna economia scegliendo il modello più funzionale rispetto all'attività svolta. Sotto l'incalzare di una domanda crescente da parte di una clientela sempre più esigente, le ditte del settore hanno di recente elaborato nuove soluzioni tecniche e creato nuovi prodotti.
Alla tradizionale suola di roccia a doppia cucitura, ad esempio, si affianca quella monoblocco. Si usa un unico pezzo di gomma stampato che forma la suola vera e propria e rimpiazza tutte le componenti della suola tradizionale. Una volta incollata ad essa la tomaia, si introduce e si fissa una intersuola con particolari caratteristiche di flessibilità e vi si sovrappone un sottopiede anatomico. Questa metodologia abbina alla semplicità esecutiva il pregio della leggerezza. Un altro problema, in gran parte risolto, è quello che riguarda il tallone soggetto ad affaticamento a causa dell'urto ripetuto contro il terreno che provoca anche tendiniti e infiammazioni dei nervi. Nei modelli migliori i tacchi sono arrotondati e capaci di dissipare anche il 90% dell'energia assorbita. Progressi si sono fatti anche nel campo delle gomme per le suole oggi realizzate con mescole resistenti all'abrasione e con ottime caratteristiche di aderenza sul terreno sia asciutto che bagnato. Anche per la parte superiore della scarpa, oltre al tradizionale cuoio di qualità pregiate, si sono aggiunti altri materiali, dal goro-tex, impermeabile e traspirante, al cordura robusto e resistente, alla plastica usata, oltre che per le scarpe da sci alpinismo, anche per alcuni modelli per il trekking e l'alpinismo. Il comfort della calzata, infine, viene garantito da particolari fodere in vitello, in frotte, in spugna di cotone, in goro-tex che devono essere morbide, assorbire la traspirazione durante la marcia, asciugarsi rapidamente a riposo. Nella scelta della calzatura vanno tenuti presenti i seguenti criteri: robustezza, termicità, impermeabilità, leggerezza, capacità di asciugatura, comfort della calzata e qualità delle rifiniture. Non sempre tutte queste caratteristiche possono essere presenti nello stesso modello, per cui bisogna scegliere cosa privilegiare in rapporto all'uso cui si intende adibire la scarpa. Per quanto riguarda il peso, salvo eccezioni, le scarpe da trekking vanno dai 700 grammi per i modelli a collo basso per escursioni leggere, ai 1500-1800 grammi delle pedule per escursioni impegnative e per percorsi di ghiaccio e di roccia. Un accessorio molto utile per il trekking in alta quota e invernale e per l'alpinismo è la ghetta che ha la funzione di impedire l'ingresso della neve nel collo della scarpa. I materiali usati sono la tela impermeabile, il nailon, i goro-tex |
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Abbigliamento
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Il criterio da tener presente nella scelta dell'abbigliamento è quello della "cipolla" o degli strati sovrapposti. Per ottenere la protezione più efficace nei confronti del freddo e del vento, infatti, è meglio ricorrere a più capi di vestiario relativamente leggeri indossati gli uni sopra gli altri piuttosto che uno solo spesso e pesante. Questa scelta consente anche di adeguare con facilità il grado di copertura al variare delle condizioni climatiche e di affidare alle diverse componenti dell'abbigliamento le tre principali funzioni che esso deve assolvere:
trasmissione del vapore acqueo essudato: questa funzione è assolta in prevalenza dalla biancheria intima che è a diretto contato con la pelle; isolamento dal caldo e dal freddo: si ottiene creando attorno al corpo uno strato di uno o più indumenti (dolcevita, camicia, maglione, giacca con o senza imbottitura) che forma una barriera termica contro l'ambiente esterno grazie soprattutto all'aria in esso incorporato; protezione dal vento e dalla pioggia: si ottiene ricorrendo ai tessuti veramente impermeabili e nello stesso tempo traspiranti, tipo goro-tex, che hanno però lo svantaggio del costo elevato. Biancheria intima: può andar bene anche quella che si indossa abitualmente, con lo svantaggio però che si inzupperà quasi subito di sudore e i tempi di asciugatura lunghissimi. In commercio potrete trovare una vasta gamma di biancheria intima in polipropilene adatta per ogni tipo di stagione, che hanno la proprietà di trattenere il calore quasi quanto la lana, elevata traspirabilità e bassa capacità di trattenere l'umidità. Camice