Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazione per Campo Blenio, dove una volta giunti, si può proseguire lungo la carrozzabile asfaltata fino a Pradasca (1742m).
Le vacanze son finite, ed è giunto il momento di riprendere le attività escursionistiche. Visto che ho ancora una settimana di ferie, decido di approfittarne per fare un'uscita di allenamento infrasettimanale, così potrò godermi meglio la pace e la tranquillità che regna tra le montagne. Purtroppo Flavia ha già ripreso il lavoro, e così siamo solo io e Dasy. Posteggiata l'auto in un piazzale al termine della strada che sale a Pradasca, ci prepariamo ed iniziamo la nostra gita. Saliamo verso una costruzione che pare assomigliare ad una presa d'acqua, poi imbocchiamo il sentiero segnato per la capanna Bovarina ed iniziamo a scendere fino ad attraversare un ponticello sopra il Ri di Stabbio Nuovo. Da qui proseguiamo per un breve tratto pianeggiante, e successivamente in discesa tra abeti e larici, fino ad incrociare il sentiero che sale da Campo Blenio. Ci teniamo a sinistra seguendo le chiare indicazioni... ora cominciamo a salire con più decisione, e tornante dopo tornante, ecco comparire all'orizzonte una baita che riconosco molto bene, essendo già passato di qui nello scorso inverno durante un'escursione alla capanna Bovarina. In meno di mezz'ora eccoci alla capanna, dove effettuiamo una sosta per dissetarci alla fontana da cui sgorga un'acqua freschissima. Il cielo è azzurro e limpido, lo spettacolo di cime che si susseguono all'orizzonte è fantastico, ma fa già troppo caldo e sia io che Dasy ne risentiamo molto.
Proseguiamo seguendo le indicazioni per il lago Retico, lasciandoci così alle nostre spalle la capanna Bovarina. Dopo un breve tratto ancora tra larici, ecco che ci infiliamo nella Val d'Inferno. Questo tratto a mio avviso è stupendo, si cammina quasi in piano tra prati verdissimi, mucche al pascolo, costeggiando il torrente che divide in due la valle, creando pozze e splendide cascatelle. Mi verrebbe quasi voglia di fermarmi qui, e restare tutto il giorno in compagnia del vociferare delle acque del torrente e dei campanacci delle mucche, ma... voglio arrivare al Retico per vederlo coi miei occhi. E così, dopo aver dato tutto il tempo necessario a Dasy per rinfrescarsi, riprendiamo il cammino.
Da qui in poi la salita si fa piuttosto duretta, si sale col sole a picco sopra la testa, nessun rigagnolo d'acqua in cui potersi dissetare o rinfrescare, e il percorso è anche piuttosto ripido. Lo stop di circa un mese e forse qualche cannolo siciliano di troppo consumato durante le vacanze, rendono ancor più faticosa la salita, tant'è che son costretto a fare diverse pause per riprendere fiato. Ma un passo alla volta, guadagno quota e terreno, e finalmente ecco che il sentiero entrando in una conca addolcisce le pendenze. Compare dapprima una pozza d'acqua, dove sia io che Dasy ci precipitiamo dentro per darci una rinfrescata. Poi ancora un altro piccolo laghetto e finalmente ecco il Retico... siamo arrivati. (2372m).
Guardo le cime attorno... quella di Garina è invitante, ma ci separano da lei ancora 400m, e fa troppo caldo per proseguire, sarebbe una sofferenza troppo atroce sia per me che per Dasy. Inoltre questo mese di assenza dalle montagna si fa sentire sia nelle gambe che nel fiato, e così decido che è meglio per tutti fermarsi qui. Trovato un posticino carino sulle rive del lago, pranziamo, e successivamente, mentre Dasy si sdraia nell'acqua godendosi un po' refrigerio, io mi rilasso e abbrustolisco al sole, in attesa che arrivi l'ora di rimetterci in marcia.
Dopo aver trascorso più di un'ora in questo posto alquanto splendido, decidiamo di compiere il periplo del lago toccando così anche il Passo di Cristallina. Ci incamminiamo così seguendo il sentiero marcato per il passo costeggiando la riva destra (sinistra orografica) del lago, e in circa 15 minuti eccoci arrivati (2398m). Un centinaio di metri più sotto avvistiamo il lago Laiets, che sulle carte nazionali è riportato come un unico laghetto, mentre noi da qui ne scorgiamo almeno tre. Dopo una breve sosta per scattare diverse foto ed ammirare il paesaggio, riprendiamo il nostro cammino continuando a costeggiare le rive del Retico fino a tornare al punto di partenza, dove seguendo il sentiero di salita, scendiamo fino ad attraversare la Val d'Inferno. Da qui, costeggiando per un breve tratto il torrente, ritorniamo alla capanna Bovarina e successivamente a Pradasca, dove arriviamo decisamente provati e disidratati dal caldo, ma anche alquanto soddisfatti di questa splendida gita.