Valle di Blenio
Punta di Larescia, o Pilone o Cima di Gorda
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazione per il passo del Lucomagno fino a giungere a Pianezza di Larescia dove ha inizio la strada di servizio per Gorda e dove, in un piccolo spiazzo a lato della strada, è possibile parcheggiare l'auto. (1121m)

A dir la verità questa pagina doveva avere tutt'altro titolo, ma salendo verso il passo del Lucomagno, un -15 gradi e un forte vento che soffiando sollevava folate di neve creando un effetto bufera, ci ha fatto capire fin da subito che era meglio cambiare meta. E così è stato... era da tempo che io e Flavia parlavamo della Punta di Larescia, c'eravamo già stati lo scorso anno, ma visto che nel 2010 sono terminati i lavori di ricostruzione del piccolo rifugio Nido d'Aquila distrutto nel 2007 da un fulmine, anche quest'anno ci siamo proposti di tornarci per vedere da vicino e toccare con mano questa nuova costruzione. Tanto per non ripetere il percorso dello scorso anno e soddisfare la nostra voglia di conoscere sempre posti nuovi, decidiamo di partire da Pianezza di Larescia, 100m più in basso rispetto a Camperio da dove parte la strada forestale che conduce a Gorda, ma sicuramente questi 100m ripagano con un percorso panoramico e tutto soleggiato, che di questi tempi e con una temperatura ben al di sotto dello zero è una manna.
Oggi con noi ci sono Gioy, ormai escursionista collaudato, e Denise, che prova per la prima volta le ciaspole. Imbacuccati come degli eschimesi iniziamo a salire seguendo la strada che ci mette fin da subito un po' di apprensione... al posto della neve ci ritroviamo a calpestare per un bel tratto uno scivolo di ghiaccio vivo, dove per fortuna i ramponcini delle ciaspole tengono a dovere, e ci consentono di proseguire senza grosse difficoltà. La strada sale dolcemente regalandoci splendidi scorci sulla valle di Blenio e le sue imponenti vette, e dopo esser saliti circa un centinaio di metri, il ghiaccio sembra abbandonarci per lasciare il posto finalmente alla neve battuta dalle numerose motoslitte, che devono esser passate nei giorni scorsi proprio di qui. Passiamo per i Monti di Gana, poi sempre più su fino a toccare Tecc Büsc, dove incontriamo un simpatico signore con una numerosa famigliola di cani, mamma, papà e figli. Ci fermiamo a lungo a chiacchierare con lui, scopriamo essere un addestratore di cani da ricerca, e ci spupazziamo un po' gli splendidi cucciolotti mentre Gioy si diverte a ricorrerli e farsi rincorrere.
Il tempo però stringe e la strada da percorrere è ancora lunga, così salutiamo e riprendiamo a salire passando in mezzo alle cascine di Tecc Büsc, e sempre seguendo il tracciato battuto dalle motoslitte, ci infiliamo in un fitto e cupo bosco, dove a volte la neve scarseggia e in alcuni punti torna a farci compagnia il ghiaccio. Passo dopo passo superiamo indenni anche questo tratto e sbuchiamo nei pressi di una cappella a quota 1499m, dove incrociamo il sentiero che perviene da Camperio. Da qui in poi le pendenze aumentano e si comincia finalmente a guadagnare quota più velocemente... abbandoniamo la traccia delle motoslitte per seguire quella lasciata da numerosi ciaspolatori e scialpinisti che si inoltra nuovamente nel bosco fino a portarci a Piano Cassinella, splendido balcone panoramico sulla vallata. Effettuiamo una breve sosta per riprendere un po' fiato, ma ormai manca poco a Gorda e così... via di nuovo, ora seguendo la traccia delle motoslitte fino ad una curva dove come d'incanto ci appare Gorda di Sotto e poco più in là Gorda di Sopra. Bene.. ci siamo... ora proseguiamo spediti lungo un tratto con dolci pendenze per poi tirar su dritti fino a guadagnare l'esterno di una cascina, dove finalmente posiamo gli zaini e ci mettiamo comodi a prendere un po' di sole, riposarci e consumare un breve spuntino.