e maglie dolcevita: si usano camice di cotone o di lana, abbastanza lunghe e con tasche sul petto. Comode sono anche le maglie a collo alto, ma con cerniere lampo, da usare solo in combinazione con la camicia. Maglioni: i tradizionali sono a giro collo, di lana, caldi, ma possibilmente non troppo pesanti. Oggi sono sempre più sostituiti da analoghi capi in pile, generalmente tagliati a giacca. Calze e calzettoni: a seconda del clima, dell'ambiente e quindi della calzatura, potete trovare in commercio numerosi tipi di calze e calzettoni adatte per ogni esigenza. Calzoni e salopette: ormai tramontati i classici calzoni alla zuava, oggi si preferisce la salopette che garantisce protezione ai reni dal freddo ed elimina il disturbo della cintura. Ve ne sono di tela, più o meno fresche e leggere, in lana idrorepellente, in tessuto elasticizzato più o meno imbottito per l'uso in ambienti severi. Esistono comunque salopette a gamba lunga, al ginocchio, a ganba lunga con la possibilità di staccare, grazie a delle cerniere, la parte bassa trasformandoli in pantaloncini corti, spesso dotate di utili tasconi (comodi ad esempio per tenere a portata di mano la carta topografica e la bussola). Soprapantaloni: sono di nailon o di goro-tex con o senza imbottitura. Si usano soprattutto nello sci escursionismo e nello sci alpinismo. Giacca a vento: quelle in robusta tela idrorepellente sono le più adatte per un escursionismo non troppo impegnativo e anche le più economiche. Per muoversi nella neve e difendersi dalla pioggia sono più adatte quelle in goro-tex, più delicate e care, ma caratterizzate da un alto grado di impermeabilità. I modelli più evoluti e costosi sono abbinati a un maglione in pile che può essere staccato e usato anche senza giacca. Ricambi: se si programma un pernottamento in un rifugio, è bene portarsi una tuta da ginnastica e un paio di scarpe da riposo da indossare dopo l'arrivo. Quasi tutti i rifugi, però, a fronte della proibizione di salire nei dormitoi con gli scarponi, ultimamente mettono a disposizione dei clienti una vasta scelta di zoccoli o di ciabatte. E' inoltre quasi sempre richiesto l'utilizzo del sacco lenzuolo personale da trasportare nello zaino. |
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Gli accessori
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Contro il freddo: per le mani il miglior sistema di difesa dal freddo è il guanto a cinque dita di lana o di seta sotto il guanto principale. I guanti sono indispensabili per lo sci escursionismo e lo sci alpinismo. Si consiglia sempre di tenerne comunque un paio nello zaino... non si sa mai. Per la testa, negli ambienti più freddi va bene qualsiasi berretto di lana. In condizioni estreme si usa il passamontagna o un berretto imbottito con paraorecchie.
Contro la pioggia: molti adottano le classiche mantelline di nailon o goro-tex. Hanno il vantaggio di proteggere anche lo zaino, ma in climi caldi e umidi, non lasciano traspirare facendo più danno che bene. Meglio quindi la giacca a vento. Molto funzionale anche l'ombrello pieghevole che offre una comoda protezione sui percorsi facili, al di fuori dei boschi fitti. Contro il sole: occorrono un copricapo che ombreggi anche gli occhi e sia ben areato e gli occhiali da sole. Questi ultimi sono assolutamente indispensabili ad alta quota e soprattutto su neve e ghiaccio. Sono da preferire i modelli con protezione laterale ed eventualmente con paranaso. Per gli alpinisti e gli sciatori esistono modelli specifici da ghiaccio ad alto potere assorbente delle radiazioni ultraviolette. Se si prevede una lunga esposizione ad esse, sarà anche buona precauzione spalmare sulle labbra una pomata protettiva. Molti escursionisti e alpinisti non tralasciano mai di portare un foulard. Si tratta di un oggetto molto versatile e dai mille usi: copricapo, fascia per trattenere il sudore dalla fronte, maschera contro la polvere, sciarpa per proteggere il collo dal vento, sostegno per appendere un braccio ferito, una legatura emostatica ecc. Contro la sete: avere a disposizione una borraccia è sempre consigliabile, soprattutto se si cammina su terreni calcarei poveri di acque superficiali. I modelli più comuni sono di metallo smaltati internamente e hanno forma di bottiglia in modo che possano essere riposti senza problemi anche nelle tasche laterali dello zaino. Nelle escursioni invernali la