Valle Leventina
Pizzo Centrale - Gamsspitz - Gloggentürmli
Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Airolo e proseguire seguendo le indicazioni per il Passo del San Gottardo, dove, una volta giunti, si svolta a destra e si prosegue fino ai piedi della diga del Lago della Sella. (2243m)

Finalmente il sole, non se ne poteva più, e giunti al passo, tutto sembra volgere a nostro favore... chissà, forse questa lunga e paziente attesa verrà ampiamente ripagata. Saliamo in auto verso la diga del Lago della Sella, ma all'altezza della Cascina della Bolla (2144m) la strada è chiusa al traffico e siamo costretti a posteggiare. Poco male, il tempo dei preparativi e via che ci incamminiamo seguendo la strada asfaltata che in circa 15 minuti ci porta sopra la diga. Le acque calme e scure del Lago della Sella ci regalano subito uno scenario da dieci e lode, complice anche il cielo azzurro e la totale assenza di nuvole e di vento. Proseguiamo il nostro cammino seguendo la strada sterrata di servizio alla Cascina di Val Torta, che costeggia il lago alla sua destra orografica, fino ad incontrare un bivio. Svoltiamo a sinistra, seguiamo ancora per un breve tratto la strada, per poi abbandonarla e cominciare ad inerpicarci lungo un sentiero marcato bianco-blu. Il tracciato, sempre ben evidente e segnalato, prosegue risalendo bei pratoni alzandosi con modeste pendenze sopra il Lago della Sella, oggi particolarmente bello, che attira spesso la nostra attenzione. Al termine dei pratoni, raggiungiamo il terrazzo di Sasso di Paisgion, dove su un grosso masso sono indicate le possibili mete da raggiungere.
Ora ben visibile sopra le nostre testa il Gloggentürmli, il passo che collega la valle di Guspis a quella del Lago della Sella, con i caratteristici campaniletti che si ergono imponenti proprio sopra il valico. Ma la nostra via piega a destra, e lasciandoci alle spalle queste belle forme rocciose, risaliamo un canalino dove a volte è necessario l'utilizzo delle mani per superare qualche facile roccetta, e infine siamo di nuovo su sentiero comodo e agevole. Ora di fronte a noi il Gamsspitz, bella sommità forse un po' snobbata in quanto circondata da vette molto più rinomate. Seguiamo sempre il sentiero marcato, ora bianco-rosso, che si snoda tra pietraie e placconate rocciose fino a guadagnare una sella dove si erge un gigantesco omone di pietra, e da dove la vista sulla valle e sui primi grandi 4000 è davvero di quelle da lasciare senza parole.
Finalmente vediamo la nostra prima meta, il Pizzo Centrale. Non manca molto, ma la fatica comincia a farsi un po' sentire. Continuiamo a salire fino ad un bivio, dove ci manteniamo a destra lasciandoci alla nostra sinistra il tracciato per il Gamsspitz. Ora ci attende un lungo traverso dove si guadagna quota dolcemente, sotto di noi uno splendido laghetto a forma di cuore, senza nome e quotato sulle CN 2678m, attira spesso la nostra attenzione sia visiva che fotografica, e al termine di questo tratto perveniamo al Guspissattel (2888m), dove ci lasciamo nuovamente a sinistra l'itinerario di cresta per il Gamsspitz e percorriamo gli ultimi 100m o poco più di dislivello, su sentiero ripido, ma sempre molto agevole, fino a giungere in vetta al Pizzo Centrale (2999m).
E qui il panorama che si apre ai nostri occhi è davvero stupendo... splendida la visione sulle tre vallate principali, sul ghiacciaio sottostante la vetta (Ober Schatzfirn), sul Dammastock e Galenstock che nascondono gelosamente dietro di loro l'imponente ghiacciaio del Rodano, e poi ancora le lontane vette del Vallese, tra cui il Lauteraarhorn e Finsteraarhorn che rimarranno per tutto il giorno nascosti da una nuvola, peccato, e poi ancora il Basodino, il Ghiacciaio del Gries, dall'altro lato riconosciamo le sagome del Pécian, Pécianet e Pizzo del Sole, e mi fermo qui perchè l'elenco è talmente lungo che un'intera pagina non basterebbe. A questo punto, dopo aver lasciato le nostre firme sul libro di vetta, ci mettiamo comodi per consumare il nostro pranzetto e riposarci un po'. Nel frattempo la vetta comincia a popolarsi, anzi... ad affollarsi. Io e Flavia non amiamo molto la confusione, e così decidiamo di cominciare a scendere.
