Valle Leventina
Pizzo Erra
Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire a Faido e proseguire seguendo le indicazioni per Lavorgo. Passato il paese, imboccare la deviazione a sinistra per Anzonico e successivamente per Calonico, dove una volta giunti, proseguire seguendo la strada principale fino a Monte Angone. Da qui, si può procedere su strada sterrata fino a Suaggia o Suaisa (1542m)

In questa estate che proprio estate (almeno finora) non si può proprio chiamare, ci ritroviamo ancora una volta ad attendere l'ultimissima edizione delle previsioni meteo per decidere il da farsi e sperare che ci azzecchino. Vista la situazione, optiamo per spostare la nostra escursione nella giornata di domenica, e così, di buon mattino, sotto un cielo limpido e un bel sole a palla (durerà?), ci portiamo in auto fino a Monte Angone, dove scopriamo che la strada, seppur sterrata, prosegue ed è transitabile fino a Suaggia, o Suaisa come indicato in loco. Ottimo... così ci siamo risparmiati una mezz'oretta di cammino su sterrato e tutto in mezzo al bosco! Posteggiata l'auto nei pressi di uno spiazzo, prima di metterci in marcia, scambiamo quattro piacevoli chiacchiere con il proprietario di una cascina, che ci fornisce utili indicazioni sul percorso che andremo a fare, poi, vista l'aria frizzantina, nonostante il cielo limpido e il sole sia già bello alto, ci congediamo e diamo inizio alla nostra escursione.
Ci incamminiamo seguendo per un breve tratto una sorta di strada che si restringe sempre di più fino a divenire un comodo sentiero che percorriamo fino a poco prima di un cancello, dove svoltiamo a sinistra imboccando un sentiero che si innalza dolcemente nel bosco (segno di vernice rosso poco visibile su un grosso masso). Da qui in poi procediamo per circa un'oretta attraverso uno stupendo e fresco bosco di larici, con dolci pendenze e lunghi zig-zag, fino ad incrociare, in prossimità della Cascina dei Piai, la strada sterrata di servizio al Rifugio Pizzo Erra, che parte da Monte Angone. Poco dopo, optiamo per una breve sosta spuntino, poi via di nuovo, ora seguendo per forza di cose la strada sterrata, dove finalmente Gioy e Dasy, sfruttando l'ampio e comodo terreno, possono sfogarsi e giocare a rincorrersi, mentre io e Flavia, con passo tranquillo e costante, continuiamo imperterriti la nostra ascesa fino a quota 2200m dove sorge il rifugio.
La struttura, chiusa e piuttosto bruttina, appare più come un ricovero per gli operai addetti alla manutenzione e costruzione dei paravalanghe posti sotto la cima del Pizzo Erra, che come un rifugio vero e proprio. Sul muro del caseggiato, una freccia indica la direzione da seguire per la vetta. La seguiamo e poco dopo, su una roccia, un'altra freccia ci fa deviare a destra abbandonando al strada sterrata. Da qui in poi ci troveremo a danzare tra i numerosi e imponenti paravalanghe fino a guadagnare la cresta terminale, ampia e pietrosa che in pochi minuti ci conduce in vetta (2416m).
Il colpo d'occhio da qui sulla valle Leventina, ma ancor di più su quella di Blenio, è davvero stupendo... ammiriamo e riconosciamo numerose cime, alcune già conquistate, molte altre ancora da mettere in cantiere, ma l'atmosfera che si respira su questa cima a cavallo delle due principali valli ticinesi, è davvero emozionante. Ci spostiamo su un pianoro poco al di sotto della singolare "croce di vetta" al riparo dal gelido vento, e qui finalmente poggiamo il nostro lato B, sfamiamo i pelosi, ci rifocilliamo, e ci godiamo il meritato riposo.
Ma il vento gelido rende l'aria alquanto frizzante, e ci costringe ben presto a levare le tende. Scattiamo dunque la consueta foto ricordo in balia delle gelide raffiche di vento, firmiamo il libro di vetta, e poi giù decisi seguendo a ritroso il percorso di salita fino a riportarci sulla strada nei pressi del rifugio Pizzo Erra. Da qui in poi, ripercorrendo dapprima la strada e successivamente il sentiero nel bosco, sostando di tanto in tanto alla ricerca di qualche fiorellino da fotografare e qualche bel funghetto da gustarci per cena, facciamo ritorno a Suaggia, dove abbiamo lasciato l'auto.
Sebbene il Pizzo Erra appaia decisamente più caratteristico ed affascinante dalla valle di Blenio, e forse chissà, anche più bello da salire, abbiamo deciso, per praticità e condizioni meteo dubbie, di percorrere la via più breve risalendo il versante leventino, ma non per questo meno appagante ed emozionante. Lungo tutto il percorso la segnaletica è pressochè inesistente, o quasi... solo qualche bollo di vernice rossa un po' qua e un po' là e due scritte con freccia indicanti la vetta in prossimità del rifugio Pizzo Erra. Ciò nonostante, il sentiero è sempre ben evidente ed intuitivo, e offre molti scorci panoramici e splendidi passaggi suggestivi in mezzo al bosco.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ora e 45 minuti circa
4 ore e 45 minuti circa
13.5 km

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