Valle di Blenio
Dötra
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e seguire le indicazione per il passo del Lucomagno fino a giungere alla località Piera dove è possibile lasciare l'auto in prossimità della strada che si innalza sulla destra in direzione Dötra. (1305m)

Arriviamo a Piera, ad accoglierci un bell'otto gradi sotto zero, ma anche un bel sole e un cielo azzurro che proprio non ci aspettavamo, visto che le previsioni avevano dato nuvole fin dal mattino. Che dire? E’ sempre un piacere quando i signori della meteo sbagliano in meglio, e cosi entusiasti come al solito, se non di più, svolgiamo i classici preparativi e partiamo. Oggi con noi ci sono anche Gioy e Dasy… per Gioy è la prima uscita sulla neve, anzi… è la prima volta in assoluto che la vede, ma sembra non essersene neppure accorto, corre, gioca e salta con Dasy come se nulla fosse. Vabbè... bando alle ciance, iniziamo a salire seguendo la strada innevata, ma anche ben battuta, che si potrebbe percorrere tranquillamente senza ciaspole, ma visto che in alcuni punti è un po’ ghiacciata, decidiamo di usarle ugualmente. Passato un tornante e un tratto rettilineo, incontriamo la prima deviazione per Dötra, che decidiamo di seguire. Saliamo un tratto ripido nel bosco, la neve pian piano aumenta e diventa bella soffice, ma la traccia è ben battuta, così riusciamo a procedere spediti e senza fare troppa fatica. Poco dopo usciamo dal bosco, davanti a noi un bel pendio innevato e quasi immacolato che risaliamo seguendo la traccia di qualcuno salito prima di noi nei giorni scorsi… i due pelosi ci precedono combinandone come al solito di tutti i colori, mentre io e Flavia li seguiamo entusiasti di questa splendida giornata. In breve siamo ad Oncedo, dove regna il silenzio più assoluto, all’esterno di una baita è stato già allestito un piccolo albero di Natale, e il paesaggio in effetti si presta molto bene per essere immortalato nelle cartoline di auguri natalizi.
Attraversiamo i bei pratoni di Oncedo ricoperti di neve per poi rientrare nel bosco dove, dopo aver risalito un tratto ripidino, ne sussegue uno quasi in piano, tra abeti carichi di neve che ogni tanto decidono “volontariamente” di scaricarcela addosso. Superato un ponticello ci attende ancora un po’ di salita sempre nel bosco fino a sbucar fuori nei pressi di una cascina che si presta molto bene per una breve pausa ristoratrice. Di fronte a noi individuiamo facilmente la Punta di Larescia, dove spicca sulla sua cima il nuovo rifugio Nido d’Aquila, distrutto nel 2007 da un fulmine e ricostruito nel 2010. Riprendiamo nuovamente a salire e in breve siamo alle porte di Dötra, dove anche qui regna il silenzio più assoluto. Passiamo tra le case seguendo la traccia ben battuta, effettuiamo una breve sosta nei pressi di una fontana per far dissetare i cani, dove notiamo delle particolari formazioni di ghiaccio, un’altra nei pressi della capanna Dötra, e poi via di nuovo, seguendo ora una traccia lasciata da una motoslitta.
Nel frattempo il cielo purtroppo si è velato, il sole è divenuto pallido pallido e in più spira un gelido venticello... meglio non perdersi troppo in chiacchiere e proseguire, almeno camminando ci si mantiene caldi. La traccia di motoslitta sembra andare proprio nella direzione della nostra meta, e così continuiamo a seguirla fedelmente… più ci alziamo di quota, più il paesaggio si fa splendido, di fronte a noi la Croce del Bosc, il Pizzo di Cadrèigh e la Costa che lo unisce al Pizzo Rossetto, mentre alle nostre spalle svettano la Gana Rossa, la Paré di Scut, il Pizzo del Sole e i Campanitt… un vero spettacolo, peccato che il sole abbia deciso di nascondersi dietro le nuvole togliendoci il piacere di scorgere ogni minimo dettaglio di questa tela magnificamente dipinta.
Cammina cammina giungiamo nei pressi di due cascine, quotate ma non nominate sulle Carte Nazionali (2000m). Da qui più nessuna traccia prosegue, la Croce del Bosc è invitante, ma anche ancora tanto lontana, i pendii attorno sono carichi di neve, è mezzogiorno e spira un gelido venticello che fa battere i denti a me e Flavia (gli altri due non sono neppure da considerare, con tutto il correre e saltare che fanno, riuscirebbero a non patire freddo neppure al Polo Nord). Decidiamo così di accomodarci all’esterno di una cascina per consumare il nostro squisito pranzetto e rimandare qualunque altra decisione a dopo, con la pancia piena. Purtroppo però il tempo va sempre più guastandosi e il freddo intensificandosi, e così,
dopo esserci rifocillati, scattiamo la foto ricordo e decidiamo di rimetterci in marcia verso valle.
I primi passi sono da brivido nel vero senso della parola, le cascine ci proteggevano bene dal vento, ora che siamo all’aperto ci rendiamo conto di quanto l'aria sia fredda e pungente, tant’è che per un bel pezzo procediamo a testa bassa senza soffermarci, nè guardarci troppo attorno. Più in basso la situazione migliora e così abbandoniamo la traccia battuta e iniziamo a lanciarci giù per i ripidi pendii innevati dove il divertimento è garantito per tutti quanti. In men che non si dica siamo a Dötra che riattraversiamo per poi rituffarci giù nella neve alta, fresca e immacolata. Riagganciati al sentiero nel bosco, lo seguiamo fedelmente fino a Oncedo, dove lo abbandoniamo per lanciarci nuovamente in fuori pista fino a guadagnare l’esterno di una baita che si presta molto bene per una sosta merenda. Anche qui però i tempi saranno brevi, appena ci si ferma il freddo torna presto a farsi sentire, e così sgranocchiato uno snack, riprendiamo la nostra discesa sfruttando fin dove possibile i ripidi pendii innevati divertendoci un modo tutti e quattro, poi, una volta ricongiunti alla strada, non ci resta che ripercorrere gli ultimi metri che ci separano dal parcheggio dove l’auto è rimasta ad attenderci. Anche oggi gran bella gita e grande soddisfazione... il piccolo Gioy ha superato magnificamente il test neve, ora è pronto anche lui per l’inverno.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore circa
3 ore e 30 minuti circa
10 km

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