Val Malvaglia
Laghetto dei Corti
Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire a Biasca e proseguire fino ad arrivare a Malvaglia. Entrare in paese e seguire le indicazioni per val Malvaglia fino a superare l'omonimo bacino. Indi seguire le indicazioni per Dandrio, Anzano e Cusiè, dove la strada asfaltata termina e diviene sterrata fino a giungere in località Foppa. Qui, un ampio spiazzo, consente di posteggiare l'auto. (1707m)

Sta diventando sempre più difficile trovare mete da raggiungere, non perchè non ve ne siano, o perchè non ne abbiamo in programma, ma semplicemente perchè ogni week-end ci ritroviamo a fare i conti con le previsioni meteo poco favorevoli. A dir la verità oggi non speravamo neppure di poter uscire, e invece, è bastato aprire la finestra di casa e trovarsi di fronte il cielo azzurro per farci ribaltare la situazione. Dove andiamo? Eh... bella domanda! Tra le numerose ricerche su internet della scorsa settimana, nella speranza di trovare un giro breve, agevole e bello, che ci consentisse di non allontanarci troppo dall'auto, visto la pioggia prevista per il pomeriggio, siamo incappati in un'escursione compiuta dall'amico Giorgio e il suo gruppo www.girovagando.net nel 2009 in val Malvaglia, L'entusiasmante suo racconto ci ha convinti fin da subito e così... via che si parte.
Giunti a Foppa, siamo davvero entusiasti, le nuvole sono tutte ammassate ben lontane da noi, mentre sopra le nostre teste splende il sole e il cielo è azzurrissimo. Dopo qualche peripezia nello svolgere i preparativi, per via di Gioy e Dasy oggi alquanto irrequieti e impazienti, riusciamo a partire. Per raggiungere il laghetto dei Corti vi sono due possibilità: noi decidiamo si imboccare la via più breve, e così, dopo nemmeno quindici minuti di cammino, avvistiamo di fronte a noi, ancor lontana, la capanna Quarnei, ma pochi minuti più tardi i nostri animi e il nostro entusiasmo vengono completamente smorzati... il sole, quel sole bello alto e caldo che splendeva in cielo non c'è più, e al suo posto ora regnano nuvole basse e nebbia fitta. Ma com'è possibile? Era tutto sereno!!! Fiduciosi, ma nemmeno poi molto per la verità, proviamo a proseguire raggiungendo l'alpe di Pozzo, dove l'unico essere vivente presente, è una marmotta che dall'alto ci osserva chiedendosi quasi certamente che cosa mai ci faranno qui due escursionisti e due cani con questo tempo. Noi imperterriti proseguiamo, incuranti anche delle sporadiche goccioline di pioggia che di tanto in tanto cadono dal cielo, rammentandoci che le previsioni meteo per oggi non erano per nulla favorevoli. Dopo una ripida salita eccoci nei pressi dell'alpe Quarnei, un immenso e idilliaco pianoro verde, che nonostante le nuvole e il grigiore, ci appare alquanto suggestivo. Qui a darci il benvenuto sono rimasti un cavallo, un asino, qualche mucca e qualche capretta, che attirano costantemente l'attenzione dei due pelosoni costringendoci a continui richiamo e a legarli al guinzaglio.
Dall'alpe Quarnei una palina ci indica la direzione da seguire per il laghetto dei Corti, e visto che uno sprazzo di cielo azzurro sembra comparire all'orizzonte, proprio nella direzione che dobbiamo prendere, non esitiamo ad accelerare il passo e raggiungere in circa quindici minuti le sue sponde (2181m). E' piccolo, molto più piccolo di quanto lo avevamo immaginato, ma, nonostante il cielo grigio, è anche davvero tanto carino. Le sue acque poco profonde, limpide e calme, ci regalano suggestivi riflessi che ci invogliano a compiere il periplo per gustarceli da ogni angolazione. A questo punto decidiamo di fermarci qui, anche perchè con una giornata come quella di oggi, non ha molto senso proseguire verso mete più alte e lontane, anche se le zona ne offre di diverse, alcune facilmente accessibili. Trovato un posticino vicino alla riva, ci sfamiamo e poi... caspiterina, il cielo si apre e diventa azzurro, improvvisamente sbucano dalle nuvole il Pizzo Forca, la Forca di Casseo e l'Uomo di Sasso, le cima di Gana Rossa e Bianca e lontano si intravede anche la cima del Laghetto. Tutto questo "trambusto" ci fa presto dimenticare le previsioni meteo avverse per il pomeriggio, facendoci tirare tardi, probabilmente anche troppo, ma d'altra parte... come si fa a rinunciare ad ammirare tanto splendore?
Mezz'oretta dopo il cielo torna a coprirsi e intuiamo che è proprio giunto il momento di "levare le tende" ed incamminarci verso valle. Tornati a Quarnei imbocchiamo la salita per l'omonima capanna che raggiungiamo in circa dieci minuti. Qui una fitta nebbia ci avvolge e comincia a piovigginare. Giusto il tempo di qualche foto e poi via verso Ürbell, che pur essendo a pochi minuti dalla capanna, è già scomparso e non si vede più. Arrivati sul posto, per fortuna le nebbie si diradano, ma la pioggerellina sembra proprio non volerci abbandonare. Seguiamo ora il sentiero segnato che scende ripido nel bosco con numerosi tornanti fino a condurci all'alpe di Prato Rotondo, dove l'intensità della pioggia aumenta. Di nuovo giù, attraversiamo l'Orino grazie ad un bel ponticello e perveniamo all'alpe della Bolla, per poi risalire i 100m persi e tornare in circa venti minuti a Foppa, dove finalmente possiamo asciugarci e risalire in auto. Nonostante le nuvole, la pioggia e il temporale scampato per poco, possiamo dire che è stata comunque una bella gita, da ripetere sicuramente in una giornata di bel tempo, sfruttando magari l'occasione per raggiungere qualche bella cima della val Malvaglia.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti circa
3 ore e 15 minuti circa
10.5 km

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