borraccia può essere sostituita da un termos ripieno di tè o di bevande calde e energetiche. Contro la fame: i viveri da consumarsi lungo la marcia o al rifugio si trasportano in un sacchetto di plastica che alla fine servirà da contenitore per rifiuti. Se non sono comprimibili li si metterà in un contenitore di plastica o alluminio, il più leggero possibile. Contro gli incidenti: è previdente portarsi una piccola farmacia personale con cerotti, disinfettanti, bevande e quanto altro può servire in casi di emergenza. Esistono funzionali confezioni già predisposte. Contro il buio: una pila può evitare un bivacco notturno magari proprio in vicinanza del rifugio che non si riesce a trovare perchè sono sopraggiunte le tenebre. Serve anche per muoversi di notte nei rifugi. Esistono in commercio comode pile frontali che permettono di essere utilizzate lasciando libere le mani. Contro il maltempo: quando scende la nebbia e le condizioni di visibilità sono scarse, vengono buone per orientarsi la carta topografica e la bussola, o meglio ancora il GPS. Si tratta di strumenti che bisogna saper usare correttamente, altrimenti costituiscono un peso inutile. |
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Lo zaino
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Lo zaino è una componente fondamentale del nostro equipaggiamento. Esistono decine di modelli differenti ed è importante saper scegliere quello ottimale in rapporto alla specialità praticata. Due sono i tipi principali di zaino.
Zaino tubolare: si va dai modelli ampi con numerose tasche esterne a quelli stretti, allungati, privi di accessori esterni, di dimensioni adatte all'arrampicata; da quelli medi con fibbie per il fissaggio della piccozza, martello, ramponi, sci, ideati per le ascensioni su ghiaccio e misto e per lo sci alpinismo, a quelli capienti per le spedizioni. Alcuni modelli presentano due scomparti, uno superiore e l'altro inferiore, così da poter trovare più comodamente quanto contenuto. Per l'escursionismo e il trekking si consigliano i modelli con tasche laterali e con una capacità di 50-60 litri. Il peso non dovrebbe superare mai i 10 chilogrammi Zaino a bastino: lo zaino vero e proprio è sostenuto da un telaio esterno in plastica. Si tratta di modelli particolarmente indicati per i lunghi trek e per il backpaking grazie alla loro capacità di carico (90 litri + 20) e per la razionalità nella distribuzione degli oggetti (tasche esterne per la borraccia, fornellino, ecc. e contenitore cilindrico per tenda o sacco a pelo). Può consentire una autosufficienza di una settimana, ma in questo caso il peso supera i 15 chilogrammi. Non è adatto all'arrampicata e ai terreni impervi. Il bastino, ad esempio, limita la possibilità di alzare la testa per osservare quanto ci sovrasta. I materiali più usati per gli zaini sono il nailon e il cordura. Oggi le migliori case costruttrici garantiscono ai loro zaini i due principali requisiti per il migliore comfort: l'adesione anatomica dello schienale al dorso mediante telai o imbottiture modellabili; la distribuzione razionale del carico tra spalle, dorso e bacino grazie ad una serie di fibbie regolabili. Per quanto riguarda la distribuzione dei carichi è bene che la maggior parte del peso non gravi sulla spina dorsale, ma sul bacino. Ciò consente anche una migliore libertà di movimento reciproco fra busto e arti inferiori e si ottiene con una adeguata regolazione dell'altezza del cinturone. Per camminare sicuri e ridurre lo sforzo è anche necessaria una razionale distribuzione delle masse all'interno dello zaino, così che il carico sia equilibrato tanto in direzione laterale, quanto in direzione antero-posteriore e che il tutto non possa oscillare sbilanciandosi. Quanto più idonea è la distribuzione del carico nello zaino, infatti, tanto più eretta è la posizione del portatore. In caso contrario il carico grava all'indietro e costringe il portatore ad assumere una posizione inclinata in avanti che comporta ad uno stipendio supplementare di energie. Esistono poi molteplici tipi di attrezzature che si adattano ai vari tipi di sport di montagna: arrampicata, ghiaccio, sci... Essendo però mia intenzione descrivere l'attrezzatura e le tecniche di base per un escursione su sentiero e trekking, rimando ad altri siti e corsi specifici per queste altre attività. |
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