Lungo il percorso di discesa, la cresta che conduce al Gamsspitz attira spesso la nostra attenzione... sembra nell'ultimo tratto piuttosto affilata ed impegnativa, ma decidiamo che vale la pena tentare, al massimo torneremo indietro. Giunti al Guspissattel, imbocchiamo il sentierino a destra che con dolce pendenza ci conduce alla base della sommità. Qui ci troviamo a dover fare una scelta: stare a sinistra tra rocce e pendii erbosi, direi anche piuttosto esposti, oppure a destra, su grossi blocchi, probabilmente con qualche tratto di arrampicata, ma, almeno all'apparenza, decisamente meno esposti. Optiamo per stare a destra e cominciamo la nostra ascesa. Inizialmente si viaggia ben protetti e su percorso abbastanza semplice, poi iniziano i grossi blocchi, alcuni passaggi sono piuttosto angusti, l'utilizzo delle mani è indispensabile, ma tutto sommato si procede senza particolari difficoltà, il segreto è... individuare i passaggi migliori. Quasi al termine della cresta, siamo costretti a portarci sul lato sinistro superando un intaglio un po' esposto, poi da lì tutto facile fino alla cima (2925m), che a nostro avviso, offre un panorama per certi versi migliore del Pizzo Centrale.
Altra sosta, altro spuntino, altra foto di vetta, ma qui è tutt'altra cosa, siamo solo noi e due escursionisti di passaggio coi quali abbiamo condiviso gran parte della salita al Centrale. Il tempo passa veloce e giunge il momento di scendere. Guardando la cartina e la morfologia del terreno, optiamo per proseguire lungo tutta la cresta in direzione del Gloggentürmli. La discesa dal Gamsspitz si svolge lungo tracce di sentiero per capre, bisogna poi superare un tratto tra pietre e terriccio friabile alquanto ripido, ma su cui riusciamo a destreggiarci bene, fino a giungere alla Sellabödeli (2828m) dove il percorso spiana e ci concede un po' di tregua. Ora davanti a noi un'altra bella pietraia, o meglio... ancora grossi blocchi di pietra. Ci risiamo nuovamente, si procede scavalcando questi macigni senza un sentiero vero e proprio, di tanto in tanto incontriamo qualche omino, ma per lo più si prosegue a vista cercando di individuare la via migliore. Raggiunta l'ultima sommità non nominata nè quotata sulle Carte Nazionali, cominciamo la discesa verso il Gloggentürmli, seguendo una traccia di sentiero che poco dopo si perde nuovamente tra grossi blocchi, per poi riprendere in cresta poco più avanti.
E mentre ci avviciniamo ai famosi campaniletti che caratterizzano il passo, pochi metri sopra le nostre teste qualcosa si muove... sono tre stambecchi adulti, due maschi e una femmina, che in tutta tranquillità ci osservano passare. E qui i click delle nostre macchine fotografiche non si contano più, scattiamo a raffica, e loro sembrano proprio volerci fare da modelli. Poi, felici e ultra soddisfatti di questa splendida visione, riprendiamo il nostro cammino e in breve siamo al Gloggentürmli (2728m) dove effettuiamo l'ultima sosta della giornata per fotografare i caratteristici campaniletti, e un altro stambecco, ancor più grande dei precedenti, che se ne sta comodamente sdraiato tra le rocce sopra di noi.
A questo punto seguiamo il sentiero bianco-blu che scende al Sasso di Paisgion, dove, una volta giunti, imbocchiamo a ritroso il sentiero seguito la mattina fino a portarci sulle rive del Lago della Sella. Poi seguendo la strada sterrata prima, e asfaltata dopo, in compagnia di qualche fischio di marmotta, ritorniamo all'auto, felici come non mai della splendida giornata.

NB. Nella scala delle difficoltà delle guide delle alpi ticinesi, il percorso da noi effettuato per salire al Pizzo Centrale è classificato come EE, mentre il tratto in cresta dal Guspissattel al Gloggentürmli come F con passaggi di facile arrampicata su grossi blocchi e lame rocciose.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 45' + 45' + 1 ora
6 ore e 15 minuti circa
10.5 km

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