Da Verbania, proseguire in direzione del confine svizzero. Passato la frontiera, arrivare fino a Porto Ronco, dove, sulla sinistra, si inerpica una strada che porta a Ronco S/Ascona. Dopo una serie di tornanti e un tratto a mezzacosta, si incrocia un'altra strada sempre sulla sinistra con indicazioni "Via ai Monti" che porta a Pozzuolo (1181m) dove ha fine la strada asfaltata. Proseguire fin dove l'innevamento consente il transito.
Ed eccoci all'ultima escursione del 2010, e per l'occasione, Dasy e Gioy, ci chiedono di programmare un'uscita non troppo impegnativa e faticosa, in quanto dovranno poi andare a fare i bagordi per festeggiare l'arrivo del nuovo anno. E così io e Flavia, per accontentarli, scegliamo come meta il Pizzo Leone. La strada asfaltata è completamente sgombra da neve, e così riusciamo ad arrivare fino a Pozzuolo, dove posteggiamo ed iniziamo a svolgere, come di consuetudine, i preparativi, mentre i due pelosoni, già agitati, gironzolano attorno impazienti, seguendo ogni singolo odore che i loro tartufi riescono a percepire.
Un, due, tre, e via che si parte, con le ciaspole appese allo zaino a fare da zavorra, perchè la neve non è ancora così abbondante e non ne richiede l'uso. In breve, dopo aver seguito per un tratto la strada asfaltata, giungiamo a Pozzuolo, dove vi si trova una chiesetta e un gigantesco Pinocchio intagliato in un vecchio tronco d'albero. Qui abbandoniamo la strada e iniziamo a salire lungo il sentiero dove la presenza di ghiaccio è una costante.... c'è da fare un po' di attenzione, ma tutto sommato si procede spediti. In breve siamo in zona panoramica sul lago Maggiore con le isole di Brissago, e sul Limidario. Qualche breve sosta per scattare qualche foto e poi via di nuovo, ci infiliamo in un bosco di faggi e betulle fino ad incrociare una strada di recente costruzione che presumiamo, una volta terminata, sarà di servizio all'alpe di Naccio. La seguiamo per un breve tratto per poi abbandonarla ed inerpicarci lungo il sentiero fino a giungere a Naccio, splendido balcone panoramico sulle vette che segnano il confine tra le Centovalli e la valle Verzasca. Individuiamo alcune cime ormai a noi note, tra cui il Madone e il Vogorno, il Sassariente, la cima di Sassello e più lontano il Motto d'Arbino, mentre dall'altra parte dominano Tamaro, Gradiccioli, Lema, Paglione, Covreto e così via, chi più ne ha ne metta.
Altra breve sosta per contemplare questo scenario e per indossare le ciaspole, che finalmente passano dall'esterno dello zaino a sotto gli scarponi. Ora saliamo sempre seguendo la traccia ben battuta in direzione di un punto panoramico quotato 1499m con tanto di croce... la neve è piuttosto crostosa, sembra più primaverile che invernale, ma del resto, pure la giornata sembra più del mese di aprile che di fine dicembre. Poco male... in breve tocchiamo la croce, dove sostiamo per ammirare il lago Maggiore a picco sotto di noi, e non solo... lontano si distingue bene la sagoma della capanna Al Legn, più sopra la croce di vetta del Limidario, ai cui piedi vi si trova la nostra meta. Dopo aver ripreso fiato, ripartiamo risalendo un tratto leggermente ripido fino a guadagnarne la sommità, dove ci appare la vetta del Pizzo Leone, apparentemente ancora piuttosto lontana. Ora procediamo un po' in piano, un po' in discesa e un po' in salita, fino a portarci ai piedi della nostra meta, dove le pendenze aumentano, il fiato si accorcia e un po' di stanchezza comincia a prendere il sopravvento, ma passo dopo passo, eccoci finalmente in vista della croce di vetta... siamo arrivati (1659m).
Il panorama da quassù è davvero spettacolare, da dieci e lode... tante le cime conosciute, ma ancor di più quelle sconosciute e ancora da conquistare... mamma mia, ma basterà una vita per salirne almeno la metà? Dopo esserci rifatti gli occhi, scattiamo la foto di vetta e scendiamo qualche metro in prossimità di un pianoro dove finalmente si mangia e ci si riposa a lungo, godendoci la spettacolare e calda giornata. E infine, come sempre, giunge il momento di scendere, anche se un po' a malincuore.
Ricalpestiamo fedelmente le nostre tracce fino al punto panoramico a quota 1499m... di tanto in tanto ci soffermiamo a scambiare piacevoli chiacchiere coi tanti escursionisti che incrociamo... chi scende, chi sale, chi si è fermato a metà strada, comunque sia, tutti molto simpatici ed accoglienti. Dalla croce scendiamo seguendo la cresta che piomba giù verso il lago Maggiore, per poi tagliare in prossimità dell'alpe Naccio cha attraversiamo fino a ricongiungerci con la traccia di salita, che seguiamo fedelmente fino a Pozzuolo, dove l'auto è rimasta ad attenderci.
Bene... non ci resta che rientrare a casa e prepararci per il veglione di San Silvestro e... BUON 2011 a tutti quanti... per noi, questo 2010 escursionistico, non poteva chiudersi in modo migliore.
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