Val Scaradra
Pizzo Cassinello
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, seguire le indicazioni per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente Olivone. Risalire tutta la valle fino al paese di Ghirone, dove sulla destra si snoda una strada che conduce alla diga del Luzzone. Attraversare la diga seguendo le indicazioni Garzotto, indi superare il tunnel di sinistra e su strada sterrata costeggiare la sponda del lago fino a giungere a Larecc, dove si incontrano chiare indicazioni per la Capanna Scaradra. (1633m)

"Sempre più in alto"... era una frase che recitava un famoso personaggio dello spettacolo durante uno slogan pubblicitario, e... io e Flavia in questo periodo direi proprio che l'abbiam preso in parola. Oggi ci attende una lunga e dura salita, quasi certamente la più lunga e alta del nostro programma estivo... le gambe a dire la verità non si sono ancor riprese del tutto dalla scorsa uscita alla Punta dei Camosci, ma con delle previsioni meteo così favorevoli... al diavolo la stanchezza, il Pizzo Cassinello ci aspetta (ho fatto pure la rima :-)).
Giunti a Larecc il piccolo spiazzo adibito a parcheggio è tutto occupato, e così siamo costretti a proseguire ancora un po' e a posteggiare l'auto all'ape Garzott (1628m). La giornata è splendida, ma il clima non è certo da 7 agosto... fa frescolino, e risalendo la valle in auto abbiam già visto parecchie cime attorno ai 3000m innevate, il che ci desta un po' di preoccupazione. Fiduciosi, ma più che altro speranzosi, ci avviamo ripercorrendo a ritroso un tratto di strada sterrata fino a Larecc, dove ha inizio il sentiero ben segnalato che in un primo momento sale ripido all'interno di un bosco di conifere fino a giungere all'alpe Scaradra di Sotto dove il paesaggio cambia radicalmente.
Ora abbiamo di fronte a noi la lunghissima val Scaradra, chiusa a circolo dal Pizzo Cassinello, dal Pizzo di Cassimoi, dal Pizzo Sorda, dalla Punta di Val Scaradra e dal Torrone di Nav. Siamo all'ombra e l'aria è piuttosto gelida, quindi meglio non perdersi troppo in chiacchiere e proseguire spediti verso la nostra meta che... ahimè, è tutta imbiancata di fresco. In valle regna un silenzio quasi surreale, interrotto solo dal vociferare delle acque del Ri di Scaradra e dai suoi numerosi affluenti, tant'è che delle volte col rumore dei nostri passi ci sembra quasi di disturbare e interrompere questa magica atmosfera.
Dopo un lungo tratto in leggera salita, il sentiero torna ad impennarsi per risalire un costone erboso fino a guadagnare un pianoro solcato dal Ri di Scaradra a quota 2160m circa. Ora siamo al sole circondati da un ambiente davvero fiabesco che ci invita a soffermarci qualche istante per contemplarlo e già che ci siamo, facciamo anche un breve spuntino. La salita fin qui è stata lunghetta e abbastanza duretta nel tratto terminale, ma non siamo neppure a metà strada, e sappiamo che la parte più dura deve ancora venire. Ricomposti gli zaini riprendiamo il nostro cammino seguendo le indicazioni per il Passo Soreda... per un breve tratto procediamo in falsopiano, poi il sentiero comincia ad inerpicarsi ripido e a zig-zag su un versante erboso dove pascolano tranquillamente numerose pecore, così tranquille che si lasciano addirittura avvicinare.
Sali sali, i prati verdi cominciano a cedere il posto alle pietre e poco dopo si comincia a calpestare neve. Siamo a quota 2400m circa, c'è ancora molta strada da fare, e ora siamo nel tratto forse più duro e impegnativo di tutta la salita. A terra ci sono delle orme, segno che qualcuno è già salito prima di noi, e poco dopo avvistiamo un escursionista impegnato nella discesa e munito di ramponi. Poco male.. quelli nello zaino ce li abbiamo quindi... decidiamo di proseguire. Risaliamo un canalino completamente innevato e ripido che sembra non terminare mai, in un passaggio sono state posizionate delle catene, in un altro una scaletta per consentire di superare una piccola placca rocciosa... a volte mi guardo indietro e mi viene da chiedermi come sarà poi scendere questo tratto tutto innevato, ma ormai siamo vicini al passo quindi... guardiamo avanti, al dopo ci penseremo quando sarà il momento. Più si sale più il canale si restringe, segno che stiamo per guadagnarne la sommità, e infatti... un ultimo sforzo ed eccoci al Passo Soreda (2760m).
Ora la nostra meta è di fronte a noi, completamente ricoperta di neve, più che un paesaggio estivo sembra di essere nel bel mezzo dell'inverno. Dietro di noi seguono due escursionisti tedeschi, che non saliranno con noi in vetta, ma scenderanno in val Länta, da dove stanno sopraggiungendo altri escursionisti che scenderanno invece in val Scaradra. Bene... prevenire è sempre meglio che curare, quindi... è il momento di togliere dallo zaino i ramponcini e indossarli. Per farlo troviamo un posticino un po' riparato dal vento, e poi via, seguendo la traccia già battuta verso la vetta. Le poche nuvole che ricoprivano il cielo sembrano man mano diradarsi e il nostro entusiasmo sale alle stelle. Durante la salita ci rifacciamo già gli occhi osservando le numerose vette della valle di Blenio, in lontananza spuntano anche il Basodino, il ghiacciaio del Gries e la Punta dei Camosci, il Rosa... insomma, c'è l'imbarazzo della scelta. A metà della salita incrociamo due ragazzi impegnati nella discesa che ci confortano comunicandoci che in vetta è bellissimo e non spira nemmeno un alito di vento.