Dopo una mezz'oretta di pausa circa, io e Flavia decidiamo di rimetterci in cammino... la giornata è splendida e il luogo pure, ma la voglia di salire per vedere il nuovo rifugio, ha la meglio su quella di restare qui spaparazzati al sole a godersi la tranquillità del luogo. Denise, invece, preferisce fermarsi ed attendere il nostro ritorno in compagnia di Gioy, che per la verità sembrerebbe molto più interessato a proseguire con noi, ma visto che sulla sommità dovremo attraversare un tratto crepacciato... meglio se rimane pure lui ad attenderci. Dopo aver attraversato i pratoni di Gorda imbiancati, ci riagganciamo alla traccia delle motoslitte che pare andare proprio in direzione della vetta... le pendenze ora aumentano e mettono un po' a dura prova le nostre gambe e il nostro fiato, ma passo dopo passo, sosta dopo sosta, guadagnamo quota fino a giungere ad una sorta di bocchetta dove appare ai nostri piedi la vallata con il Passo del Lucomagno in lontananza. Di fronte a tal splendore il nostro entusiasmo sale alle stelle e tutte le fatiche affrontate fin qui svaniscono, riusciamo solo a dire... che spettacolo, ne valeva davvero al pena! Ma non siamo ancora giunti alla meta... ormai ci separano pochi metri, ma forse quelli più infidi, dovuti al fatto che dalla bocchetta fino alla cima bisogna passare un tratto in cui sono presenti molti crepacci, alcuni profondi e piuttosto ampi.
Proseguiamo sempre seguendo la traccia ben battuta che si sposta verso destra raggirando la zona crepacciata, in alcuni punti siamo costretti ad allungare il passo per evitarne un paio, uno di grosse dimensioni e davvero impressionante, ma il Nido d'Aquila ormai è vicinissimo, pochi passi e siamo in vetta (2194m).
La vista da quassù è spettacolare, ogni commento è superfluo e non renderebbe mai giustizia a quel che i nostri occhi possono vedere e ammirare, mentre il piccolo rifugio esternamente non è una gran bellezza, appare come uno scatolotto di metallo di pochi metri quadrati, ma è sufficiente aprire la porta per cambiare subito idea. L'interno è tutto rivestito di legno, vi si trovano un tavolo e delle sedie e tre ampie finestre che consentono di gustarsi il panorama a 360 gradi, e di ammirare in totale sicurezza, il pendio che dalla cima precipita giù verso la valle di Blenio. Ci sediamo e consumiamo finalmente il nostro pranzo, anche se l'orario è più da merenda. Siamo soli, il che rende ancor più spettacolare questo angolino di paradiso... il sole che filtra dalla porta lasciata volutamente aperta, ci illumina e rende ancor più piacevole la nostra permanenza in vetta. Ma il tempo corre, a volte anche troppo velocemente, e così giunge il momento di tornare in valle. Mentre ci rimettiamo le ciaspole, arriva in vetta uno scialpinista amico d'infanzia di Flavia, col quale rimaniamo ancora un bel po' a scambiare quattro e più piacevoli chiacchiere, poi, visto che si è fatto ancor più tardi, ci rimettiamo in marcia scendendo per direttissima, a volte fin troppo diretta costringendoci a passar giù per pendii quasi verticali... in un paio di punti anche troppo, ma così facendo, in circa mezz'ora siamo alla capanna Gorda, dove ritroviamo Denise e Gioy rimasti ad attenderci.
Il sole sta per tramontare, e così ci rimettiamo nuovamente in marcia seguendo a ritroso il percorso fatto in salita. Lo spettacolo di cime che si tingono di rosa prima e di rosso poi, completa nel migliore dei modi questa splendida giornata, che termina quando arriviamo all'auto ormai al buio, stanchi, doloranti a causa di qualche scivolone per via del ghiaccio, ma felici e più che soddisfatti.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore e 45 minuti circa
6 ore e 15 minuti circa
15.5 km

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