Valle Morobbia
Alpe Valmaggia
Dall'uscita autostradale di Bellinzona Sud seguire le indicazioni per Giubiasco e successivamente per la Val Morobbia Poco prima di arrivare a Vellano, in prossimità di un tornante, abbandonare la strada principale, e svoltare a destra imboccando una stradina carrozzabile privata che conduce alla piccola diga di Carmena, dove è possibile posteggiare l'auto. (642m)

Sole, cielo azzurro e colori autunnali... è da tanto che io e Flavia attendiamo e sogniamo una giornata così, ma purtroppo questo autunno non sembra proprio volercela regalare. I colori ci sarebbero anche, ma sole e cielo azzurro ci accompagnano solo dal lunedì al venerdì, poi immancabilmente nel week-end ecco arrivare le nuvole e... addio bei progetti. Anche questo sabato la sinfonia non cambia, ma visto che si parla di nuvoloso senza precipitazioni, optiamo per un'uscita breve, a basse quote, in modo da poter ammirare il più possibile i colori dell'autunno, e in una valle per me tutta da scoprire.
Risaliamo così la val Morobbia, per poi scendere alla diga di Carmena dove posteggiamo l'auto. La giornata non sembra poi così male, il cielo è azzurrino pallido, il sole illumina le cime circostanti, l'ambiente attorno è una favola dai mille e più colori... spettacolo! Oggi poi siamo al completo, ci sono anche Dasy e Gioy che ne combinano di tutti i colori (giusto per stare in tema con l'ambiente). Attraversiamo la diga portandoci così sul lato opposto per poi iniziare a salire tra faggi, castagni e betulle. Poco dopo si aggiungono anche gli abeti, che col loro colore verde scuro completano la gamma cromatica rendendo l'ambiente molto suggestivo a tal punto che ci lascia senza fiato e senza parole. Dopo una mezz'oretta di cammino perveniamo a Pozzi (840m), un piccolo monte posto in posizione panoramica sulla piana di Magadino. Avendo letto su un libricino dell'esistenza di un antico cassinel per la conservazione degli alimenti, cominciamo a gironzolare un po' qua un po' là nella speranza di trovarlo, ma l'impresa è ardua. Per fortuna ci viene in aiuto un tizio che sembra conoscere la zona, e dopo averci pensato su un po', ci indica un'ipotetica posizione. Imbocchiamo così un sentiero a lato di una simpatica fontanella realizzata con una vecchia bombola del gas e in breve, nel fitto bosco, ecco il nostro cassinel, purtroppo chiuso e a nostro avviso restaurato senza rispettare gli effettivi canoni di costruzione.
Poco male... ritorniamo sui nostri passi fino a pervenire ad una cappella dove imbocchiamo il sentiero in salita che in meno di un quarto d'ora ci conduce ai Monti di Moneda (956m). Qui usciamo temporaneamente dal bosco, la vista spazia sull'imponente Camoghè e sui più lontani Corno di Gesero e Cima delle Cicogne... il nostro sguardo si posa sulla prossima meta già ben visibile, la Costa dell'Albera, contornata da mille e più colori. Attraversiamo Moneda dove regna il silenzio assoluto, e dove tutto è perfettamente ben curato e mantenuto, poi nei pressi di una fontanella, svoltiamo a destra e dopo aver percorso un breve tratto a mezza costa, eccoci a Costa dell'Albera (996m).
Altro splendido monte, dove tutto è perfettamente conservato, ma la nostra attenzione viene attirata da un cartello che indica "Piccolo Museo Costa dell'Albera". Incuriositi seguiamo le indicazioni fino a pervenire ad una piccola cascina dove all'interno sono stati esposti numerosi oggetti riguardanti la vita contadina di un tempo, mentre nella parte sottostante dell'edificio, vi si trova un cassinel adibito alla conservazione degli alimenti. Sostiamo a lungo per ammirare tutto questa opera meravigliosa che ci lascia intuire quanto la vita di un tempo sulle montagne doveva essere dura, poi, felici e soddisfatti, riprendiamo il nostro cammino seguendo il sentiero che in breve ci porta nella parte più alta di Costa dell'Albera. Qui svoltiamo a sinistra addentrandoci in uno splendido bosco di faggi coloratissimi che non smettono mai di lasciarsi senza fiato... a tratti si sale, a tratti si scende o si cammina quasi in piano, e dopo una mezz'oretta circa, ecco finalmente comparire davanti a noi una cascina. siamo arrivati, siamo all'Alpe Valmaggia (1149m).
Qui come d'incanto il bosco finisce lasciando spazio ad una grande radura, nel centro una fontanella dove Gioy e Dasy si precipitano per dissetarsi, mentre io e Flavia andiamo ad accomodarci all'esterno della capanna. Oggi potremo consumare il nostro pranzetto in tutta comodità, visto che in loco c'è un bel tavolone e delle panche di pietra. Bene... dopo aver scattato tutte le foto per immortalare ogni angolo di questo incantevole posto, e dopo aver sfamato i due "teppisti pelosi" che ne combinano di tutti i colori, finalmente viene il nostro turno, e come d'incanto, un raggio di sole fa capolino in cielo e guarda guarda... un bello squarcio di cielo azzurro... e chi l'avrebbe mai detto? Anche oggi sembra proprio che la nostra perseveranza sia stata premiata :-). Dopo esserci riposati e rifocillati gironzoliamo un po' attorno alla ricerca di qualche soggetto che possa sfamare anche i nostri apparecchi fotografici, poi, vista l'ora, decidiamo di rimetterci in cammino verso valle. Ripercorriamo così a ritroso il sentiero di salita, e ripassando per Costa dell'Albera, Monti di Moneda e sfiorando Pozzi, facciamo ritorno alla diga di Carmena dove l'auto è rimasta ad attenderci.
Bene... a questo punto dovremmo riavviarci verso casa, ma la nostra sete di avventura e la nostra voglia di scoprire sempre cose nuove, ci porta a risalire in auto tutta la val Morobbia fino al suo culmine, per andare a vedere il vecchio maglio di Carena recentemente restaurato. La valle è una vera e propria esplosione di colori, ogni angolo ci lascia senza parole, e giunti a Carena, imbocchiamo uno sterrato che dopo 2 km circa giunge quasi al termine dalla valle, e poco più sotto, ben visibile dalla strada, i resti del vecchio maglio. In loco alcuni cartelli ci illustrano la storia e un'ipotetica ricostruzione di come poteva essere realmente un tempo, utilizzato per la lavorazione del ferro estratto nei dintorni di Carena. (non a caso la val Morobbia è famosa per la "Via del Ferro", un'importante via di comunicazione che consentiva di trasportare il ferro estratto e lavorato a Carena verso il Lario, in Italia). A questo punto possiamo ritenerci davvero soddisfatti, e ripresa l'auto non ci resta che ridiscendere la val Morobbia e far ritorno alle nostre case.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti circa
2 ore e 30 minuti circa
7 km

Torna alla Home Page