Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazione per il passo del Lucomagno. Passato il paese Acquacalda si trova l'Alpe Casaccia dove, o poco più avanti o poco più indietro, si trovano degli spiazzi sterrati dove è possibile lasciare l'auto. (1839m)
Posteggiamo l'auto nel parcheggio dell'alpe Pertusio, il cielo è azzurro, il sole già alto in cielo, unico neo... spira un leggero e gelido venticello che ci costringe a svolgere i preparativi velocemente. C'è anche un altro piccolo problemino: guardandoci attorno vediamo versanti completamente privi di neve, e altri in cui è presente dai 2000m in sù. Nel dubbio c'eravamo caricati le ciaspole in auto, ma ora che fare? Portarle col rischio di non usarle, o lasciarle giù col rischio di non averle qualora dovessero servire? Reduce di esperienze passate in cui le avevo lasciate in auto e ho dovuto rinunciare alla meta, decidiamo di caricarcele sulle spalle, non si sa mai.
Iniziamo ad incamminarci così in direzione dell'alpe Casaccia con un uno zaino dal peso indecifrabile.... guardo i due pelosoni e non posso fare a meno di invidiarli... loro corrono, giocano, si divertono e non portano alcun peso :-). Da Casaccia scendiamo fino ad attraversare il Brenno, per poi continuare a seguire la strada sterrata fino all'alpe Gana, dove imbocchiamo il sentiero ben segnalato per il Passo delle Colombe. Ora le pendenze aumentano, ma il panorama e la splendida giornata compensano largamente le fatiche, e così, tra larici, rododendri in procinto di fiorire, e numerosi fiorellini, giungiamo al termine del bosco e in circa un'oretta siamo al Piano dei Canali, uno splendido pianoro composto da prati verdi in fiore e solcato da rigagnoli e ruscelli di vario genere. Di fronte a noi si ergono imponenti il Pizzo Colombe e il Pizzo del Sole, mentre alla nostra sinistra la Parè di Scut.
E' la seconda volta che mi trovo ad attraversare questo pianoro, e oggi come allora provo le stesse emozioni, mi sento carico e pieno di gioia, mi sento bene con me stesso e con tutto l'ambiente che mi sta attorno. I nostri passi sono accompagnati da numerose fioriture di Pulsatilla Primaverile e fischi di marmotte che ci rendono euforici e attirano l'attenzione di Dasy e Gioy. Attraversato il Piano dei Canali, riprendiamo a salire seguendo il sentiero ben evidente che si inerpica lungo i versanti a destra del Pizzo Colombe, a tratti ci troviamo ad attraversare alcune lingue di neve, che però non ci recano nessun fastidio, tranne in un punto in cui il sentiero è completamente sommerso e siam costretti a risalire liberamente i prati ancora insecchiti fino a ricongiungerci poco più sopra, proprio dove la vista si apre sull'imponente Pizzo Colombe. Ora ci attende un breve traverso, ancora qualche attraversamento di nevaio, dove però le ciaspole non servono assolutamente, ed eccoci in vista della palina che contrassegna il Passo Colombe che in breve raggiungiamo (2381m).
Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è davvero stupendo... il laghetto dei Campanitt è ancora ghiacciato, ma il fase di disgelo e presenta un un alone azzurro tutto attorno alle sue rive che delineano molto bene la sua forma e dimensione, mentre tutto attorno è ancora bianco. La gioia che proviamo in questo istante è immensa... l'intenzione di oggi era proprio quella di andare vedere un laghetto in fase di disgelo, e meglio di così non poteva proprio andare.... fantastico! C'è solo un piccolo inconveniente: il cielo che alla partenza era di un azzurro intenso, ora sta pian piano divenendo sempre più grigio e il sole purtroppo sta scomparendo dietro le nubi. Peccato, ma la soddisfazione è tale che riusciamo ad ignorare questo piccolo dettaglio. Sostiamo per uno spuntino e una serie di foto, poi arriva il momento di prendere una decisione. La nostra intenzione iniziale era quella di compiere un anello e rientrare dal Passo del Sole, ma la val Piora è ancora sommersa dalla neve... che fare? Beh... le ciaspole le abbiamo, la neve sembra buona e allora.... via che si parte.
Scendiamo per un tratto seguendo il sentiero in direzione dell'alpe di Cadagno, per poi deviare liberamente in direzione del pianoro sottostante, chiamato Piano Grande, e risalire successivamente in direzione del Passo del Sole. Con le ciaspole qui si viaggia spediti senza nessuna difficoltà, e dopo un lungo traverso e una ripida risalita, eccoci in vista del Passo del Sole. Anche in questo tratto, nonostante la neve e la mancanza di sole, a tenerci compagnia sono sempre loro, le marmotte. Un ultimo strappo ed eccoci al Passo del Sole (2376m), dove la neve improvvisamente sparisce da sotto le nostre ciaspole. Purtroppo, la mancanza di sole e un gelido venticello, ci costringono a scattare velocemente una foto ricordo e poi via di nuovo, questa volta ridiscendendo lungo la valle di Blenio.
Manteniamo le ciaspole ai piedi fin dove possibile, divertendoci a scivolare giù lungo i ripidi pendii, poi, raggiunto un punto panoramico con vista lago dei Canali ancora quasi completamente ghiacciato, le togliamo ed effettuiamo una seconda sosta spuntino, questa volta, complice l'assenza di vento, decisamente più lunga della prima. Il cielo però diventa sempre più grigio e qualche goccia d'acqua comincia a cadere dal cielo, e così via di nuovo seguendo il sentiero ora pulito, tranne qualche piccolo nevaio residuo che non reca nessun fastidio. Costeggiamo dall'alto il lago dei Canali, e mantenendoci alti sopra il Ri di Lareccio, raggiungiamo, dopo circa un'oretta, l'omonima località. Qui veniamo sorpresi da uno scroscio d'acqua, che durerà solo una decina di minuti, giusto il tempo di inzupparci un po', ma per fortuna anche per questo evento atmosferico siamo attrezzati. Da Lareccio scendiamo ancora un tratto seguendo il sentiero fino a Stabbio Nuovo, dove imbocchiamo la strada sterrata che passando per Campo Solario prima e l'alpe Gana poi, ci riporta dritti all'alpe Casaccia. Da qui in breve eccoci all'auto, stanchi, ma alquanto soddisfatti di questa splendida giornata, desiderata, attesa da tempo, studiata nei minimi dettagli, e riuscita alla perfezione.