Val Mesolcina
Pass di Passit e Alp de Confin
Percorrere l'autostrada Svizzera fino a raggiungere San Bernardino, alpe Fracch, situata nei pressi degli impianti di risalita invernali, dove si posteggia. (1631m)

L'autunno, anche se in netto ritardo, è ormai alle porte, e di questo ce ne rendiamo subito conto al nostro arrivo a S. Bernardno, dove le temperature ben più basse di quelle a cui siamo ormai abituati e l'aria frizzantina, ci costringono ad indossare velocemente maglione e guanti. Nonostante questo, riteniamo che sia ancora troppo presto per avventurarci in quelle classiche gite autunnali, a quote basse, tra boschi di castagni, faggi, betulle e mille caldi colori, del resto le vallate stanno iniziando solo ora ad indossare le loro vesti autunnali. E così decidiamo di lasciare ancora in attesa il nostro programma autunnale, ed avventurarci, forse per l'ultima volta, a quote ancora relativamente alte, alla ricerca di ampi spazi aperti, vette da conquistare e panorami mozzafiato. Quote alte? A dir la verità, al nostro arrivo a S. Bernardino, ci ritroviamo immersi in una fitta nebbia che ci impedisce di vedere a poco più di un palmo dal naso! Fin dove arriveremo? Quale quota riusciremo a raggiungere? Ma soprattutto... riusciremo a veder qualcosa? Leggo sul volto di Flavia un pizzico di delusione, e sicuramente lei legge la stessa cosa sul mio, ma... le previsioni davano bel tempo nel pomeriggio, quindi... decidiamo di cominciare a salire e poi si vedrà.
Lasciata l'auto nel grande parcheggio degli impianti di risalita, ci incamminiamo seguendo la strada sterrata in direzione del lago d'Isola, per poi deviare a destra imboccando il sentiero ben segnalato per il Pass di Passit. L'aria umida e la fitta nebbia, rendono questo tratto di salita alquanto suggestivo, per certi versi addirittura piacevole. Gli abeti verdi, salendo di quota, lasciano ben presto il posto ai larici che già indossano la loro veste autunnale, e i loro aghi, ricoperti di goccioline di rugiada, si prestano molto bene per le nostre macro. In questo tratto di bosco, la passione per i funghi di Flavia, ci fa rallentare decisamente il passo, con scarsi risultati purtroppo (un bel risottino coi funghi per cena ci sarebbe stato davvero bene). Superato il Ri di Confin usciamo dal bosco, e ci troviamo letteralmente avvolti dalla nebbia... non si vede una cicca. Qualcosa nel bianco sembra muoversi, Gioy e Dasy si mostrano alquanto irrequieti, vorrebbero andare a vedere e a fatica riusciamo a tenerli a bada. Poco dopo ci accorgiamo che si tratta di una mandria di mucche scozzesi, rimaste al pascolo ad attendere l'inverno. Superiamo con un po' di fatica questo tratto, per via dei due pelosoni che legati al guinzaglio tirano come cento cani da slitta, e finalmente siamo al Pass di Passit (2082m).
Improvvisamente le nebbie si dissolvono ed ecco apparire un primo laghetto, subito seguito da un secondo poco più a valle. Decidiamo di recarci nei pressi di una cascina dove sostiamo ad attendere l'evolvere della situazione meteo e decidere cosa fare. A tratti sembra che il sole riesca a vincere le nuvole e fa la sua comparsa, ma poco dopo torna tutto bianco... che fare? Decidiamo di abbandonare l'idea di raggiungere una vetta, anche perchè nel frattempo si è fatto tardi... uno sguardo alla cartina e ai cartelli in loco, e studiamo un ipotetico giro ad anello passando per l'Alp de Confin.
Ritorniamo così al passo per poi deviare a sinistra ed iniziare a salire i versanti erbosi che scendono da I Rodont... il sentiero non sempre è presente, ma numerosi segni di vernice bianco-rossi, posti ad una decina di metri l'uno dall'altro, facilitano l'individuazione del percorso rendendo quasi impossibile perdersi e sbagliare. Poco più avanti giungiamo ad un bivio, dove decidiamo di continuare a salire in direzione dell'Alp de Confin, anche perchè nel frattempo le nuvole ci hanno quasi abbandonato, e ora il sole splende alto nel cielo azzurro. Attorno ai 2200m di quota sbuchiamo su un altipiano immenso dove scopriamo una serie di laghetti molto belli, ed avvistiamo lontani i piloni degli impianti di risalita. Guadagnata un'altura a quota 2290m, sopra i pascoli dell'Alp de Confin e al cospetto de I Rodont, del Piz de Mucia e de Confin, decidiamo di fermarci per la sosta pranzo. Sotto di noi un vero e proprio mare di nuvole, sopra.... splendide vette, tra cui il Piz Uccello, Cavriola, de La Lumbreida, più lontano il Piz di Pian e Ferrè., un vero e proprio spettacolo... e chi l'avrebbe mai detto.
La temperatura mite unita al miglioramento della situazione meteo, ci invogliano a rimanere a lungo ad ammirare questo spettacolo, e a giocherellare un po' coi nostri due amici a quattro zampe. Giunto il momento di rimetterci in cammino, scendiamo dall'altura che ci ha ospitato per riprendere il sentiero marcato, attraversando così i pascoli dell'Alp de Confin fino a guadagnare una casetta degli impianti di risalita. Qui proseguiamo sempre seguendo il sentiero e i segni di vernice, ora in discesa, fino a giungere a Confin Basso, dove ci ricongiungiamo con la strada che ci riporterà a valle. La discesa lungo questo tratto è alquanto ripida e sconnessa. seguiamo praticamente il percorso della pista da sci che da Confin Basso conduce a S. Bernardino, dove giungiamo in circa trenta minuti di cammino, stanchi, ma alquanto soddisfatti di questa splendida giornata.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore circa
10 km

Torna alla Home Page