Val Camadra
Pian Geirètt
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazioni per Campo Blenio e successivamente val Camadra fino a giungere a Cozzera, frazione di Ghirone. Da lì, neve permettendo, è possibile proseguire ancora per qualche chilometro fino a Daigra, dove ha inizio il tratto di carrozzabile chiusa al traffico. (1405m)

Avevamo proprio tanta voglia di calpestare neve, la meteo prometteva una giornata di sole splendente, e col rischio valanghe a grado 2 non potevamo proprio scegliere giornata migliore per avventurarci lungo la val Camadra. Arrivati a Cozzera, la strada verso Daigra è leggermente innevata, ma facilmente percorribile con mezzi 4x4, e così proseguiamo fino a Magordino, poco prima di Daigra (1380m). Appena scesi dalla macchina una bella folata di vento ci accoglie e ci dà il benvenuto, in più siamo all'ombra quindi... velocissimi svolgiamo i preparativi ed iniziamo a salire seguendo la strada da qui in poi innevata. In breve siamo a Daigra, dove sostiamo solo qualche istante per scattare qualche foto e poi via, sempre seguendo la strada innevata, dove sono presenti alcune sporadiche impronte di ciaspole, e una traccia ben più marcata di sci. Bene... almeno non dovremo faticare troppo a battere, anche se poi la realtà dei fatti non sarà proprio del tutto così.
Sempre seguendo fedelmente la strada ci ritroviamo a scavalcare alcune grosse slavine, fino a giungere nei pressi del posteggio dove d'estate si lascia l'auto ed inizia il tratto di strada privato chiuso al traffico. Anche qui è tutto sommerso da una gigantesca slavina... il nostro pensiero va a quando si deve essere staccata... essere lì in quel momento c'è sicuramente da farsela addosso, sempre ammesso poi che si riesca ancora a tornare a casa sani e salvi per raccontare l'accaduto. Ma per fortuna oggi di pericoli non ce ne sono, i pendii sono abbastanza scarichi e le temperature relativamente basse, quindi... ci lasciamo alle spalle sia i brutti pensieri che la grossa slavina e riprendiamo a salire ora seguendo a tratti la strada e a tratti una traccia di sci che si mantiene leggermente più bassa. Alzandoci di quota ci allontaniamo finalmente dalle zone più a rischio e cominciamo a salire liberamente lungo un ripido pendio a tratti ghiacciato, che a volte ci toglie il fiato e mette a dura prova Gioy e Dasy, che si trovano costretti a tirar fuori le unghie per non scivolare indietro.
Terminato anche questo tratto, ci ritroviamo finalmente ad attraversare un bel pianoro, che scopriremo solo più tardi trattarsi dell'alpe di Camadra di fuori... del resto la gran quantità di neve ha coperto tutto e delle baite che compongono l'alpe ne rimane visibile solo una piccola porzione di tetto, che dal lato di salita passa letteralmente inosservato. Poco dopo ci ricongiungiamo con la strada che seguiamo per una decina di minuti fino ad immetterci nell'ultimo tratto di valle dove sono già ben visibili di fronte a noi la nostra meta e poco più sotto l'alpe di Camadra di dentro, o per essere più precisi, quel che ne riaffiora dalla neve. Abbandoniamo nuovamente la strada per mantenerci più a sinistra e puntare direttamente alla palina che segna l'arrivo a Pian Geirètt... lungo questo tratto improvvisamente qualcosa di fronte a noi si muove... è un camoscio che, in cerca di cibo, inizia a risalire i versanti opposti senza preoccuparsi minimamente della nostra presenza, del resto si trova ad una notevole distanza di sicurezza. Rimaniamo incantati per una decina di minuti o forse più nell'osservare i suoi movimenti, molto tranquilli, sicuri anche nei traversi più ripidi, poi, richiamati al dovere dai due pelosoni, ci rimettiamo in cammino fino a portarci a Pian Geirètt, in prossimità della cappella della Madonna delle Nevi (2012m).
L'ambiente che ci circonda è davvero stupendo, si va dall'imponente cima di Camdra, e passando per gli scoscesi versanti del Piz Medel si arriva alla Capanna Scaletta, per poi proseguire osservando i ripidi versanti del Pizzo Marumo e concludere con una stupenda vista sulla valle risalita.
Purtroppo, a guastare tutta questa festa, comincia a spirare un gelido e moderato venticello, che ci fa presto battere i denti e ci costringe quanto prima a scattare la foto ricordo e rimetterci in cammino verso valle,. Giunti all'alpe di Camadra di Dentro, cerchiamo un angolino dove poterci sedere al riparo dalle raffiche di vento che anche qui di tanto in tanto sopraggiungono, e poter finalmente riposarci e consumare il nostro lauto pranzetto.
E dopo esserci sfamati, rilassati e divertiti a giocherellare coi due pelosoni, ricomponiamo i nostri bagagli ed iniziamo a scendere seguendo fedelmente il tracciato di salita fino a portarci all'alpe di Camadra di fuori, dove effettuiamo una breve sosta. Da qui ridiscendiamo il tratto ripido e ghiacciato percorso in salita... ora le temperature ben al di sopra dello zero hanno quasi sciolto del tutto il ghiaccio, ma hanno contribuito a rendere il manto nevoso piuttosto scivoloso, e così, un po' con le ciaspole, un po' col lato B, riusciamo finalmente a guadagnare nuovamente la strada sotto di noi. Da qui in breve ci ritroviamo a scavalcare le grosse slavine fino a tornare a Daigra, e di lì a poco siamo alla macchina, dove felici e soddisfatti ci cambiamo e ci rimettiamo in viaggio verso casa.
NB: La salita al Pian Geirètt, tecnicamente non presenta particolari difficoltà, ma non è affatto da sottovalutare. Il tratto da Daigra fino all'alpe di Camadra di fuori è a rischio valanghe, anche di grosse proporzioni, quindi da non affrontare assolutamente dopo abbondanti nevicate ed in giornate con rischio valanghe elevato.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore circa
11 km

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