Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Airolo e proseguire seguendo le indicazioni per il Nufenenpass. Nei pressi di un tornante, imboccare la deviazione segnalata per Nante fino a giungere nel centro del paese dove è possibile posteggiare l'auto. (1328m)
E' incredibile... anche oggi siamo costretti a cambiare nuovamente meta e rimandare definitivamente l'uscita che io e Flavia c'eravamo proposti come chiusura di questa lunga stagione invernale. Il motivo è sempre lo stesso... strada per il passo del Lucomagno chiusa per pericolo valanghe. Che poi sia reale o meno questo pericolo non lo sappiamo e sinceramente ci lascia alquanto dubbiosi e delusi, visto che il bollettino valanghe parla di rischio grado 2, ma purtroppo, l'unica cosa che possiamo fare, è prenderne atto e adattarci, quindi... si cambia meta, si va in Leventina alla Capanna Garzonera. A dir la verità anche questa uscita era in programma e la rimandavamo da tempo per via di un traverso a rischio valanghe, ma visto le condizioni di oggi e visto che le numerose relazioni trovate su internet riportano tutte quante indicazioni precise per raggirare questo tratto a rischio e salire in totale sicurezza, decidiamo di provarci oggi e quasi certamente chiudere la stagione delle ciaspole con questa uscita.
Arrivati a Nante lasciamo l'auto in una piazzetta al centro del paesino e ci incamminiamo lungo una strada dove troviamo chiare indicazioni per Giof. Usciamo dal paese e poco dopo la strada diventa innevata... proviamo a percorrerne un tratto senza indossare le ciaspole, ma si comincia fin da subito a sprofondare e così, poco dopo, sosta per indossarle. Nel frattempo veniamo raggiunti da un cucciolotto di Labrador nero che si mette a giocherellare con Dasy e decide di seguirci per un buon tratto di salita. Proseguiamo sempre seguendo la strada battuta che con vari sali e scendi ci conduce prima a Segna e poi a Ressiga dove troviamo due piccoli laghetti artificiali. La giornata è splendida, fa caldo, gli scorci sulla valle e sulle cime circostanti sono stupendi, la traccia è ben battuta e la neve è ancora in ottime condizioni... che dire? Meglio di così non poteva proprio andare.
Giunti nei pressi di un acquedotto, abbandoniamo la strada che scende a sinistra che conduce a Cassinascia e risaliamo il bosco sempre seguendo la traccia battuta. Ora le pendenze aumentano, anzi, iniziano, visto che fin qui si è camminato per un'oretta senza guadagnare quota. L'ambiente anche nel bosco è sempre fantastico, Antonio precede me e Flavia, mentre Dasy continua col suo andirivieni per controllare che nessuno del gruppo rimanga troppo indietro. Dopo una ripida salita nel bosco sbuchiamo all'aperto con di fronte a noi imponenti vette... qui l'ambiente è davvero stupendo, sembra di vivere in una favola e rimaniamo letteralmente a bocca aperta.
Nei pressi di un ponte troviamo dei cartelli indicatori, attraversiamo il torrente Calcascia e continuiamo a salire costeggiando un immenso pianoro tutto bianco. Sul versante di fronte a noi notiamo alcuni scialpinsti e snowbordisti impegnati in una ripida discesa e forse anche un po' azzardata... il versante è alquanto ripido e tutto slavinato! Noi proseguiamo tenendoci ben alla larga da questi pendii fino a giungere a Pian Taiöi dove sorge l'alpe Prato. Eccoci... fin qui tutto ok, ora sappiamo che dobbiamo prestare attenzione e proseguire in mezzo al bosco tralasciando la traccia principale che ci porterebbe a tagliare ripidi pendii soggetti a valanghe. Ma per fortuna GPS e tracce ben battute ci vengono incontro, e così... risaliamo ancora un bel tratto di bosco piuttosto ripido, attraversiamo una valletta stretta e molto caratteristica, e infine ancora su, dapprima nel bosco poi su ampie distese bianche dove la neve comincia a trasformarsi e divenire pesantuccia. Ma ormai siamo in vista della bandiera che segnala il rifugio, ancora uno sforzo ed eccoci arrivati (1973m).
E qui le nostre fatiche vengono ampiamente premiate... l'ambiente che ci circonda è semplicemente stupendo... alle nostre spalle la Leventina con le sue imponenti vette, alle spalle della capanna altre imponenti cime e più lontano il gruppo dell'Adula; poi sole e cielo azzurro, temperatura più che gradevole e anche oggi splendida compagnia! Dopo aver visitato l'interno della capanna, molto accogliente e sempre aperta anche in assenza del guardiano, ci accomodiamo all'esterno per consumare il nostro pranzetto e crogiolare al sole, poi con la pancia piena decidiamo di fare quattro passi attorno alla capanna raggiungendo una sorta di altura da dove si ha uno splendido colpo d'occhio su tutto l'ambiente che ci circonda. Che dire? Troppo bello... e chi si muove più da qui? Mi sfiora addirittura il pensiero di fermarci a cenare in capanna, ma verrebbe troppo tardi e finiremmo per scendere col buio meglio non rischiare... peccato però.
Tornati alla capanna la nostra attenzione viene attirata da una sorta di buche profonde scavate nella neve che sembrano essere collegate tra loro da delle gallerie sotterranee... la curiosità ci spinge a trovare un ingresso agevole per andare a vedere cosa c'è sotto. Gira di qua, gira di là, Antonio trova l'ingresso e così tutti sotto :-) Qualcuno si dev'essere divertito a scavare questa sorta di tunnel, probabilmente in superficie, al centro, c'era una specie di igloo ora crollato, mentre sotto circa 2 metri di neve, 5 cunicoli piuttosto stretti portavano ai vari ingressi. Ci divertiamo come bambini a passare da una buca all'altra filmandoci e fotografandoci finchè il freddo comincia a farsi sentire e... meglio uscire e tornare a crogiolare al sole.
Il tempo passa, anche troppo velocemente, la voglia di spaghettata in capanna aumenta, ma ormai è già tardi e così, anche se molto a malincuore, ci rimettiamo l'attrezzatura indosso e ripartiamo verso valle. La neve ormai si è smollata, si sprofonda fino alle ginocchia, ma per fortuna ora si scende e la fatica è decisamente minore. Ripercorriamo per un tratto la traccia di salita, poi appena possibile ci inventiamo qualche taglio nel bosco su ripidi pendii, perchè il bello delle ciaspole è proprio tuffarsi a capofitto giù per i pendii più ripidi e sicuri ovviamente. Ritornati a Pian Taiöi riprendiamo a seguire fedelmente la traccia di salita fino a ricongiungerci alla strada nei pressi dell'acquedotto, e poi da lì non ci resta che seguire la strada fino ad arrivare alla macchina, stanchi, belli abbrustoliti dal sole, ma ultra soddisfatti della giornata vissuta. Se questa sarà l'ultima uscita con le ciaspole di questa stagione invernale, possiamo proprio dire di averla conclusa nel migliore dei modi!
Grazie di cuore a tutti gli amici che hanno contribuito a rendere questa stagione davvero unica!