Autostrada Svizzera direzione San Bernardino uscita per Lostallo, Cabbiolo, Soazza. Da qui si prosegue seguendo le indicazioni San Bernardino, Mesocco, fino a giungere a Soazza, dove si imbocca la carrozzabile per l'Alp de Bec, punto di partenza per questa escursione. (1514m)
Dopo le abbondanti piogge di sabato che ci hanno costretto a rinviare di un giorno i nostri programmi escursionistici, ecco che il sole fa nuovamente capolino in cielo, e noi subito pronti per sfruttare al meglio questa splendida giornata. In più oggi è il grande giorno, quello in cui il piccolo Gioy, accompagnato anche da Dasy, affronterà per la prima volta un vero e proprio percorso escursionistico. Giunti all'Alp de Bec, posteggiamo l'auto prima della sbarra, indossiamo scarponi e zaino, e via che si parte verso la nostra meta. Pochi passi e siamo all'ingresso dell'alpe, dove tutto tace, solo una solitaria mucca si gode la frescura e i primi raggi di sole mattutini. Troviamo subito una palina con dei cartelli segnavie, quindi, abbandonata la strada, iniziamo ad inerpicarci su per il sentiero. Il primo tratto risale i pascoli dell'alpe, poi un breve tratto di bosco, ed eccoci in vista di un altro agglomerato di baite, quotato sulle Carte Nazionali, ma senza nome... supponiamo possa essere l'Alp de Bec Desora. Anche qui tutto tace, a terra i segni evidenti della presenza di mucche nei giorni scorsi, ma probabilmente ora saranno già ritornate in valle... come si suol dire, la vacanza estiva è finita anche per loro. Bene... noi proseguiamo sempre seguendo il sentiero, di fronte a noi è già ben visibile la nostra prima meta, il Pass de Buffalora, che pare sia stato chiamato così per via del forte vento che lo flagella... speriamo non oggi! Siamo in zona di pascolo, e in questo tratto bisogna fare un po' di attenzione nel seguire più i segni di vernice bianco-rossi che le tracce a terra, che spesso vanno a confondersi coi passaggi degli animali per poi perdersi in qualche verde radura... ma noi oggi siamo accompagnati da due guide dal fiuto infallibile (beh... si fa per dire), una già esperta (Dasy), l'altra aspirante provetto (Gioy) che pur essendo alle "prime armi" si destreggia alla grande (a mio avviso, se continua così, diventerà un provetto cane alpinista). Ci attende ancora un tratto di bosco, dove il sentiero diventa decisamente più visibile, grazie anche ai segni di vernice dipinti sugli alberi. Guadiamo diversi ruscelli e piccoli rigagnoli, non si può certo dire che l'acqua in questa zona manchi. I larici, che calorosamente ci abbracciano, si stanno preparando alla stagione autunnale, lo si intuisce dai colori dei loro aghi, che da verde intenso stanno pian piano ingiallendo rendendo l'ambiente particolarmente suggestivo e fiabesco. Dopo il bosco siamo di nuovo all'aperto tra verdi prati, anch'essi ormai tendenti al giallo. Il Pass de Buffalora ora ci appare più vicino, ma c'è ancora un po' di strada da fare, e così optiamo per una sosta anche per far riposare i cani. Piccolo spuntino e via che si riparte, e in men che non si dica eccoci al passo (2261m), da dove si ha una splendida veduta sul Piz Giümela e sul Piz di Strega. A questo punto si cambia valle, ora si passa in Calanca, e due sono le opportunità che ci si presentano: la prima... scendere di 200m circa fino a raggiungere la Capanna Buffalora, per poi risalire all'Alp de Calvaresc Desora e quindi all'omonimo laghetto; la seconda... con un sentiero che rimane più o meno in quota, raggiungere direttamente l'Alp de Calvaresc Desora e poi il lago. Dopo aver fatto quattro veloci conti sui tempi di percorrenza, optiamo per la seconda opportunità. Il sentiero dapprima perde quota dolcemente per poi spianare fino a raggiungere un passaggio su roccia attrezzato con catene. Niente di particolarmente complicato, ma con due cani a seguito, la cosa non è certo entusiasmante e divertente. Per fortuna esiste un sentiero alternativo, che però ci costringe a perdere ancora un po' di quota, per poi riguadagnarla dopo aver raggirato i costoni rocciosi dal basso. Vabbè... poco male... una volta riguadagnato il sentiero alto, ci attende ancora un piccolo passaggio attrezzato, questa volta senza vie alternative, ma sufficientemente agevole per far passare anche Gioy e Dasy.
