Valle di Vergeletto
Pizzo della Cavegna
Da Locarno, proseguire per le Centovalli e successivamente per la Valle Onsernone, risalendola per un lungo tratto fino ad incontrare le indicazioni per Vergeletto, ultimo paese dell'omonima valle, dove, una volta giunti, continuare sempre dritti fino ad arrivare al Piano delle Cascine, dove la strada da asfaltata diventa sterrata e percorribile solo con mezzi fuoristrada fino all'alpe del Casone, dove si parcheggia. (1271m)

Oggi, la nostra sete di avventura e di scoprire sempre posti nuovi, ci porta in valle di Vergeletto, dove nè io nè Flavia abbiam mai messo piede. Il che ci rende alquanto euforici, complice anche il bel tempo e il fatto che è venerdì... per una volta tanto ci siam presi una giornata di vacanza, e ne valeva davvero la pena! Giunti all'alpe del Casone, la strada prosegue ancora per un tratto, ma prima dei tronchi, poi un grosso masso che ostruisce il passaggio, ci fanno desistere dal proseguire in auto, (e abbiam fatto bene perchè più avanti più che un fuoristrada ci sarebbe voluto un trattore). Il sole è già alto in cielo, in valle c'è molta foschia, mentre alcune cime portano il classico cappello di nuvole, ma la giornata è ancora molto lunga e siamo fiduciosi.
Svolti i preparativi, iniziamo ad incamminarci seguendo la strada sterrata che conduce ad un piccolo spiazzo a quota 1369m, dove si potrebbe parcheggiare il trattore, chi ce l'ha ovviamente :-). Strada facendo la nostra attenzione viene spesso attirata da un'infinità di ginestre e maggiociondoli in fiore, uno spettacolo davvero unico, che questa estate che tanto si sta facendo desiderare, ci permette di ammirare con un mesetto e più di ritardo. Al termine della strada, sulla destra, ha inizio il sentiero vero e proprio, che passando in un fresco e fiabesco bosco di larici e faggi, sale dapprima dolcemente, poi con ripidi e agevoli tornanti, guadagnando quota velocemente. Al termine del bosco sbuchiamo fuori in mezzo ad una distesa di rododendri tutti fioriti, altro spettacolo che la natura oggi ha voluto regalarci. In alto, proprio sopra le nostre teste, una croce, quella dell'alpe di Porcaresc. Dopo una sosta per immortalare al meglio questo splendido luogo, riprendiamo a salire sempre seguendo il sentiero segnato che in breve ci porta all'alpe di Porcaresc (1796m), incantevole posto dove gli unici "rumori" che si odono sono il fragore delle acque del torrente che scorre in valle e il suono delle campanelle di un bel gruppetto di simpatiche caprette.
Qui una sosta è d'obbligo, sia per contemplare l'ambiente che ci circonda, sia per rilassarci un po' osservando il gran da fare che hanno le caprette, praticamente svacco totale :-). Felici come non mai, riprendiamo a salire, la nostra prima meta è già ben visibile, il Passo della Cavegna, e cammina cammina, in meno di mezz'ora eccoci arrivati (1978m). E qui rimaniamo letteralmente a bocca aperta... da un lato la val Vergeletto, purtroppo un po' offuscata dalla foschia, dall'altro, una ventina di metri più sotto, il primo dei Laghi della Cavegna, con le sue acque limpide, scure, dove vi si riflette l'ambiente circostante. Che dire... una meraviglia!
Scendiamo in riva alle sue acque, dove al nostro arrivo un'infinità di rane cominciano a saltellare qua e là gettandosi in acqua mostrandoci le loro doti di abili nuotatrici, mentre noi ci divertiamo ad osservarle e fotografarle. Ma il nostro viaggio non finisce qui, ci attendono altre meraviglie da scoprire, e così ci rimettiamo di nuovo in cammino costeggiando le rive del lago fino a portarci sotto il pendio opposto dove è già ben evidente il sentiero che dovremo percorrere per salire ai laghetti superiori. E dopo una quindicina di minuti di cammino, arriviamo a quota 2040m, ed ecco che ai nostri occhi appare un laghetto, più piccolo del precedente, ma altrettanto bello, e più in là altri due, uno ridotto a poco più di una pozza, l'altro leggermente più grande. Gironzoliamo un po' qua e un po' là cercando di cogliere ogni dettaglio della zona e dei laghi, poi, visto che è già mezzogiorno e che la nostra meta è lì sopra le nostre teste, ma ci appare ancora alquanto lontano, optiamo per fermarci per uno spuntino.
