Valle Verzasca
Alpe e Capanna Masnee
Da Locarno, risalire la val Verzasca fino a Piee, paese prima di Brione Verzasca. All'uscita del paese, subito prima del ponte sull'Osura, imboccare la prima strada a sinistra, e posteggiare nei pressi di un gruppetto di case (733m) dove ha inizio il sentiero (nessuna indicazione).

La val Verzasca... una di quelle valli che ti cattura fin dalla prima volta che ci metti piede, e che ogni volta che ci ritorni ti riempie il cuore di gioia e non puoi evitare di rimanere a bocca aperta nell'ammirare le sue splendide vette, le sue impetuose acque cristalline di colore verde smeraldo, che nei secoli hanno levigato le rocce creando effetti alquanto suggestivi. La giornata di oggi è una giornata "speciale", sia per via delle previsioni meteo che promettevano sole a palla e cielo azzurro, sia perchè c'è una ricorrenza da festeggiare: il compleanno di Flavia. La scelta della meta cade su un giro ad anello che già da tempo avevamo in programma, ma per certi giri si sa che bisogna pazientare e attendere la giornata giusta, proprio come quella di oggi.
Risaliamo la val Verzasca fino a Piee, una frazione di Brione, dove posteggiamo ed iniziamo a salire percorrendo una scalinata che attraversa un gruppetto di case molto carine e suggestive. All'uscita del paese continuiamo a seguire il sentiero ben evidente che ci conduce di lì a poco a Pianesc, dove, mantenendoci a destra, imbocchiamo il sentiero per Matar e Sgiof. Ancora un tratto dalle dolci pendenze, e poi ecco che il sentiero si impenna e risale i ripidi versanti con numerosi e stretti zig-zag. Per fortuna la fatica si fa sentire solo nelle gambe e nel fiato, perchè per il resto si sale senza versare nemmeno una goccia di sudore, complice un leggero e fresco venticello che ci terrà compagnia per tutto il giorno. Dopo una buona oretta di cammino immersi nel bosco dove non si sono fatti certo desiderare gli scorci sulla vallata e sul caratteristico Poncione d'Alnasca, proprio di fronte a noi, usciamo allo scoperto in prossimità di Matar, che, abbandonando per un attimo il sentiero, andiamo a visitare. L'ambiente è splendido, peccato solo che a parte una baita ristrutturata e ben tenuta, tutto il resto è completamente in rovina.
Riprendiamo a salire, anzi a scendere, perchè per un buon tratto ora il sentiero ha deciso di farci un dispetto e costringerci a perdere quota. Ci portiamo così ai piedi di un ampio canalone dove scorre impetuoso un torrente che ha origine proprio dal lago del Starlaresc da Sgiof, nostro primo obbiettivo. Qui il sentiero torna da impennarsi, anche più di prima, e passa dalla marcatura bianco-rossa a quella bianco-blu, il che significa che ci attenderà qualche passaggio un po' più impegnativo. Ed infatti eccoli... a tratti bisogna superare qualche piccolo salto fortunatamente attrezzato e protetto, in altri punti sono state posizionate delle scalette di legno, ma comunque sia nulla di così trascendentale e particolarmente esposto. Cammina cammina, sali sali, il sentiero è uno di quelli ripidi e che non molla mai, non ci sono tratti in cui si può finalmente rilassarsi e riprender fiato, per cui l'unico modo è risalire con passo lento e costante ed effettuare di tanto in tanto qualche breve sosta. Alla quota 1790m circa finalmente un pianoro, molto bello, verde, solcato dal torrente che col dolce vociferare delle sua acque infonde un senso di benessere e tranquillità. Ora manca poco, meno di 100m ci separano dalla prima nostra meta. Finalmente si cammina un po' in piano, per poi tornare a salire gli ultimi metri , ma con pendenze decisamente più dolci, fino a sbucare nella conca che ospita la Corte di Starlaresc, dove sorge il Rifugio Starlaresc da Sgiof, e infine lo splendido laghetto (1875m).
