Distretto di Locarno
Pizzo Leone
Da Verbania, proseguire in direzione del confine svizzero. Passato la frontiera, arrivare fino a Porto Ronco, dove, sulla sinistra, si inerpica una strada che porta a Ronco S/Ascona. Dopo una serie di tornanti e un tratto a mezzacosta, si incrocia un'altra strada sempre sulla sinistra con indicazioni "Via ai Monti" che porta a Pozzuolo dove ha fine la strada asfaltata.

Arrivati a Pozzuolo (1181m), una splendida visione sul lago maggiore e un piccolo capriolo schizzato via come un fulmine al sopraggiungere della nostra auto, lasciano presagire in una giornata panoramica e ricca di emozioni. Ci incamminiamo subito seguendo un tratto di strada asfaltata fino a raggiungere Pozzuolo col suo bel Pinocchio scolpito in un tronco secolare e la sua bella chiesetta. Sotto di noi il lago Maggiore con le isole di Brissago, Ascona e la piana di Magadino. Il primo tratto di sentiero corre a mezza costa attraversando una boscaglia per poi sbucare all'aperto e regalarci una splendida visione sul lago Maggiore, mentre in lontananza già ci appare l'alpe di Naccio. I temporali notturni e un leggero venticello hanno contribuito a purificare l'aria e spazzar via tutte le foschie. Continuiamo a salire ed entriamo in un bellissimo bosco di faggi accompagnati dal canto di numerosi uccelli e dal vociferare del vento con le foglie degli alberi. In breve raggiungiamo l'alpe di Naccio dove troviamo nei prati circostanti dei bei fiorellini di genzianella. Superata l'alpe rientriamo nuovamente per un brevissimo periodo nel bosco ricco di faggi e di strane figure. La giornata è molto calda e la totale assenza di acqua lungo il percorso diventano subito un problema per Chicca che approfitta di tutti i punti d'ombra per fermarsi a sbollirsi un po'. Usciti dal bosco ecco una bella fontana scavata in un tronco, ma... niente acqua, è chiusa. Continuiamo a salire raggiungendo un piccolo colle ed ecco apparire davanti a noi la nostra meta. Chicca entusiasta mi precede e mi osserva salire. Dalle rocce a lato del sentiero di tanto in tanto sbucano delle belle primule. Nel frattempo Chicca si è portata ormai quasi sotto la vetta e stanca e accaldata si mette comoda ad aspettare che arrivi pure io. E finalmente eccoci in vetta (1659m), da dove si gode uno splendido panorama. In lontananza si distinguono la Weissmeis e le vette a lei vicine ancora belle cariche di neve, a picco sotto di noi le 100 valli e in lontananza ben riconoscibili il monte Tamaro e Gradiccioli. Vicinissimi a noi, proprio sopra le nostre teste, la vetta del Limidario e il rifugio Al Legn. Scattiamo la classica foto di vetta e troviamo un posticino comodo e al riparo dal venticello per fermarci a pranzare e crogiolarci al sole. Nel frattempo altri escursionisti si accingono a salire in vetta. La splendida vista e il sole bello caldo ci invogliano a rimanere per lungo tempo in vetta, ma... come sempre, prima o poi arriva il momento di scendere. Un'ultima occhiata al Limidario che domina sopra di noi e poi giù, verso valle. Chicca come sempre mi precede e mi aspetta. Ripercorriamo lo stesso sentiero di salita e in breve rieccoci all'alpe di Naccio dove ci imbattiamo in un bellissimo tappeto di genzianelle. Riattraversiamo il bel bosco di Faggi fino a giungere Pozzuolo, dove riappaiono a strapiombo sotto di noi le isole di Brissago. Ancora pochi minuti di cammino ed eccoci alla casermetta della Forestale dove l'auto ci attende. Soddisfatti della bella gita e dei bei panorami ci rimettiamo in viaggio verso casa. Tempo di salita: 1 ora e 30 minuti)

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