Valle di Blenio
Punta di Larescia o Cima di Gorda o Pilon
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazione per il passo del Lucomagno fino a giungere a Camperio dove, in prossimità di una curva, sulla sinistra, ha inizio la strada di servizio per Gorda (1221m)

Questa è un'uscita che io e l'amica Flavia avevamo programmato da tempo, ma che abbiamo sempre rimandata in attesa di una giornata di sole pieno. Finalmente le previsioni meteo per questo week-end sembrano venirci incontro, e senza pensarci su troppo, decidiamo che... o adesso o mai più. Per l'occasione ci fa compagnia anche l'amico Antonio, e ovviamente la piccola Dasy. Giunti a Camperio, parcheggiamo l'auto, indossiamo scarponi e zaini e via che si parte. Il primo tratto di salita si svolge tutto seguendo la strada di servizio per Gorda, si sale dolcemente, tant'è che riusciamo a chiacchierare per tutto il tragitto senza farci venire il fiatone. L'ambiente inizialmente è boschivo, di tanto in tanto si aprono scorci sulla vallata e sulle imponenti vette circostanti, tra cui riconosciamo il Pizzo Rossetto, salito solo quindici giorni fa, il Sosto sempre presente, lo Scopi e tante altre belle cime.
Giunti al primo bivio per Piancabella, ci manteniamo a destra in direzione di una bella cappella, e poco dopo ci fermiamo ad indossare le ciaspole... ora si inizia a fare sul serio. Più o meno, perchè il percorso è tutto battuto dalle motoslitte, ma l'ambiente è da favola e la compagnia pure. Saliamo ancora un tratto immersi nel fitto bosco fino a sbucare a Piano Cassinella, dove sorge uno splendido nucleo di baite posto in posizione panoramica sulla vallata, guardate a vista dall'Adula. Ci riagganciamo alla strada principale e sempre seguendo le indicazioni Gorda, continuiamo a salire finchè, superata una curva, rimaniamo letteralmente senza parole... davanti a noi Gorda di sotto e di sopra, e uno scenario di monti e valli davvero stupendo, indescrivibile.
Entusiasti come non mai, continuiamo a salire fino a raggiungere prima Gorda di Sotto, poi Gorda di Sopra, dove ci fermiamo un attimo a riprendere fiato e a studiare il percorso di salita. Siamo a quota 1779m, alla nostra sinistra vediamo la Capanna Gorda, ma vista la splendida giornata, decidiamo di rimandarne la visita al ritorno e di puntare dritti alla nostra cima. Da qui in poi il percorso si fa decisamente più ripido, e in più, a tratti, veniamo travolti da forti raffiche di vento che solleva la neve scaraventandocela addosso. Procediamo con più lentezza, il fiato si accorcia e le gambe cominciano a dire la loro, di tanto in tanto ci soffermiamo a riprender fiato, ma cammina cammina ecco la nostra cima spuntar fuori alla nostra destra, ormai si vede la croce.
Saliamo fino ad una sorta di bocchetta dove lo spettacolo sulla vallata e sulle cime che le fanno da cornice è davvero unico, da lasciare senza parole. Verrebbe quasi voglia di fermarci qui, ma ormai manca davvero poco e così via che si riparte. La cresta da un lato precipita a picco sulla valle di Blenio, dall'altra invece scende dolce con ampi pendii in direzione di Gorda. Nel tratto terminale, proprio poco prima della vetta, c'è da fare un po' di attenzione e cercare di raggirare delle spaccature di terreno che d'estate si presentano come crepacci, oggi con la neve sono completamente coperti e nascosti. Prima Antonio, poi io, riusciamo a finirci dentro, ma per fortuna senza riportarne conseguenze... del resto è difficile individuare dove siano, è tutto bianco e immacolato, e la neve, ormai quasi primaverile, regge poco al nostro peso. Alla fine eccoci finalmente in vetta (2194m), stanchi, ma bastano pochi secondi, uno sguardo a tutte le cime che ci circondano, per dimenticare la fatica e la stanchezza e dire... che meraviglia, ne valeva proprio la pena!
Io e Flavia poi siamo particolarmente felici... abbiamo aspettato quasi un mese prima di deciderci a salire quassù, ma non potevamo scegliere una giornata migliore. Inoltre, sembra incredibile, ma il vento che prima ci flagellava, ora è quasi del tutto scomparso, solo qualche sporadica raffica di pochi secondi e poi... bello bello. Ci accomodiamo poco sotto la croce di vetta per effettuare la sosta pranzo e gustarci tutto quel che la natura oggi ci offre... una meraviglia. E dopo una lunga e piacevole sosta, scattiamo la consueta foto ricordo, una firma sul libro di vetta e via che si riparte.
Decidiamo di scendere dal lato opposto, anche per evitare di dover ripassare in mezzo ai crepacci. Seguiamo così il dolce pendio iniziale portandoci verso sinistra ed evitando di puntare dritti verso Gorda, dove finiremmo per imbatterci in pendii troppo ripidi e impercorribili. Si scende su una neve primaverile e fantastica, e sempre seguendo a intuito i bei pendii e superando qualche ripido canalone in cui ci divertiamo a scivolare un po' con le ciaspole un po' col famoso lato B, arriviamo a Gorda di Sopra, dove incontriamo Massimo, un escursionista di Milano, che ci riconosce e che segue sempre le nostre avventure sul sito. Insieme ci dirigiamo alla Capanna Gorda, aperta, ma incustodita, e qui ci fermiamo una mezz'oretta a scambiare quattro chiacchiere e a crogiolare al sole. Poi, vista l'ora, ci rimettiamo in cammino verso valle, anche se a malincuore... è sempre difficile dover far terminare queste splendide giornate. Seguiamo per un tratto la strada ricalpestando i nostri passi di salita, poi, appena possibile, cominciamo a lanciarci giù a rotta di collo (termine più che mai appropriato visto i ripidi pendii che abbiamo affrontato) fino a far ritorno a Camperio, quando il sole ormai già sta tramontando dietro la sagoma della Gana Rossa.
Non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa, felici come non mai di aver vissuto una giornata che solo chi l'ha vissuto può capire realmente quanto bella sia stata... grazie a tutti i miei compagni di avventura... siete fantastici!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore e 30 minuti
6 ore circa
14 km

Torna alla Home Page