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Distretto di Mendrisio
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Monte Generoso
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Da Capolago, seguire le indicazioni per il Monte Generoso fino al termine della strada dove, in prossimità dell'osteria La Peonia, è possibile lasciare l'auto. (1155m circa)
Giunti al parcheggio., il freddo ci costringe ad affrettarci coi preparativi. Esattamente un anno fa, io, Chicca e l'amico Mario (www.magat.it), ci trovavamo nello stesso posto, pronti per risalire la stessa montagna, ma con uno scenario decisamente diverso... non c'era neve. Oggi si è aggiunto a noi l'amico Antonio, e insieme, indossate fin da subito le ciaspole, ci incamminiamo seguendo la strada che conduce alla Stazione Bellavista, che in breve raggiungiamo. Il nome è quanto mai appropriato, visto che è sufficiente attraversare i binari e dirigersi verso una balconata per gustarsi uno splendido panorama sul Lago di Lugano e parte dell'arco alpino. Dopo esserci rifatti gli occhi, ripartiamo seguendo la traccia battuta che si snoda all'interno del bosco., dove il sole fa capolino tra le fronde degli alberi. Giunti ad una sella, di fronte a noi possiamo già intravvedere il lungo traverso che ci attende, ma la traccia è battuta, quindi... proseguiamo tranquilli e decisi quasi certi di non incontrare particolari difficoltà. E infatti... percorriamo un altro tratto di bosco, attraversiamo nuovamente i binari della ferrovia ed eccoci sul traverso, dove tutte le nostre preoccupazioni svaniscono. La neve oggi sembra proprio essere dalla nostra parte, abbondante e farinosa, ma purtroppo non solo lei... da nord sembra sopraggiungere una perturbazione... speriamo bene. Di positivo c'è che sole e nuvole creano singolari giochi di ombre e luci sulla vallata completamente imbiancata. Proseguiamo... percorriamo un altro tratto di bosco seguito da un altro traverso, all'apparenza meno ripido, ma... come ben si sa, spesso l'apparenza inganna. Ma la traccia è sempre ben battuta, quindi procediamo senza troppe difficoltà, sotto gli occhi vigili di un camoscio che dall'alto osserva tutte le nostre mosse. Mario oggi prova le sue ciaspole nuove, ma questi traversi lo mettono un po' di difficoltà, e così, decide di toglierle e indossare i ramponi. Chicca invece, ormai ultraesperta e collaudata su tutti i percorsi innevati, o quasi, procede talmente spedita che di tanto in tanto è costretta a fermarsi ed aspettarci. Cammina cammina, eccoci al termine del bosco, da dove finalmente riusciamo a vedere la nostra meta, e dove Chicca ci fa notare la presenza di un altro camoscio. Nel frattempo il cielo e la vallata hanno nuovamente cambiato aspetto... oggi è una giornata dai mille volti. Ora ci attende un tratto un po' rognosetto, che Antonio e Mario affrontano con estrema decisione, poi un ultimo traversone ed eccoci alle costruzioni in prossimità della stazione di arrivo del trenino. Qui la neve è davvero tanta... passiamo attraverso le case, ci soffermiamo qualche istante per riprendere fiato e a guardare all'orizzonte le Grigne, e infine ci apprestiamo ad affrontare l'ultimo tratto di salita che ci porterà dritti in vetta, ora ben visibile sopra di noi. Antonio, sentito odore di cima, mette il turbo e ci saluta... ma passo dopo passo anche noi guadagnamo la sommità (1701m). Lo spettacolo che si cela ai nostri occhi è davvero unico, ci lascia letteralmente senza parole, ma anche il Monte Baraghetto con le cime della Val Colla sullo sfondo e le Grigne non sono certo da meno. Poco dopo giungono in vetta anche Simone ed i suoi amici Loredana e Nigel, che seguono sempre le avventure di Mario attraverso il suo sito, dai quali ci facciamo scattare una foto ricordo, che contraccambiamo, e infine, visto che spira un leggero, ma gelido venticello, decidiamo di cominciare a scendere alla ricerca di un posticino dove consumare il nostro pranzo. Le case nei pressi della stazione offrono un ottimo riparo dal vento, oltre ad essere in posizione panoramica sulla vallata, e così... sosta pranzo. Più tardi le nuvole tornano a nascondere nuovamente il sole e le temperature precipitano... meglio prepararsi a scendere. Ripercorriamo gli stretti vicoli del piccolo borgo, poi giù diritti seguendo a ritroso il percorso di salita. Strada facendo il sole sembra farsi nuovamente spazio tra le nuvole, donandoci ancora un po' di tepore proprio nei pressi del traverso più rognosetto. Ora ritorniamo nel bosco dove tra le fronde degli alberi intravvediamo e riguardiamo con soddisfazione la cima raggiunta, poi ancora una serie di traversi e di passaggi nel bosco e infine rieccoci alla stazione Bellavista dove assistiamo al passaggio del trenino. Ancora pochi passi e siamo alla macchina. Lungo la strada del ritorno, in località Somazzo, ci soffermiamo a visitare una graziosa chiesetta. Al suo interno troviamo allestito un presepe con statuette di stoffa e polistirolo, un'occhiata all'altare e all'organo, poi ritorniamo all'auto e soddisfatti più che mai ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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