Siamo finalmente arrivati, la prima meta della giornata è conquistata, e ora non ci resta che sederci sulle rive del lago, riposarci, rifocillarci e goderci lo splendido scenario che fa da cornice a questo ambientino da favola. Purtroppo la strada da percorre è ancora tanta, non siamo ancora a metà, e così ci troviamo costretti a rimetterci in marcia quanto prima. Costeggiando la sponda destra del lago, riprendiamo a salire seguendo le indicazioni per il Passo Deva... ora il sentiero è tornato ad essere marcato bianco-rosso, quindi niente più passaggi particolari. Ci alziamo dolcemente sopra il bel laghetto da cui non riusciamo a distogliere lo sguardo tant'è bello, fino a guadagnare il passo in circa mezz'oretta di cammino (2036m). Qui il paesaggio cambia... si passa dalle aspre e imponenti vette della val Verzasca, a quelle più dolci e verdeggianti della val Maggia, mente lontano, sullo sfondo della tela, compaiono i grandi 4000 delle alpi Lepontine.
Bene.. da questo punto di osservazione è già ben visibile il nostro terzo obbiettivo, l'alpe Masnee. Proseguiamo ora compiendo un lungo traverso fatto di sali e scendi tra prati verdi e grossi blocchi, fino a raggiungere l'alpe, dove sorgono diverse cascine (una di loro adibita a capanna, oggi purtroppo chiusa), alcune in ristrutturazione, altre già terminate e davvero molto carine. Qui posiamo per una decina di minuti gli zaini e ci sediamo sopra un grosso masso, giusto il tempo di sorseggiare un po' d'acqua e mangiarci un po' di frutta. Sarebbe bello potersi fermare a lungo, ma il tempo purtroppo stringe e così... via che si riparte, in direzione del Pizzo Costic.
Poco dopo, sotto di noi, spuntano il lago Pianca e poco più in la quello del Masnee, e questa visione ci rende ancor più gioiosi. Ma cè dell'altro... infatti, percorrendo la cresta che conduce ai piedi del Pizzo Costic, d'un tratto riappare la val Verzasca e a picco sotto di noi l'ultima delle nostre mete, il lago del Starlaresc da Sciomarmota... una piccola perla blu in mezzo a tanto verde. Guadagnata la sella che mette in comunicazione le valli Maggia e Verzasca, abbandoniamo il tracciato che sale al Pizzo Costic e imbocchiamo quello che scende in Verzasca. Poco dopo ci troviamo ad affrontare alcuni traversi su neve non molto simpatici, per via dell'esposizione del sentiero in quei punti. Per fortuna la neve è abbastanza molle e picchiano gli scarponi riusciamo a crearci dei gradini superando così senza troppe difficoltà anche questo tratto... da lì in poi il sentiero passa dapprima tra grossi blocchi per poi attraversare distese di prati dove, per via dello scioglimento delle nevi, in alcuni punti si sono formati alcuni piccoli laghetti.
Si pensava che le salite erano terminate e invece... dopo aver perso quota fino a 2000m circa, ci troviamo a salire nuovamente per raggiungere un nucleo di baite a quota 2064m non nominato sulle Carte Nazionali. Poco male... se la fatica in questa tratto si è fatta sentire non poco, si può dire che ne è valsa davvero la pena, visto il bel panorama che si gode da questo punto e la particolarità di alcune cascine ricavate a ridosso di giganteschi massi. A questo punto inizia finalmente la discesa verso Scimarmota e il suo splendido laghetto, che con un'altra leggera risalita raggiungiamo (1855m).
Sono le 17 e la discesa è ancora lunga, ma le gambe chiedono riposo e così decidiamo di effettuare una sosta lungo le rive del lago e dar fondo alle nostre provviste. Dopo circa mezz'oretta ripartiamo verso valle... il sentiero ora scende ripido superando alcune vallette e diversi corsi d'acqua fino ad immergersi nel fitto bosco, e dopo circa un'ora e trenta eccoci a Sparvè, dove effettuiamo l'ultima sosta della giornata.
Da qui in poi scendiamo sempre immersi nel bosco per il ripido sentiero fino a portarci a Sgerbi, poi da qui seguendo fedelmente la strada sterrata prima e asfaltata poi, ritorniamo alla macchina, praticamente sfiniti, abbrustoliti dal sole, ma tremendamente soddisfatti. Non mi resta che dire... BUON COMPLEANNO FLAVIA!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
4 ora e 30 minuti circa
8 ore e 15 minuti circa
16.5 km

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