Valle di Sementina
Cimetta d'Orino
Dall'uscita autostradale di Bellinzona Nord seguire le indicazioni per Gorduno e successivamente per Locarno fino a giungere a Sementina dove si imbocca la deviazione per S. Defendente (non segnalata). Proseguire fino a giungere (neve permettendo) ai Monti di Cima al termine della strada, dove un piccolo spiazzo consente di parcheggiare l'auto (677m)

Ebbene sì, anche oggi pare ci sarà il sole, e finchè dura è meglio non lasciarsi sfuggire l'occasione per fare un'altra splendida uscita con altrettanti splendidi panorami. Oggi poi, finalmente, dopo mesi e mesi di assenza, è con noi anche l'amico Antonio, che Gioy e Dasy accolgono con grande entusiasmo, soprattutto Gioy che lo incontra per la prima volta. L'appuntamento è a San Defendente, dove giungiamo tutti quanti puntuali e carichi emotivamente... la giornata del resto è splendida, e le premesse per una bella gita ci sono davvero tutte. Alla partenza non c'è neve, e così le ciaspole finiscono appese all'esterno dello zaino a far peso, ma siamo fiduciosi e convinti che più in alto serviranno, e così sarà. Lasciamo le nostre auto in una piccola piazzola e cominciamo a salire seguendo per un breve tratto la strada asfaltata di servizio ai monti superiori; al primo bivio la abbandoniamo e cominciamo a salire seguendo il bel sentiero che, dopo aver tagliato un paio di tornanti, si addentra ripido in uno splendido bosco di betulle. Dasy e Gioy fanno da spola tra Antonio, me e Flavia controllando che nessuno del gruppo rimanga troppo arretrato o si perda, e combinandone come al solito di cotte e di crude.
Incontriamo un secondo bivio, da entrambe le parti si può raggiungere la Capanna Mognone, ma noi scegliamo di passare per Arbarello essendo la via più breve, promettendoci di percorrere l'altro sentiero in discesa. Continuiamo a salire nel bosco a tratti ripido a tratti con pendenze più dolci, fino ad incrociare nuovamente la strada nei pressi di Arbarello, splendido balcone panoramico sul bellinzonese e sul piano di Magadino. Qui sostiamo qualche minuto per ammirare il paesaggio che ci circonda e per dissetarci ad una delle numerose fontane sparse lungo tutto il percorso di salita. Fa caldo, e così, dopo esserci tolti qualche indumento di troppo, riprendiamo a salire, nuovamente nel bosco che a volte ci regala splendidi scorci sulla vallata sottostante e sulle cime che ci circondano e che allo stesso tempo, ci protegge dal vento che sentiamo soffiare forte in quota.
Salendo la neve comincia a fare la sua comparsa, ma per ora la traccia è ben battuta e le ciaspole continuano a rimanere nello zaino a fare da zavorra; passiamo per Fontane di Biasca, con le sue baite sparse un po' ovunque, poi dopo un bel traverso nel bosco dove la neve diventa sempre più presente, ecco finalmente spuntare sopra le nostre teste una bandiera Svizzera... siamo arrivati all'alpe Mognone dove sorge l'omonima capanna (1463m). Qui la vista spazia dal vicino Camoghè, al poco più lontano Corno di Gesero, Cima delle Cicogne e Motto d'Arbino salito la scorsa settimana, ai più lontani Gridone, Monte Zeda, Monte Rosa e così via... un vero spettacolo reso ancor più speciale da questa giornata di cielo terso. Dopo esserci rifatti gli occhi, andiamo a visitare la capanna, un vero e proprio gioiellino... l'interno è accogliente e confortevole, tutto ben tenuto e curato nei minimi particolari. A questo punto la nostra meta è già ben visibile, ma visto che ci vorrà ancora un po' di tempo per raggiungerla, optiamo per una breve sosta spuntino all'esterno della capanna, comodamente seduti su una panca di legno, mentre Gioy e Dasy, instancabili, continuano imperterriti nelle loro scorribande.
Poco dopo ci raggiungono due escursionisti, e così cediamo il posto a loro e ci rimettiamo in cammino seguendo sia la traccia ben battuta che i numerosi paletti segnavia. Ci inoltriamo nuovamente nel bosco, ora decisamente più rado... a tratti si sale dolcemente, a tratti con pendenze più importanti, fino a giungere alla quota 1718 dove sorgono le baite dell'alpe Morisciolo. Qui ad accoglierci troviamo le prime forti raffiche di vento, che ci costringono ad abbreviare la permanenza all'alpe e proseguire velocemente verso la nostra meta, ormai davvero tanto vicina. Tagliamo sotto le pendici innevate della Cima di Morisciolo, più si sale più il vento si intensifica, e dopo una ventina di munti circa siamo in vetta (1820m) letteralmente flagellati dal vento. La vista da quassù è davvero spettacolare, ma oggi è proprio impossibile pensare di sostare qui... i due pelosi si mostrano insofferenti e fortemente infastiditi da queste forti raffiche che se non raggiungono i 100km orari poco ci manca, mentre noi a fatica riusciamo a mantenerci in piedi; così firmiamo velocemente il libro di vetta, si fa per dire perchè in queste condizioni anche le cose più semplici diventano complicate, scattiamo una foto ricordo e via che iniziamo a scendere. Antonio però decide di voler salire ancora un pochino, e così mentre io, Flavia, Dasy e Gioy scendiamo velocemente all'alpe di Morisciolo, lui sale fino a quota 1906, all'inizio della cresta che compone la cima di Morisciolo, per poi lanciarsi giù lungo i suoi ripidi versanti innevati fino a raggiungerci all'alpe dove noi abbiamo già trovato un posticino riparato dal vento e adatto per la sosta pranzo... e sosta pranzo sia.
Dopo esser rimasti a lungo a crogiolare al sole e scambiare piacevoli chiacchiere, riaffardelliamo gli zaini e ci rimettiamo in cammino verso valle tagliando dove e quando possibile per i bei pendii innevati fino a giungere nuovamente all'alpe Mognone e di conseguenza alla capanna, dove optiamo per qualche minuto di sosta. Sono le 16 e il sole comincia a calare verso l'orizzonte, meglio non tardare troppo, e così, dopo aver scattato un po' di foto, ci rimettiamo nuovamente in cammino seguendo fedelmente per un tratto la traccia di salita e mantenendo le ciaspole ai piedi fin quasi a Fontane di Biasca, dove una volta giunti, decidiamo di tralasciare la traccia di salita e imboccare un altro sentiero che ci consentirà di compiere un piccolo giro ad anello.
Scendiamo nel bosco mentre il sole ormai sta tramontando dietro la vetta del Monte Tamaro, poi ad una deviazione, non segnalata, ci manteniamo a destra fino a giungere ai Monti di Boscaloro, splendido posticino, peccato che il sole sia ormai tramontato e la luce cominci a scarseggiare. E così via di nuovo nel bosco che diventa sempre più cupo, e dopo aver perso circa 200m di quota ci ricongiungiamo con la traccia di salita, che seguiamo fedelmente fino a tornare ai Monti di Cima dove abbiamo lasciato le auto, quando ormai è quasi buio.
Che dire? Nonostante il forte vento che non ci ha permesso di goderci in tutta tranquillità la magia della cima, è stata una splendida giornata, vissuta fino all'ultimo respiro, per non dire fino all'ultimo barlume di luce...



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore circa
5 ore e 30 minuti circa
11.5 km

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