Ma si sa che l'appetito vien mangiando, e così, da uno spuntino che doveva essere, finiamo col fare pranzo completo. Pancia piena poi chiede riposo, quindi gira e rigira, finiamo col rimetterci in cammino che son già le 14. Poco male, oggi abbiamo tutto il tempo, e quindi tanto vale prendersela comoda. Lasciamo i laghi e ci incamminiamo verso un pendio dove sia le carte che il GPS indicano la presenza di un sentiero, che noi però non abbiamo trovato, e che probabilmente non esiste più. Niente di grave, la cresta che dobbiamo raggiungere e che ci condurrà in vetta è lì sopra le nostre teste, quindi saliamo a vista cercando i passaggi migliori. E infatti, in breve siamo a quota 2157m, proprio dove doveva condurci il sentiero.
Da qui in poi il percorso diventa intuitivo, basta seguire la linea di cresta, a volte erbosa, altre volte su pietre più o meno grandi, in alcuni punti affiora anche una traccia di sentiero. Non vi sono passaggi particolarmente esposti, ma come sempre, bisogna prestare la massima attenzione, e dopo 50 minuti esatti dalla partenza dai laghi, tocchiamo la cima del Pizzo della Cavegna (2281m). Siamo felici, ma che dico felici, strafelici... è la nostra prima cima di questa stagione estiva, e leggendo il libro di vetta, scopriamo pure di essere i primi dall'ottobre 2009 ad essere saliti fin quassù. Lo spettacolo è a dir poco entusiasmante, imponenti vette ci accerchiano, tra cui riconosciamo il Pizzo di Porcaresc, il Pizzo di Madèi, e Pianca, poi la valle di Vergeletto e la val di Campo, i laghetti della Cavegna ai nostri piedi, e sull'altro versante, racchiuso in una conca, il Lago dei Pozzöi. Bello, bello bello, non ci sono parole.
Sostiamo circa mezz'oretta in vetta, poi un venticello gelido ci consiglia di cominciare a scendere. Optiamo per un percorso ad anello segnato sulle carte, ma che come già avvenuto per la salita, non troviamo e saremo costretti ad inventarcelo. Diciamo che a parte un passaggio su rocce in aderenza che ci ha messo un po' in difficoltà, per il resto siamo riusciti a destreggiarci bene e a guadagnare, procedendo a vista, la sella erbosa a quota 2127m che mette in comunicazione le due vallate.
Da qui in poi una traccia di sentiero (finalmente) scende ripida fino a ricongiungersi col sentiero principale che dal primo lago della Cavegna, già ben visibile e splendido come non mai sotto di noi, porta a quelli superiori. Ritornati sui nostri passi di salita, ci riportiamo sulle rive del primo lago dove facciamo una sosta per riprendere fiato e gustarci ancora una volta lo spettacolo che appare ai nostri occhi, poi una leggera risalita fino al passo e infine giù senza più soste fino alla macchina. E proprio quando la giornata e le emozioni sembrano essere finite, pochi metri prima del parcheggio, Flavia avvista un animale sui pendii sopra l'alpe del Casone... è uno splendido camoscio che ci osserva incuriosito. Il tempo di un paio di foto, poi ci saluta e se ne va, e noi, felici come due pasque, facciamo altrettanto. Possiamo proprio dire che oggi non c'è mancato proprio nulla, è stata una giornatona fantastica!

L'anello dai laghi della Cavegna alla vetta dell'omonimo pizzo è da considerarsi per Escursionisti Esperti, più che altro perchè non esiste un vero e proprio sentiero, ma bisogna salire e scendere a vista cercando di individuare i passaggi migliori.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 45 minuti circa
5 ore circa
10.5 km

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