Autostrada Svizzera direzione San Bernardino uscita Bellinzona Nord. Da qui proseguire seguendo le indicazioni per Lumino fino a giungere a S. Vittore, dove, all'inizio del paese, si svolta a sinistra per Giova. La strada è percorribile senza permessi fino a poco prima di Prepiantò, a quota 1380m, dove si trova un ampio parcheggio sterrato.
Altra giornata autunnale con cielo azzurro e limpido, e così decidiamo di sfruttarla per collezionare un'altra cima, anzi due. In realtà Flavia in passato è già stata sul Piz de Molinera, ma visto che non vi è mai salita dalla val Mesolcina, optiamo per un classico giro ad anello che tocca la cima del Piz Martum, quella del Molinera e la capanna Brogoldone, con partenza da Prepiantò, che raggiungiamo grazie alla strada asfaltata di recente costruzione e per ora percorribile senza permessi, fino a quota 1380m.
La giornata ci appare fin da subito splendida, ma anche freddina, d'altra parte abbiamo già superato la metà di novembre, quindi... ci può stare benissimo. Svolti i preparativi coi soliti due pelosoni superagitati che giocano a rincorrersi e a ficcare il naso in ogni buco, iniziamo a salire seguendo le indicazioni per Prepiantò, che raggiungiamo in circa dieci minuti. Qui una panca in legno invita i passanti a sedersi per contemplare l'ambiente attorno, e a dir la verità verrebbe quasi voglia di fermarsi qua, ma chi glielo spiega a quei due scatenati di Gioy e Dasy? E così procediamo costeggiando le cascine che compongono la località, per poi salire rapidamente nel bosco fino ad incrociare nuovamente la strada nei pressi di un bacino che dovrebbe servire come riserva d'acqua in caso di incendio. Seguiamo brevemente la strada fino a trovare il cartello segnavia che indica Capanna Brogoldone. Ci inoltriamo così nuovamente nel fitto bosco di abeti, mentre il sentiero comincia ad impennarsi, lasciandoci intuire fin da subito che la salita probabilmente non sarà molto lunga, in fatto di chilometri, ma di sicuro sarà bella ripida.
Dopo circa un'oretta di cammino nel fitto bosco, perveniamo al "Er del Bastardell", una sorta di pianoro con bella vista sulla vallata, con tanto di panca di legno dove potersi sedere ed ammirare il paesaggio. Breve sosta e poi via di nuovo nel fitto bosco, fino ad incontrare, poco prima dell'alp de Martum, le indicazioni per il Piz de Molinera. Lasciamo così il sentiero principale per iniziare ad inerpicarci lungo le pendici del Piz Martum... il sentiero è marcato bianco-blu, quindi è presumibilmente un sentiero alpino impegnativo, ma in realtà, al di là della pendenza che in alcuni punti è davvero notevole, per il resto non presenta nessuna difficoltà e neppure tratti esposti o a strapiombo. Usciti dal bosco finalmente riusciamo a gustarci la bella vista sulla vallata sottostante, fino a giungere in vetta (2039m) dove, con un pizzico di sorpresa, visto che sulle carte nazionali in nostro possesso la cima non è neppure nominata, troviamo un omone di pietra e una gamella con dentro il libro.
Qui sostiamo giusto il tempo di un veloce spuntino (meglio forse chiamarlo aperitivo), di una foto ricordo e di una firma sul libro di vetta, dove con piacere leggiamo il messaggio lasciato dai nostri amici di girovagando in data 23 ottobre 2011 che hanno compiuto il nostro stesso giro. Proseguiamo, la nostra seconda meta è già ben visibile di fronte a noi, ci separa solamente una lunga cresta che ci accingiamo a percorrere. Dopo un tratto in leggera discesa, riprendiamo a salire, prima dolcemente, poi di nuovo ecco che il sentiero si impenna fino a portarci nei pressi di una placconata che raggiriamo sulla sinistra, giusto per non mettere in difficoltà Gioy e Dasy, ed infine sempre più in alto, tra tracce d'erba e qualche grossa pietra, fino a sbucare sull'ultimo tratto di cresta pianeggiante che precede la vetta (2288m).
Siamo arrivati, il panorama che si gode da quassù è davvero stupendo, anche se purtroppo le foschie della valle si sono già alzate e il cielo non è più così limpido, ma di sicuro è azzurro quanto basta per rifarsi gli occhi con le tante cime conosciute, e non, che ci circondano. Purtroppo l'ariettina gelida ci costringere ad abbreviare la nostra permanenza qui, e così, dopo aver mangiato ed esserci riposati, scattiamo una movimentata foto di vetta (movimentata per via di Dasy e Gioy che oggi proprio di mettersi in posa non ne volevano sapere) e poi via che iniziamo a scendere seguendo la cresta opposta a quella di salita, per poi deviare a sinistra e raggiungere per prati, più o meno ripidi, la capanna Brogoldone (1904m).
Dopo una sosta per riposarci un poco e visitarne l'interno, riprendiamo il nostro cammino seguendo le indicazioni per l'alpe de Martum, che raggiungiamo dopo aver percorso un bel traverso raggirando la cima dell'omonimo pizzo. Qui sorge un piccolo rifugio, rustico, ma accogliente e con tutti i generi di conforto necessari per potervi trascorrere la notte e prepararsi qualcosa di caldo. A questo punto non ci resta che percorrere pochi metri fino ad rincrociare la traccia seguita in salita, e dopo essere ripassati per Er del Bastardell, ci rituffiamo nel fitto e ripido bosco, che grazie alla sua ripidità, ci consente di scendere di quasi 500m in meno di quaranta minuti, raggiungendo così prima Prepiantò ed infine il parcheggio dove l'auto è rimasta ad attenderci. Soddisfatti, ci rimettiamo in viaggio verso casa gustandoci uno splendido tramonto.
|
|
|