Valle Leventina
Föisc
Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Airolo e proseguire seguendo le indicazioni per Madrano, Superato il paese, proseguire ancora qualche chilometro fino a Brugnasco, dove un ampio parcheggio, nei pressi di una fattoria, consente di posteggiare l'auto. (1370m)

E' tutta settimana che io e l'amica Flavia seguiamo assiduamente le previsioni meteo nella speranza di capirci qualcosa, ma l'impresa, come spesso accade, è ardua. Un giorno dicono bello, poi ventoso, poi brutto... insomma, il solito caos. Alla fine decidiamo di affidarci alle ultimissime di venerdì sera, che non sembrano promettere una gran giornata, ma neppure una poi così pessima. E così, come spesso accade, optiamo per partire con più di un'idea in testa, in modo da poter decidere al momento la meta. Giunti a Bellinzona, il tempo non sembra poi così male, è coperto, ma accenna a schiarirsi, e così... si va al Föisc.
Arrivati a Brugnasco c'è il sole, ma notiamo anche molta gente con gli sci ai piedi che si accinge a salire la nostra stessa meta. Il che, se da un lato significa traccia ben battuta, dall'altro... addio quiete. Vabbè, ormai ci siamo quindi... si va. Svolti i preparativi iniziamo a risalire la strada che ha inizio in prossimità di una fattoria, il mega gruppone di scialpinisti partito prima di noi è già avanti quindi riusciamo a goderci la salita in tutta tranquillità. L'ambiente è spettacolare, gli abeti sono carichi di neve, a terra ci saranno una ventina di centimetri di neve fresca caduta ieri, e in più c'è il sole e si gode di una bella vista sulla vallata sottostante e sulle cime della val Bedretto.
Si sale con dolci pendenze che ci permettono di scambiare quattro piacevoli chiacchiere... Dasy oggi è particolarmente euforica, molto più del solito, chissà poi perchè! Dopo una serie di tornanti, guadagnamo quota 1615m, dove sorge Rütan, splendido alpeggio contornato da altrettante splendide vette. Bene, fin qui si è saliti con dolci pendenze, ora però il percorso si fa decisamente più ripido, ma per fortuna la traccia è ben battuta e non si sprofonda neanche un po'. Risaliamo i pratoni imbiancati dell'alpe, alzandoci di quota la vista sulla val Bedretto si fa sempre più spettacolare, poi un breve traverso e ci tuffiamo in uno splendido bosco di abeti completamente ricoperti di neve. E' semplicemente fantastico ed emozionante camminare in questo tratto, il morale sale alle stelle, come se già non lo fosse :-), il sole ci riscalda a dovere, ma senza esagerare, così riusciamo a salire in tutta tranquillità senza soffrire troppo nè il freddo, nè il caldo.
Superato un tratto ripido il tracciato si spiana, percorriamo un bel tratto in cresta, sempre avvolti e protetti dagli alberi, e finalmente eccoci all'aperto in prossimità del Piatto dei Larici. Qui, oltre ad una caratteristica baita, ci ricongiungiamo col numeroso gruppo di scialpinisti partiti poco prima di noi. Sono davvero tanti, salgono con passo molto lento, e in più... addio tranquillità. Decidiamo così di fermarci un attimino, giusto il tempo di prendere un po' le distanze e di goderci la spettacolare veduta sulla vallata sottostante. Leggo sul volto di Flavia grande soddisfazione, e questo non può che rendermi felice. Dasy invece oggi continua ad essere particolarmente agitata, di fermarsi proprio non ne vuole sapere, e così... con passo lento e tranquillo, anche perchè la fatica comincia a farsi sentire e le pendenze ora aumentano, riprendiamo il nostro cammino.
Raggiriamo la base di un pendio piuttosto carico di neve che desta un pizzico di preoccupazione, poi ancora un tratto di bosco molto più rado del precedente, e superando una serie di balze eccoci finalmente in vista della cima di Föisc e dell'omonimo rifugio posto qualche metro sotto la vetta. Da questo momento in poi la salita diventa una vera e propria sofferenza, siamo in balia di un forte e gelido vento, di quelli che ti tagliano il viso e ti tolgono il respiro. Ma ormai manca poco, e passo dopo passo eccoci in vetta (2208m).
La vista sulla valle Leventina e sulla val Bedretto è davvero spettacolare, a picco sotto di noi il lago Ritom completamente ghiacciato, peccato solo che le nuvole abbiano coperto parte delle lontane e spettacolari vette del Ticino. Il vento soffia forte e gelido, il numeroso gruppo di scialpinisti ha già abbandonato la cima, ora siamo io, Flavia e Dasy. Cerchiamo invano l'ingresso del rifugio in modo da poterci accomodare al suo interno per cambiarci e rifocillarci, ma nulla da fare, è tutto sommerso dalla neve. Cerchiamo allora un posticino riparato dal vento dove soffermarci almeno per sgranocchiare qualcosa... l'impresa è ardua, e alla fine ci dobbiamo accontentare del tetto del rifugio dove di tanto in tanto veniamo investiti da qualche forte raffica. A questo punto, il tempo di mangiare qualcosa e di scattare una foto ricordo, e poi decidiamo di scendere, anche perchè cominciamo a non sentire più le dita delle mani.
Per fortuna, poco sotto la vetta, la situazione migliora decisamente, e così, ripercorrendo a ritroso la traccia di salita con qualche bel taglio in neve fresca, ritorniamo alla baita in prossimità del Piatto dei Larici, dove finalmente possiamo effettuare una sosta al riparo dal vento e con una temperatura decisamente più sopportabile. Manco a farlo apposta, poco dopo, il cielo sembra rasserenarsi e veniamo baciati dal sole... verrebbe quasi voglia di tornare su per vedere quel che non siamo riusciti a vedere prima, ma... ormai è troppo tardi, diciamo così :-).
Riaffardellati gli zaini riprendiamo il cammino, e dopo aver ripercorso il bel tratto di cresta protetti da abeti e larici, ci tuffiamo giù a rotta di collo lungo i ripidi pendii abbondantemente innevati fino a tornare a Rütan, dove ci riagganciamo alla strada perfettamente battuta che seguiamo fedelmente fino a tornare alla macchina, stanchi, ma comunque felici e decisamente soddisfatti.
Che dire..? in questa giornata ho conosciuto nuove valli e nuove montagne, ne sono rimasto affascinato e non vedo l'ora di ritornarci... grazie di cuore Flavia, se non fosse stato per te non credo mi sarei mai spinto da solo in queste zone a me tanto sconosciute, ma davvero molto belle!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore circa
5 ore circa
10 km

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