Autostrada Svizzera direzione San Bernardino. Passato Bellinzona proseguire fino a Roveredo dove si abbandona l'autostrada e si prosegue seguendo le indicazioni per Cama. Giunti in paese, imboccare una stradina a destra per la val Cama, segnalata solo da un piccolo cartello; superato il ponte sulla Moesa e sull'autostrada, si giunge a Ogreda, dove nei pressi di una fontana vi è uno spiazzo dove è possibile lasciare l'auto. (359m)
Oggi, io e Flavia, abbiam deciso di andare a ficcare il naso in una valle a noi completamente sconosciuta, per l'esattezza la val Cama. Numerose relazioni trovate un po' qua e un po' là in rete e sui libri in nostro possesso, descrivono la salita al lago di Cama come un'escursione molto bella, paesaggisticamente fantastica, in una valle ancora alquanto selvaggia, e così eccoci qui, pronti per la nostra avventura. Lasciata l'auto a Ogreda, frazione di Cama, iniziamo a salire imboccando il sentiero in prossimità della fontana del paese. Il cielo per ora è grigio e carico di nuvole, ma in lontananza si intravedono ampi sprazzi di azzurro, il che ci fa ben sperare e partire fiduciosi ed entusiasti.
Dopo una decina di minuti di cammino sbuchiamo fuori su verdi prati in prossimità di una cappella, poi di nuovo nel bosco di faggi, castagni e betulle. Avevamo letto che il primo tratto di sentiero è piuttosto ripido e faticoso, beh... a nostro avviso nemmeno poi tanto. Il percorso risale effettivamente il ripido versante boschivo della montagna, ma grazie ai continui zig-zag si riesce a salire con un buon ritmo (quasi 500m di dislivello in un'ora) e senza troppe soste per riprendere fiato o per rilassare i muscoli delle gambe. Lungo il tragitto si incontrano svariati cartelli che, in dialetto locale, richiamano e spiegano il significato di questi luoghi, e inoltre, non mancano punti panoramici sulla vallata.
Dopo circa un'oretta di buon cammino, ecco comparire all'improvviso i Monti di Provesc dove una fontana ci permette di dissetarci e rinfrescarci. Comincia a far caldo e ora il sole splende alto in cielo, ma per fortuna il tratto più ripido è finito. Da Provesc proseguiamo ancora leggermente in salita sempre immersi nello splendido bosco, l'ambiente che ci circonda è davvero stupendo, incontriamo le prime fioriture di viole, crocus e anemoni... sono le prime della stagione, e ne siamo letteralmente entusiasti.
Ora il sentiero spiana, in alcuni punti addirittura perde leggermente quota; in località Promegn ci imbattiamo in un passaggio alquanto suggestivo, due enormi massi erratici chiamati "Sass de la Vegia" che formano una sorta di tunnel naturale. Qui sostiamo qualche minuto per sgranocchiare qualcosa e per riprendere un po' di fiato... a occhio e croce saremo poco oltre metà percorso, il dislivello maggiore è fatto, ma non sappiamo che ad attenderci ci sarà una sorpresa non del tutto gradita. Riprendiamo il nostro cammino, ora il paesaggio cambia radicalmente, faggi e castagni cedono il posto agli abeti... il bosco diventa fiabesco e a tenerci compagnia il fragore delle acque del Rià de val Cama.
Cammina cammina arriviamo all'alpe di Besarden, e... sorpresa! Ora ci tocca calpestare neve. Ovviamente non siamo attrezzati, le ciaspole le abbiamo lasciate a casa, già pulite e messe a riposare sullo scaffale del ripostiglio in attesa della prossima stagione invernale, quindi... non ci resta che procedere cercando di individuare il percorso migliore dove si sprofonda meno e sfruttare il più possibile i tratti sgombri da neve. Superata l'alpe perveniamo a Tambò, un bel pianoro verde dove nei prati primeggiano una quantità indefinita di crocus, poi ancora nel bosco e poco dopo eccoci a combattere con un grosso accumulo di valanga che riusciamo ad attraversare senza grosse difficoltà.
Ora non ci resta che percorrere l'ultimo tratto di bosco sempre cercando di individuare i passaggi migliori e sgombri da neve, o quasi, e... cammina cammina, ecco d'improvviso comparire di fronte a noi la Capanna Miralago... siamo arrivati (1265m) Altra sorpresa... la superficie del lago è completamente ghiacciata, e questo ci delude un pochino... e noi che speravamo di vederlo contornato da prati verdi e di vedere le imponenti vette che lo circondano rispecchiarsi nelle sue limpide acque, e invece.... nulla di tutto ciò. Poco male dai... l'ambiente è favoloso, la temperatura gradevole, e in più oggi siamo gli unici ad essere saliti fin quassù... nessun rumore, nessuno che chiacchiera.... è tutto per noi!
Scattiamo una serie di foto per poi andare a prendere posto in riva al lago e finalmente si mangia. Dopo pranzo gironzoliamo un po' qua e un po' là sulle rive del lago, andiamo a visitare l'Alp del Lago e alla ricerca di scorci e dettagli da fotografare, poi un po' di sano relax e infine, dopo che le nuvole hanno nuovamente nascosto il sole facendo calare le temperature, decidiamo che è ora di scendere.
Riprendiamo il nostro cammino ricalpestando fedelmente le nostre orme, e ripassando per Tambò, Besarden e il Sass de la Vegia, facciamo ritorno a Provesc, dove sostiamo per un piccolo spuntino e per goderci gli ultimi raggi di sole che nel frattempo, dopo una dura lotta con le nuvole grigie, è tornato a splendere alto e caldo in cielo. Al termine di una lunga e piacevole sosta, a malincuore, riprendiamo il nostro cammino verso valle... ora ci attende il tratto più ripido che affrontiamo con decisione, e così, in men che non si dica, siamo di ritorno alla macchina, un po' stanchi, ma decisamente soddisfatti di questa nuova e splendida prima uscita primaverile, in un luogo che merita davvero di essere visitato!