Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Airolo e proseguire in direzione Val Bedretto fino ad arrivare ad All'Acqua. Circa 5 Km dopo, sempre proseguendo in direzione del passo della Novena, si trova Paltano (1876m), dove si parcheggia l'auto.
Diverse volte sono stato in val Formazza, e la zona che andremo a visitare oggi, credo proprio di poter dire di conoscerla come le mie tasche, sia in veste invernale che in quella estiva. Mi mancava però di raggiungere questa valle passando per la Svizzera, e così, visto che Flavia lo scorso inverno in occasione della salita alla Rupe del Gesso ne era rimasta entusiasta, tanto da chiedermi lei stessa di tornarci durante la stagione estiva, e viste le buone premesse di bel tempo per questo sabato, decidiamo che è giunta l'ora di mettere in atto il nostro piano. Anche oggi per l'occasione ci accompagnano Dasy e Gioy, che ahinoi... già alla partenza appaiono super-agitati.... sapendo che più sopra troveremo parecchie marmotte, qualcosa ci lascia intuire che oggi avremo il nostro bel da fare per tenerli a bada. C'è da aggiungere poi che le previsioni meteo parlavano di bel tempo e invece... nuvole, nuvole e ancora nuvole... non si vede una cicca!!! Ma ormai quel che sarà sarà, e così, dopo aver lasciato l'auto in uno spiazzo a lato della strada, ci incamminiamo verso il laghetto e la cascina di Paltano, per poi imboccare in un primo istante una sorta di strada sterrata, che si trasformerà ben presto in un bel sentiero, che salendo tra ontani, mirtilli e cespugli vari, taglia il fianco della montagna in direzione del Passo S. Giacomo.
Dopo un tratto di dolci pendenze, ecco che il sentiero comincia ad impennarsi, dapprima risalendo con ampi tornanti, poi per un buon tratto quasi per direttissima, e dopo circa una cinquantina di minuti, sbuchiamo nei pressi di una cascina a quota 2220m. Qui scambiamo quattro piacevoli chiacchiere con altri escursionisti, poi, mantenendoci a destra raggiungiamo in altri dieci minuti di cammino l'alpe S. Giacomo (2254m), dove sorge una cappella dedicata a S. Nicolao, aperta e visitabile anche internamente. Dopo aver gironzolato per la zona e immortalato con le nostre macchine fotografiche tutti i dettagli del luogo, riprendiamo a salire in direzione della croce del passo S. Giacomo. Il tempo continua ad essere incerto, si alternano attimi in cui sembra che da un istante all'altro debba aprirsi, ad altri in cui sembra che stia per venire a piovere. Intanto saliamo, e dopo un quarto d'ora eccoci sulle rive del laghetto del passo S. Giacomo (2320m). Qui incontriamo un escursionista arrivato sul posto qualche istante prima di noi, per il resto tutt'attorno è deserto, non si odono neppure i fischi delle marmotte.
Dopo una breve sosta, riprendiamo il nostro cammino seguendo le indicazioni per i laghi Boden. Il sentiero si snoda tra numerose vallette solcate da torrenti spumeggianti e diversi sali-scendi, ma è piacevole e non stanca mai, e a tenerci compagnia ci sono finalmente i fischi delle marmotte, che avvertono le loro compagne della nostra presenza. Cammina cammina, passiamo alti sopra un laghetto, l'alpe Regina e il bacino del Toggia, fino a giungere all'ultimo strappo finale, quello che conduce al piccolo valico sotto il quale giacciono silenziosi i laghi Boden. A metà salita circa decidiamo di abbandonare il sentiero principale e di guadagnare per direttissima la nostra meta, la Rupe del Gesso (2434m). Da qui lo spettacolo è di quelli che ti lasciano senza parole, peccato solo che con una giornata così, il panorama sulle grandi vette è decisamente azzerato. Spira inoltre un venticello gelido, e così decidiamo di scendere qualche metro fino a trovare un posticino panoramico e riparato dove poter effettuare la nostra sosta pranzo.
Nel frattempo, un raggio di sole sembra lottare per farsi far spazio tra la spessa coltre di nuvole grigie, e come d'incanto ecco comparire un ampio sprazzo di cielo azzurro e uno splendido sole caldo che ci fa sobbalzare in piedi con le macchine fotografiche pronte ad immortalare questo magico momento. Purtroppo la festa dura poco e rimane circoscritta alla zona in cui siamo noi, mentre tutt'attorno permangono nuvole basse, cielo grigio e panorami inesistenti.
Vabbè... terminata la festa, decidiamo di cominciare a scendere. Ritorniamo sui nostri passi cercando di individuare, con l'aiuto della cartina e del GPS, un sentiero che dovrebbe condurci all'alpe Regina. Cerca di qua, cerca di là, alla fine lo troviamo e con un bel percorso in discesa, panoramico sul bacino del Toggia, e in compagnia di alcune marmotte, perveniamo all'alpe Regina (2231m). Da qui, anzichè scendere e successivamente risalire fino ad imboccare la strada che dal rifugio Maria Luisa conduce al passo S. Giacomo, tagliamo per prati su percorso libero in direzione del passo, ammirando così da vicino alcune marmotte per nulla intimorite dai due pelosoni pestiferi. Una volta giunti al passo, ci manteniamo a sinistra evitando così di ripassare per l'alpe S. Giacomo, e nei pressi della cascina a quota 2220m, ci riagganciamo al sentiero di salita che seguiamo fedelmente fino a Paltano, dove possiamo concludere questa giornata, purtroppo non rivelatasi secondo le nostre aspettative, ma comunque sia, una bella giornata trascorsa nei luoghi che più amiamo, e, per quel che mi riguarda, in una valle di cui custodisco tanti splendidi ricordi di tante belle avventure.