Da Locarno, proseguire per le Centovalli e successivamente per la Valle Onsernone, risalendola per un lungo tratto fino ad incontrare le indicazioni per Vergeletto, ultimo paese dell'omonima valle, dove, una volta giunti, continuare ancora per un paio di chilometri fino alla Locanda Zott, dove alle sue spalle, parte la teleferica che in 10 minuti circa conduce a Salei Vecchi (1748m)
Parcheggiata l'auto nel piazzale a lato della strada, ci avviamo verso la teleferica... un cartello ci indica che dobbiamo andare alla ricerca dell'addetto agli impianti, che fortunatamente lo troviamo seduto ad un tavolo della Locanda Zott lì vicino :-). Saliamo sulla funivia, una sorta di cabina a quattro posti che proprio tanto rassicurante non è, ma che tutto sommato funziona e ci consente di guadagnare 800m in dieci minuti circa... niente male! Bene.. ci siamo, ora possiamo dare inizio alla nostra vera e propria escursione.
Oggi con me c'è Simone, un amico di vecchia data, col quale condivido per la prima volta un'uscita in montagna. Ci avviamo verso l'alpe Salei, già ben visibile di fronte a noi, seguendo l'ampio e agevole sentiero che in dieci minuti circa ci porta a destinazione. Qui sorgono una stalla e la capanna Salei, che contrariamente a quel che ci aspettavamo, è deserta e senza custode. La porta però è aperta, entriamo a visitarla... all'interno tutto è in ordine, c'è un locale grande con dei tavoli e panche, la cucina, i bagni sul retro, e i dormitoi al piano superiore. Lasciata una firma sul libro della capanna, chiudiamo la porta e riprendiamo il nostro cammino seguendo il sentiero per il Laghetto dei Salei. Oggi purtroppo il sole si fa desiderare, ma per fortuna non piove e i colori attorno a noi sono quelli classici dell'autunno. Superati una serie di bivi sempre perfettamente segnalati con cartelli e paline, ci inoltriamo in un bosco di giovani larici, e dopo circa mezz'oretta di cammino eccoci sulle rive del Laghetto dei Salei (1924m).
Qui rimaniamo un po' delusi... la superficie del lago è già ghiacciata, la mancanza del sole rende l'ambiente circostante piuttosto grigio e cupo... peccato! Dopo aver gironzolato un pochino sulle sue rive, decidiamo di salire verso il Passo del Busan per vedere se dall'alto l'effetto è migliore. Seguiamo così il sentiero sempre ben evidente che in altri dieci minuti circa ci conduce al Passo del Busan (2006m). Da qui la vista è decisamente migliore, il laghetto ha cambiato aspetto e appare molto più carino, mentre sopra le nostre teste avvistiamo due camosci che molto tranquillamente ci osservano e si lasciano fotografare. Supponiamo siano mamma e figlio, visto che uno di loro è piccolo e non ha ancora le corna. Che bello... avvistare animali selvatici durante le mie escursioni mi riempie sempre il cuore di gioia. Sostiamo a lungo e in silenzio nei pressi di un grosso masso per poterli seguire con lo sguardo e fotografare senza recar loro disturbo, poi, vista l'ora e il tempo che non accenna a migliorare, decidiamo di salire la cresta in direzione dei camosci per raggiungere una cima dal nome Creste.
Proseguiamo inerpicandoci lungo una sorta di traccia, poi per evitare di guadagnare un'altura per poi scendere e risalire di nuovo, optiamo per un taglio tra ripidi prati, rododendri e pietraie... un'idea poco azzeccata, sarebbe stato meglio salire e poi scendere, ma ormai ci siamo, tanto vale proseguire. Riguadagnata la cresta, la cima ormai è a pochi metri, ma urge un'altra sosta... sotto di noi avvistiamo un grupetto di camosci che si sposta verso valle :-) Li seguiamo fino a perderli di vista, poi pochi passi e siamo in vetta (2060m). Mentre Simone si prepara per il pranzo, io mi sposto su un'altra cimetta poco distante da dove si ha una splendida veduta sulla valle dei Vergeletto, oggi coloratissima... peccato che il cielo grigio attenui tutti i colori e non ci permetta di ammirare pienamente tutto questo splendore.
Bene... a questo punto non ci resta che pranzare, poi visto il freddo, scattiamo la foto di vetta e riprendiamo il nostro cammino in discesa seguendo fedelmente la linea di cresta fino a tornare al Passo del Busan. Da qui riprendiamo a seguire il percorso di salita fino a portarci nuovamente sulle rive del Laghetto dei Salei, per poi continuare la nostra discesa fino alla capanna Salei dove facciamo una sosta merenda. Il freddo però si intensifica, e così decidiamo di rimetterci in marcia... pochi minuti e siamo alla teleferica. Non ci resta che risalire su questa sorta di scatolotto, trattenere il fiato e... dieci minuti dopo siamo al parcheggio dove l'auto è rimasta ad attenderci. Breve e simpatica gita... peccato il cielo grigio che da un po' di tempo ci perseguita, ma tutto sommato è stata comunque una bella uscita.
Dedico questa escursione alla mia cara amica e compagna di avventure Flavia, che sta attraversando un periodo triste e difficile, e che per questo motivo oggi non ha potuto essere dei nostri. Coraggio... vedrai che il sole tornerà presto a splendere alto in cielo!
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