Da qui in poi sarà tutto un susseguirsi di su e giù e attraversamenti di piccole vallette, dove, in una di queste, notiamo quattro camosci che fuggono via velocissimi, talmente veloci che riesco a mala pena a fotografarne uno. Poco male... perchè qualche secondo dopo sopraggiunge un numeroso branco, alcuni sono giovani, non hanno ancora le corna, altri un po' più anziani. Questa volta non ce li lasciamo sfuggire e come al solito i click non si contano. Soddisfatti di questa splendida visione, ci rimettiamo in cammino, e dopo circa mezz'oretta, finalmente siamo all'Alp de Calvaresc Desora, anch'essa deserta. Da qui in poi risaliamo di un'ottantina di metri circa fino a giungere sulle rive del Lagh de Calvaresc (2214m).
Al nostro arrivo, nei prati attorno al lago, alcune marmotte fischiano e fuggono veloci verso la loro tana, più sopra alcune capre brucano l'erba, noi invece andiamo a prender posto su un grosso masso in riva al lago e... si mangia. Dopo pranzo decidiamo di salire di qualche metro per poter ammirare il laghetto dall'alto... ci portiamo così nei pressi di una bocchetta quotata 2269m, ma senza nome, e... sorpresa! Il lago ha un'evidente forma di cuore... spettacolare. Rimaniamo una mezz'oretta in bocchetta per ammirare questo splendido scenario dall'alto, poi una foto ricordo e torniamo giù sulle rive del lago dove ci mettiamo comodi a crogiolare un po' al sole. Poi purtroppo il tempo passa veloce, la via del rientro è ancora lunga, quindi, anche se molto a malincuore, ci rimettiamo in cammino.
Tornati all'Alp de Calvaresc Desora, ripercorriamo a ritroso un tratto del sentiero di salita fino ad un bivio segnalato per la Capanna Buffalora. Decidiamo, convinti anche che il sentiero sia più rapido e con meno su e giù, di seguirlo per visitare la capanna. Sul sentiero c'è poco da dire, è una sorta di fotocopia di quello alto, comunque sia, direi che vale la pena di percorrerlo, e finalmente, dopo un'oretta circa dal bivio, siamo in capanna (2078m). L'accoglienza dei gestori, seppur parlino poco l'italiano, è di quelle da dieci e lode, tant'è che decidiamo di fermarci una mezz'oretta per parlare un po' con loro e berci una fresca bibita dissetante. Dopo una foto ricordo all'esterno della capanna, salutiamo i gestori e riprendiamo il nostro cammino, ora in salita... dobbiamo guadagnare circa 200m per tornare al Pass de Buffalora.
Ora il sentiero si fa più ripido e c'è anche un tratto di pietraia dove per fortuna Gioy e Dasy riescono a destreggiarsi alla grande, la fatica nelle gambe comincia a farsi sentire, ma tutto sommato in mezz'oretta circa siamo al passo, dove effettuiamo l'ultima sosta della giornata. Da qui in poi iniziamo a ridiscendere la val Mesolcina ricalpestando fedelmente i nostri passi, fino a tornare all'Alp de Bec dove abbiamo lasciato l'auto, quando ormai gli ultimi raggi di sole tingono di rosso le vette circostanti.
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