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Dall'uscita autostradale di Lugano Nord, seguire le indicazioni per Bellinzona-Taverne, fino a giungere a Manno. Da qui proseguire per Gravesano e successivamente per Arosio, dove, una volta giunti, si imbocca la via Ai Monti e si posteggia nella piazzetta a destra poco dopo l'incrocio.
Strano inverno questo? Beh... qualcosa di anomalo di sicuro c'è, ma del resto bisogna ammettere che neppure l'estate e l'autunno scorso sono stati proprio del tutto normali. La neve al nord delle alpi c'è e continua tutt'ora a cadere, mentre al sud scarseggia per non dire che in molti posti non se ne vede neppure l'ombra. Dopo aver studiato la situazione meteo per questo fine settimana, decidiamo di abbandonare l'idea di una ciaspolata e di salire qualche vetta priva di neve del Sottocenerei. Inoltre oggi un piccolo contrattempo costringe Flavia e Gioy a rimanere a casa, e così ci ritroviamo ad uscire solo io e Dasy.
Giunti ad Arosio, posteggiamo l'auto in una piazzetta al centro del paese, indossiamo scarponi e zaino, e via che iniziamo ad incamminarci verso la nostra meta seguendo le chiare indicazioni. La prima oretta di salita non è certo tra le più entusiasmanti, si segue una strada a tratti asfaltata, a tratti sterrata, ed oggi in alcuni punti ghiacciata e leggermente innevata. Passiamo così per Azzano, Böscior, fino a giungere ad un bivio, dove finalmente abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero indicato per il Monte Tamaro. Qui la neve comincia a farsi più presente, ma senza crearci grossi problemi; c'è da fare attenzione solo a dei tratti ghiacciati un po' insidiosi in quanto sono ricoperti da qualche centimetro di neve fresca, e dopo un traverso lungo il versante nord, perveniamo a La Bassa, una sorta di bocchetta dove i sentieri si dividono. A destra si prosegue per il Monte Gradiccioli, dritti si torna ad Arosio, mentre svoltando a sinistra si raggiunge il Monte Ferraro, da qui già ben visibile col suo omone di pietra gigante.
Noi chiaramente imbocchiamo questa direzione immergendoci nuovamente nel fitto bosco, e guadagnando quota, con molta cautela per via del ghiaccio ora più insidioso, raggiungiamo una selletta ai piedi della vetta, ed infine... eccoci arrivati. (1494m). La vista da quassù è davvero spettacolare, riconosciamo lontani i Denti della Vecchia e il Monte Boglia, e più in là il Gazzirola e il Monte Bar che purtroppo sono immersi nelle nuvole, e poi, decisamente più vicini a noi, il Monte Lema, Magno, Gradiccioli e Tamaro. Insomma.... c'è n'è abbastanza per perdersi e rifarsi gli occhi, peccato solo che spiri un forte e gelido vento che ci costringe ad abbreviare di molto la nostra sosta in vetta. Consumiamo così un velocissimo spuntino, poi scattiamo una foto ricordo e ci mettiamo alla ricerca del libro di vetta dove poter apporre la nostra firma. Cerca cerca, una serie di frecce sull'omone di pietra conducono ad una sorta di incavo tra i sassi, dove però non vi è traccia del libro. Dopo aver ispezionato tutto il perimetro dell'omone, giungo alla conclusione che non c'è... forse le pagine erano esaurite ed è stato riportato a valle, in attesa che qualcuno ne riposizioni uno nuovo. Vabbè, poco male!
Visto l'imperversare del forte vento, decidiamo di abbandonare la cima e tornare sui nostri passi fino a La Bassa. Da qui, anzichè seguire a ritroso il percorso di salita, scendiamo nella direzione opposta, compiendo così il periplo della montagna, e godendoci gli splendidi scorci sulla valle dall'altro versante. Dopo un inizio di sentiero innevato e ghiacciato, ci ritroviamo a camminare tra fogliame, pietre e terra immersi in uno splendido e vario bosco, e dopo aver attraversato diversi valloncelli, ci ricongiungiamo con la strada seguita in salita a poche centinaia di metri da Arosio. Qui una panchina ci permette di tirare un po' il fiato godendoci la splendida veduta sul Monte Boglia e sui Denti della Vecchia, finchè giunge l'ora di rientrare a casa. Percorrendo così l'ultimo tratto di strada asfaltata, facciamo ritorno al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto, giusto in tempo per ammirare due splendide aquile che volano in circolo sopra di noi alla ricerca di cibo. E dopo questa esauriente visione, non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa, soddisfatti di aver vissuto un'altra splendida giornata tra i monti.
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