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Distretto di Locarno
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Pizzo Leone
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Da Verbania, proseguire in direzione del confine svizzero. Passato la frontiera, arrivare fino a Porto Ronco, dove, sulla sinistra, si inerpica una strada che porta a Ronco S/Ascona. Dopo una serie di tornanti e un tratto a mezzacosta, si incrocia un'altra strada sempre sulla sinistra con indicazioni "Via ai Monti" che porta a Pozzuolo dove ha fine la strada asfaltata (1181m)
Arriviamo all'alpe Pozzuolo e Chicca si mostra subito impaziente, a quanto pare ha una gran voglia di camminare e non vede l'ora di partire. Indossati gli scarponi ai piedi e caricato lo zaino sulle spalle, cominciamo ad incamminarci lungo la strada asfaltata lasciandoci alla nostra destra la casermetta della forestale. Il panorama si fa fin da subito sublime, ai nostri piedi il lago Maggiore con la Piana di Magadino, le isole di Brissago e sempre il lago Maggiore con le sponde piemontesi e lombarde. Chicca continua a mostrarsi impaziente e così procediamo spediti fino ad arrivare all'alpe Pozzuolo, dove troviamo il nostro ormai conosciuto Pinocchio. Saliamo in direzione della chiesetta dove ci soffermiamo qualche istante ad ammirare il suo interno, poi proseguiamo lungo un sentiero molto ampio e dalle dolci pendenze. Ad un tratto ecco apparire di fronte a noi il Limidario completamente imbiancato, ma ahimè... anche parte del percorso che dovremo affrontare noi è completamente ricoperto di neve. Il sentiero ci porta dritti verso uno stupendo bosco di faggi, poi piega decisamente a sinistra fino a giungere all'ingresso dell'Alpe di Naccio dove Chicca, avvistata una macchia di neve, vi si precipita sopra per rinfrescarsi. Più avanti la neve si fa sempre più presente e procediamo più lentamente e con maggior fatica perché si sprofonda giusto un poco. Dopo aver risalito i bei pratoni dell'alpe di Naccio, giungiamo ad un colletto con vista panoramica sul lago Maggiore, e qui veniamo accolti da un simpatico, ma anche timido, gruppetto di pecore. Da questo punto è ben visibile parte del sentiero che dovremo percorrere per giungere in vetta, il quale, visto la sua esposizione a sud, è completamente privo di neve. Facciamo una breve sosta per riposarci e per scattare qualche foto ai numerosi crocus che popolano i prati attorno al colle. Chicca però è impaziente e a modo suo mi fa capire che è ora di ripartire. Riprendiamo a salire su un percorso ora decisamente più agevole; l'attenzione di Chicca viene spesso attirata dal continuo belare del gregge di pecore più a valle, superiamo un colletto fino a giungere in cresta, da dove ci appare ormai vicino la nostra meta. Da questo punto in poi la neve si fa decisamente più presente, e quel che c'è di peggio, è che una neve piuttosto molle dove spesso si sprofonda. Chicca purtroppo non si è ancora rimessa del tutto, la zampa le da ancora noia, e questo percorso innevato è certamente poco favorevole a lei. Inoltre le visite mediche effettuate nei giorni scorsi non hanno rivelato un quadro clinico alquanto piacevole, anche se per ora non si è ancora giunti ad una conclusione certa. In queste condizioni non me la sento proprio di continuare, non posso rischiare che sprofondando nella neve finisca col danneggiare irrimediabilmente la sua gamba, e così, senza pensarci troppo su e senza alcun rimpianto, decido di gettare la spugna e tornare indietro. Ci soffermiamo giusto un attimo ad ammirare il panorama sulle Centovalli e sulle vette che gli fanno da cornice, poi ripercorrendo parte del sentiero di salita, ritorniamo al colletto in prossimità di una croce in posizione panoramica sul lago Maggiore. Qui decidiamo di effettuare la sosta pranzo, scattiamo così una foto ricordo e ci accomodiamo di fronte a questa splendida veduta sul lago. Mentre io scruto con lo zoom le pendici imbiancate del Limidario alla ricerca della Capanna Al Legn, Chicca con la pancia piena se ne sta comodamente sdraiata a riposarsi, senza però abbassare mai la guardia, difatti ad ogni minimo rumore, eccola drizzare le orecchie e cercare di capire cosa o chi lo abbia provocato. Più tardi il cielo comincia a velarsi nascondendo il sole, in più comincia a soffiare un vento alquanto fastidioso. Decidiamo così di rimetterci in cammino verso valle, ripassiamo per l'Alpe di Naccio, poi giù per un bel tratto di bosco fino a ritornare sulla strada asfaltata e in breve alla casermetta della forestale dove l'auto ci attende. Prima di rimetterci in viaggio, non posso fare a meno di coccolare e complimentarmi con Chicca che nonostante la sua zampa malata è riuscita ancora una volta a destreggiarsi alla grande tra i sentieri di montagna. Scendendo in auto, poco prima di Brissago, effettuiamo una breve sosta ad ammirare ancora una volta il lago Maggiore, poi soddisfatti comunque dalla bella giornata ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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