Dopo una breve sosta per scambiare quattro chiacchiere con loro, riposarci un po' e sgranocchiare qualcosa, attacchiamo l'ultimo tratto alternando tratti completamente innevati a tratti su roccette un po' infide da risalire con la dovuta attenzione. Ora la fatica comincia a farsi sentire, ma la meta è lì a pochi metri, un ultimo balzo ed ecco l'omone di vetta (che scopriremo essere solo dopo essere quello dell'antecima) è di fronte a noi, pochi passi e ci siamo. E qui sinceramente non credo esistano parole adeguate per descrivere le emozioni che si provano di fronte ad un paesaggio davvero spettacolare, che in un istante ti fa dimenticare i rischi e le fatiche che si son dovute superare per giungere fin qui. Bello, emozionante, stupendamente fantastico!!!! Ci spostiamo lungo la linea di cresta per raggiungere un altro ometto che scopriremo, grazie ad una targa, essere poi quello della vetta principale (3103m).
Un grosso masso piatto si presta molto bene ad ospitarci per il pranzo (oggi preparato da Flavia:-)) e per un lungo e meritato riposo. Sono proprio questi i momenti che vorresti non finissero mai, qui, su una cima panoramicissima, con una temperatura ottimale di quelle che non ti fa sentire nè caldo nè freddo, con un cielo limpido e blu e con lo sguardo che si perde nell'infinito, dove non esiste più nulla, più nessun pensiero e nessuna preoccupazione, esisti solo tu e le montagne...
Purtroppo però questa magia come sempre ha un inizio e una fine, l'ora si fa tarda, il sole comincia a calare quindi meglio cominciare a scendere. Il tempo di una foto di vetta e di scrivere un messaggio sul Gipfelbuch e via che ripartiamo, sempre ramponati (la prudenza non è mai troppa) e facendo bene attenzione a dove si mettono i piedi... la zona è abbastanza ricca di buche e crepacci nelle rocce, quindi c'è da fare davvero tanta attenzione, specialmente oggi che è tutto ricoperto da neve e non si vede quasi nulla. Gli scivoloni non si fanno certo attendere, ma in alcuni tratti sicuri e ben innevati ci divertiamo a scendere con passo sicuro e spedito come di solito si fa in inverno con le ciaspole. E alla fine eccoci di nuovo al Passo Soreda, dove facciamo una breve sosta per dissetarci.
Ora arriva il bello... dobbiamo ridiscendere il canalone che ci riporterà in Val Scaradra. Visto dall'alto fa un po' impressione, il primo tratto è ripido e ancora ben innevato, ma i ramponi fanno il loro dovere, quindi riusciamo a scendere senza grosse difficoltà. Poi da quota 2500m circa finisce la neve e così, via i ramponi, ancora un tratto tra pietraie e terriccio instabile e infine siamo sul sentiero, dove possiamo finalmente tirare il fiato e rilassarci. Si fa per dire, perchè ora con le gambe stanche ci attende una lunga e ripida discesa, per non dire interminabile, fino a quota 2160 circa, dove finalmente le pendenze si azzerano e, giunti al bivio per la Capanna Scaradra, decidiamo di effettuare una deviazione di 10 minuti di cammino circa per andare a visitarla.
Qui troviamo due persone che si preparano per pernottare, e mentre addentiamo il nostro ultimo panino, praticamente la nostra cena vista l'ora, notiamo sul sentiero alcune persone che vengono verso la capanna... una ci sembra di conoscerla, ma si, è lei, è proprio lei, Ewuska. Io e Flavia seguiamo sempre le sua avventure su Hikr e finalmente ora riusciamo a conoscerla di persona. Poco dopo sopraggiungono anche i suoi amici e compagni di viaggio Mateusz, Chiara e Floriano, anche lui Hikriano spesso compagno di viaggio di Ewa. Proprio un bell'incontro, inaspettato, ma che ci ha reso felici e ci fa concludere in bellezza questa splendida giornata. Rimaniamo a chiacchierare un po' con loro, poi dopo esserci congedati, riprendiamo a scendere.
Ci attende ancora un lungo tratto prima di arrivare alla macchina, ma passo dopo passo, seguendo fedelmente il percorso di salita, ripassiamo per l'alpe Scaradra di Sotto dove ci fermiamo qualche istante per osservare il Pizzo Cassinello e il Cassimoi che si godono gli ultimi raggi di sole e si tingono di rosso; poi di nuovo giù fino a tornare all'alpe Garzott quando ormai si sta facendo buio... non ci resta che rimontare in auto con tanta stanchezza nella gambe e non solo, ma col cuore stracolmo di gioia... è stata dura, ma ne è valsa davvero la pena.

NB: Nella scala delle difficoltà delle guide delle alpi ticinesi, il Pizzo Cassinello è classificato come F. In particolar modo riteniamo che non sia da sottovalutare la lunghezza del percorso e il dislivello; c'è da fare poi molta attenzione a salire, ma soprattutto a scendere, il canale che porta al Passo Soreda, mentre per quanto riguarda il tratto dal Passo Soreda alla vetta, ci sono diverse buche e crepacci nelle rocce, alcuni anche larghi e profondi, quindi occhi sempre ben aperti. In caso di neve, come nel nostro caso, prudenza e attenzione non sono mai abbastanza!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
4 ora e 30 minuti circa
8 ore e 45 minuti circa
13.5 km

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