Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Ambrì-Piotta e proseguire in direzione Piotta. Prima di entrare in paese, in prossimità di un sottopassaggio, svoltare a sinistra imboccando una strada senza uscita. Circa 200m dopo l'incrocio, svoltare nuovamente a sinistra seguendo le indicazioni per Giof, Capanna Garzonera, fino a giungere a Giof. (1386m)
Anche questo week-end siamo costretti ad uscire di domenica, anche se io e Flavia, per diversi motivi, preferiamo dedicare la giornata del sabato alle nostre uscite in montagna, ma quando ci si mette la meteo... contro pioggia e neve nulla possiamo fare, se non adattarci di conseguenza, e tutto sommato direi che non possiamo proprio lamentarci, visto le due belle domeniche di sole che questo inizio d'autunno ci ha riservato. E' sì, proprio così, perchè anche oggi, nonostante le previsioni meteo incerte, arriviamo a Giof sotto un cielo azzurro e uno splendido sole, anche se in lontananza, nella zona del Passo del San Gottardo, molte nuvole nascondono le cime. Ma diciamo che per ora l'unico neo della giornata è che fa un po' frescolino, ma che importa, anzi meglio dai, almeno non soffriremo il caldo :-). Oggi siamo in sei, oltre a me e Flavia ci sono Denise, Nathalie, Dasy e Gioy... insomma, direi che siamo proprio un bel gruppetto.
Iniziamo a salire seguendo per un tratto la strada asfaltata che ci conduce fuori dal paese, ad un bivio ci teniamo a sinistra e poco dopo troviamo l'inizio del sentiero che ci condurrà alla Capanna Garzonera. Ci tuffiamo così in un fitto e cupo bosco di larici e abeti, dove la luce del sole a volte fatica a filtrare, e dopo circa mezz'ora di cammino, sbuchiamo finalmente all'aperto. Io e Flavia riconosciamo questo posto, ci siamo passati lo scorso inverno salendo sempre alla Capanna Garzonera... in quella occasione però, eravamo partiti da Nante. Bene... breve sosta per contemplare l'ambiente che ci circonda con le cime già imbiancate di neve fresca, poi via di nuovo seguendo l'evidente traccia che in breve ci porta a Pian Taiöi, dove dei taglialegna sono alle prese con un grosso tronco. Una fontana ci consente di dissetarci un po', poi ripreso fiato, imbocchiamo la strada sterrata che sale dietro l'alpe, seguendo le indicazioni per la capanna.
La salita è di quelle che ti consente di godertela senza troppa fatica, si sale con dolci pendenze, peccato solo che il panorama sia guastato un po' dai nuvoloni che ricoprono le grandi vette all'orizzonte. Di tanto in tanto, quando possibile, abbandoniamo la strada per seguire tracce di sentiero che tagliano i vari tornanti, poi finalmente, dopo più di un'ora di cammino, eccoci al sole. Ora si che si ragiona, anche se l'aria è sempre gelida, ma tutto sommato non si sta affatto male. Fuori dal bosco ecco spuntare il camino della capanna Garzonera... siamo arrivati (1973m).
L'ambiente è deserto per ora, solo più tardi verremo raggiunti da un gruppo di escursionisti diretti anche loro al lago di Prato. Sostiamo una mezz'oretta fuori dalla capanna a goderci i caldi raggi di sole, di fronte a noi le cime della val Piora e quelle cha fanno da confine alle valli Leventina e di Blenio, alle nostre spalle l'imponente Pizzo Scheggia (chissà se un giorno vi saliremo!?), poco più in là un piccolo laghetto... l'ambiente è bello e accogliente, ma sinceramente, dopo esserci stato in pieno inverno, mi azzardo a dire che lo preferisco imbiancato, ma so anche che è solo un parere personale e discutibile. Dopo esserci riposati e rifocillati con una squisita fetta di torta alle mele, e dato modo ai cani di dissetarsi e rifocillarsi pure loro, riprendiamo il nostro cammino seguendo il sentiero che raggira la capanna, superiamo l'alpe che sorge nei prati alle spalle di essa, e in breve perveniamo al piccolo laghetto artificiale della Valletta (1976m). Attraversiamo la diga di sassi per portarci sull'altro lato e ammirare dall'alto i suoi bei colori, poi via di nuovo seguendo il sentiero ben marcato. Poco dopo ci troviamo a calpestare la prima neve di stagione, nulla di che, solo delle piccole chiazze qua e là, ma c'è da fare un po' di attenzione perchè in alcuni punti il sentiero è ghiacciato, specie nell'ultimo tratto che scende verso il lago di Prato, che in circa mezz'oretta raggiungiamo (2055m). Qui purtroppo, complice sicuramente anche il tempo che nel frattempo è un po' cambiato e le prime nuvole sono arrivate a tenerci compagnia, rimaniamo un po' delusi. I colori non sono un granchè e lo specchio d'acqua appare un po' cupo e insignificante. In più fa freddo e così decidiamo di rimetterci in marcia subito, fino a giungere a Cassina di Lago, dove, all'esterno di una baita, troviamo un posticino con tanto di tavolo e panche che ci consentono di effettuare la nostra pausa pranzo in tutta comodità. Nel frattempo è tornato il sole, ma l'aria è sempre gelida, e ben presto si comincia a battere i denti.
E così eccoci di nuovo in viaggio... ora il sentiero si snoda tra felci e cespugli di mirtilli, in alcuni punti il terreno è bagnato e viscido... al contrario di come pensavamo, non si scende, ma si sale ancora per poi iniziare finalmente la discesa immergendoci in un colorato bosco di larici, dove gli arbusti e i cespugli a terra hanno già indossato il loro abito autunnale, mentre i larici lo stanno ancora dipingendo. Cammina cammina finalmente eccoci all'ultimo laghetto che avevamo in programma di visitare oggi, il Lago di Ravina (1885m), ridotto purtroppo a poco più di una pozza (credo che questo lago abbia un effetto migliore in una stagione più ricca di acqua, magari tarda primavera o inizio estate). Qui effettuiamo l'ultima sosta della giornata, scattiamo la foto ricordo e ci rimettiamo nuovamente in cammino fino a scendere all'alpe di Ravina, in prossimità degli impianti di risalita della stazione sciistica di Airolo.
Ora non ci resta che seguire la strada forestale che ci riporterà dritti a Giof, ma le sorprese non sono finite. Improvvisamente un cane, seguito da un numeroso gregge di capre, ci viene incontro, e in men che non si dica ci ritroviamo accerchiati. Cerchiamo in qualche modo di uscir fuori da questo groviglio, Dasy e Gioy provano ad improvvisarsi cani pastori, ma niente da fare... le capre hanno deciso di seguirci fino in valle, inutile tentare di scrollarsele di dosso, hanno la testa più dura di noi e così... proseguiamo il nostro cammino con tutto il gregge a seguito fino ad una radura dove finalmente riusciamo a liberarcene. Ma ormai siamo a pochi minuti da Giof, e infatti, in men che non si dica eccoci arrivati. Non ci resta che concludere questa giornata con una squisita merenda, per poi risalire in auto e far ritorno alle nostre case.
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