Valle Leventina
Pizzo d'Orsirora
Percorrere l'autostrada Svizzera in direzione S. Gottardo, uscire ad Airolo e proseguire seguendo le indicazioni per il Passo del San Gottardo, dove, una volta giunti, si prosegue fin oltre il Lago di S. Carlo per poi imboccare a sinistra la strada che sale verso la diga del Lago di Lucendro, dove si parcheggia (2078m)

Si sa che i laghi son belli se la giornata è bella, e così, vista la domenica di sole promettente, decidiamo di sfruttare questa giornata per compiere il giro dei laghetti del S. Gottardo, zona a noi ancora piuttosto sconosciuta. Giunti sul posto, in compagnia di Dasy, io e Flavia ci prepariamo abbastanza velocemente, visto che il cielo è azzurro e il sole bello vispo, ma l'arietta che spira è piuttosto gelida, tant'è che attorno a noi c'è pure qualche chiazza di neve qua e là caduta nella giornata precedente. Iniziamo a salire verso la diga, poi, in località Mottolone, ci manteniamo a destra perdendo qualche metro di quota fino a imboccare il lungo traverso che, mantenendosi alto sopra l'alpe di Rodont, ci conduce in circa mezz'oretta alla Cascina Giacobbe. Molte altre persone stanno compiendo il nostro stesso giro, ma per fortuna l'ambiente è talmente vasto che non ci reca alcun disturbo, consentendoci di assaporare la bellezza del luogo ed ascoltare la voce delle montagne.
Dalla cascina il sentiero piega a sinistra ed inizia a salire solcando verdi prati.... l'aria frizzantina rende piacevole la salita, ci toglie il sudore dalla fronte e ci permette di procedere senza soffrire minimamente il caldo, e così in altri circa venti minuti siamo al lago d'Orsino (2315m). Il silenzio e lo spettacolo che si cela davanti a noi ci invita ad una sosta per contemplare ed ascoltare, poi, scattate le dovute foto, riprendiamo a salire raggiungendo in breve il lago d'Orsino piccolo (2388m), ridotto a poco più di una pozza in quanto la vegetazione sta avendo il sopravvento su di lui. Da qui il sentiero perde nuovamente qualche metro di quota per passare sul versante opposto della valle tagliando in diagonale il fianco del Pizzo d'Orsirora. Dopo una risalita di circa 100m ecco che ci affacciamo ad una seconda valletta dove, più in basso, giace silenzioso e di colore verdastro il lago di Orsirora inferiore (2325m). Da qui il sentiero comincia a salire ripido e a tornanti fino a guadagnare la quota del secondo laghetto di Orsirora (2444m), bello, grande, di colore azzurro intenso, una vera perla incastonata tra grossi blocchi e prati verdi.
A questo punto il percorso ufficiale per salire al Pizzo d'Orsirora, scenderebbe sulle rive del lago per poi salire all'omonimo passo e con un lungo traverso in cresta guadagnarne la cima. Ma osservando bene i fianchi della montagna, fatti di grossi blocchi, ma anche di ampi spazi prativi, ci invita a tentare l'ascesa per direttissima, risparmiandoci così un lungo avvicinamento e di percorre lo stesso itinerario in salita prima e in discesa poi. Saliamo così a vista cercando di individuare i passaggi migliori sia per noi che per Dasy... alcuni tratti sono ripidi, ma comunque sia facilmente superabili, e così in circa mezz'oretta guadagnamo la cresta. Qui rimaniamo letteralmente sorpresi e senza parole... la nostra meta è proprio di fronte a noi, ancora un poco lontana, ma quel che ci affascina è la spettacolare vista che si ha da quassù. Si va dal Galenstock al Dammastock che sembra di toccarli con un dito, più a sinistra il Lauteraarhorn e il Finsteraarhorn con alle spalle l'Eiger, il Mönch e la Jungfrau, mentre più vicini il Pizzo Pesciora, il Lucendro, la Cima della Valletta e la Fibbia. Dall'altro lato troviamo invece il Monte Prosa, il Gamsspitz, il Pizzo Centrale e... l'elenco potrebbe continuare per ore, meglio se mi fermo qui. Estasiati da tanto splendore che non ci aspettavamo, ci carichiamo emotivamente e in un attimo raggiungiamo la cima del Pizzo d'Orsirora (2603m). Qui aggiungiamo a tutto quel ben di Dio elencato prima, anche la vista su Realp e sulla strada che sale al Furkapass.
Ci sediamo, ci riposiamo e rifocilliamo senza mai distogliere lo sguardo dalle numerosissime cime che ci circondano, che, complice la splendida giornata di ciel sereno, appaiono luccicanti e splendide come non mai. Purtroppo però il venticello gelido che spira guasta un po' la festa, e così, un po' a malincuore, decidiamo di cominciare ad abbassarci di quota. Percorriamo ora la cresta che avremmo dovuto percorrere in salita, diciamo il tracciato ufficiale per la vetta, dirigendoci dapprima verso un grosso omone di pietra, poi verso un'altura pietrosa e infine verso l'ultima elevazione posta proprio sopra il Passo d'Orsirora, che in breve raggiungiamo (2528m). Come tutti i passi che si rispettino, anche questo si presenta ventoso e con un piccolo laghetto ridotto in questa stagione a poco più di una pozza d'acqua.
Da qui, seguendo ora il sentiero marcato, scendiamo sulle rive del primo dei Laghi della Valletta (2468m), che già avevamo potuto ammirare dall'alto, poi, sempre seguendo fedelmente il sentiero, passiamo a lato di altri due piccoli laghetti fino a giungere all'ultimo, il più grande, posto a quota 2432m. Cerchiamo un posticino a riparo dal vento dove poter sostare qualche minuto, ma l'impresa è piuttosto ardua e dobbiamo accontentarci di un posto solo parzialmente riparato.
E infine, dopo esserci riposati, ci rimettiamo in marcia sempre seguendo il sentiero marcato e ben tenuto che, dopo aver attraversato il Riale del Sasso di Meda che collega i laghi della Valletta a quello di Lucendro, guadagnamo ancora qualche metro di quota per poi cominciare finalmente a scendere. In breve ci ritroviamo alti sopra il lago di Lucendro, grande e di colore blu-verdastro, puntiamo verso l'omonima alpe che sorge proprio all'inizio del lago, e passando per la Cascina di Gana arriviamo ad incrociare la strada sterrata di servizio all'alpe che costeggia il bacino artificiale di Lucendro.. Non ci resta che seguirla in direzione della diga, per poi scendere fino al parcheggio sottostante dove abbiamo lasciato l'auto. Qui termina il nostro giro ad anello, bello, emozionante e con una giornata così... oserei dire unico!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti
4 ore e 30 minuti circa
11.5 km

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