Valle di Gnosca
Cima d'Aspra
Dall'uscita autostradale di Bellinzona Nord si seguono le indicazioni per Gorduno e successivamente per Biasca e Gnosca, fino a giungere in centro al paese, dove si prosegue seguendo la strada principale per poi deviare a sinistra per Mondella. Qualche centinaia di metri più avanti una sbarra automatica vieta e limita il passaggio ai soli autorizzati. Per poter transitare in questo tratto, che consente di arrivare in auto fino a Mondella (quota 941m) è necessario procurarsi il gettone recandosi nei giorni feriali, escluso il sabato, al comune di Gnosca. (costo 10 CHF)

Era da un po' che io e Flavia avevamo posato gli occhi su questa cima... aspettavamo solo il momento giusto, ossia l'arrivo della primavera e lo scioglimento delle nevi, e finalmente questo momento è arrivato. Dopo esserci muniti di gettone, saliamo in auto fino al termine della strada, a Mondella, dove ampi spazi consentono di posteggiare l'auto. Il sentiero parte proprio al termine della strada, e in breve conduce alle baite di Mondella, dove paline e cartelli indicano le varie opportunità di salita. Noi seguiamo quelle per la cima d'Aspra, e in breve ci troviamo a transitare per i monti degli Stroppini, dove tutto è ben tenuto e conservato. Qui troviamo altri cartelli, proseguiamo sempre verso la nostra meta e di lì a poco ci troviamo ad attraversare ampi pratoni e nuclei di baite, che stando alle Carte Nazionali Svizzere corrispondono a Piotella, mentre invece i cartelli in loco indicano come Nàseri.... boh! Comunque sia il posto è davvero favoloso, verrebbe quasi voglia di fermarsi qui, anche perchè il cielo è di un grigio-azzurro indecifrabile e una densa foschia nasconde la valle e le lontane vette. Ma non sia mai che ci si arrende per così poco, e quindi... via che si prosegue sempre seguendo le chiare indicazioni.
Il sentiero conduce ad un nucleo superiore di baite per poi inoltrarsi nel bosco fino a scomparire. Eccoci... avevamo letto giusto un paio di relazioni su internet, le sole che siamo riusciti a reperire, ed entrambe parlavano chiaro: sentieri segnati fino a Nàseri, poi... tracce più o meno evidenti e nessun segnale. Per fortuna il GPS ci è amico, e così, tagliando su dritti per i prati arriviamo a calpestare un'esile traccia, che ha veramente poco del sentiero, ma... a quanto pare è proprio lui. Dopo esser passati in mezzo a verdi ginestre che si preparano alla fioritura, ci infiliamo nel bosco.. qui la traccia diventa più evidente, e così riusciamo a proseguire più spediti, ma senza mai distrarsi troppo e tenendo costantemente d'occhio il GPS. Il percorso sale ripido e di tanto in tanto occorre fermarsi un attimo per riprendere fiato, poi, cammina cammina, passiamo a fianco di alcuni ruderi e poco dopo perveniamo ad una fontana, purtroppo chiusa. La sua presenza però, è un'ulteriore prova che siamo sul percorso giusto... meno male!
Proseguiamo ora in un tratto più aperto tra betulle e felci secche, la traccia per ora è ancora ben evidente, poi di nuovo nel bosco fitto tra abeti e faggi, alcuni davvero giganteschi, e sempre cercando di non sbagliare e perdere di vista l'esile sentiero, guadagnamo quota. L'errore però prima o poi doveva pur arrivare... saltiamo una deviazione praticamente quasi invisibile, e anzichè mantenerci a sinistra proseguiamo diritti lungo una traccia che dove porti non ne abbiamo proprio idea. Fortunatamente ci rendiamo conto quasi subito di aver sbagliato, e così, GPS alla mano, iniziamo ad inerpicarci lungo i ripidi pendii boschivi cercando di riagganciarci al sentiero giusto senza tornare indietro. Diciamo pure che la salita in questo tratto non è stata tra le più agevoli, ma l'importante è che alla fine siam riusciti a ritrovare la giusta via senza perdere troppo tempo. Ripreso il sentiero in breve sbuchiamo sui prati dell'alpe Sessaldora, dove sorgono una grossa stalla e una baita.
La fatica della salita comincia a farsi sentire un po', e così optiamo per una sosta sia rigeneratrice che mangereccia, poi, il tempo di qualche foto ai larici in fiore, e via di nuovo seguendo ora il sentiero decisamente più evidente. Risaliamo così una sorta di ampia cresta tra prati verdi, larici e abeti fino a pervenire all'alpe d'Aspra. La nostra meta ora è proprio sopra la nostra testa, vicinissima, poco più di 80 metri ci separano da lei, ma prima di affrontare l'ultimo tratto di salita, ci fermiamo qualche minuto per visitare l'alpe e tirare il fiato. Purtroppo il cielo è ancora grigio-azzurro, e la foschia la fa da padrona, ma sembra che pian piano la situazione vada migliorando. Ripresi gli zaini decidiamo di tralasciare il sentiero ufficiale (se così si può chiamare) per la vetta, e di salire liberamente per direttissima. La pendenza qui è notevole, ma si sale senza grossi problemi, e in circa 10 minuti tocchiamo la croce (1848m).
Purtroppo la foschia limita notevolmente la visuale, ma intuiamo che il panorama da questa vetta dev'essere veramente notevole. Beh.. intanto in cima ci siamo arrivati, mezzogiorno è scoccato quindi... tanto vale pranzare e aspettare, chissà! E in effetti la nostra perseveranza alla fine verrà premiata, almeno in parte; più tardi le nuvole cominciano a diradarsi e la foschia pure, e così, prima di rimetterci in cammino verso valle, riusciamo a gustarci qualche fetta di panorama in più :-).
Per la discesa decidiamo di non lanciarci giù a capofitto, ma di seguire il sentiero che conduce prima ad una bocchetta, e poi con un traverso ci riporta all'alpe d'Aspra, dove baciati dal sole e al riparo dal vento, sostiamo qualche minuto per gustarci ancora un po' il panorama e scattare una foto ricordo (oggi quella di vetta ce la siamo proprio dimenticata). Da qui poi, seguendo fedelmente il sentiero di salita, torniamo all'alpe Sessaldora, per poi infilarci nel fitto bosco e stando ben attenti a non perdere il sentiero, iniziamo la discesa verso Nàseri. Ritorniamo così al punto in cui abbiamo commesso l'errore... in effetti la deviazione che noi abbiamo mancato è davvero poco evidente, l'unico punto di riferimento, visto che la segnaletica è inesistente, è una canna dell'acqua che scende a valle... non bisogna scavalcarla, ma in prossimità di essa svoltare a sinistra.
Da qui in poi il percorso è ormai conosciuto e così in breve torniamo ai ruderi sopra Nàseri, dove nei pressi della fontana ci sediamo e riposiamo un po'. Nel bel mezzo del silenzio Flavia nota qualcosa muoversi tra gli alberi... sono una coppia di cervi, che velocemente scendono verso valle. Purtroppo il fitto bosco e la velocità con cui si muovono ci impediscono di gustarci questa inaspettata visione, che durerà solo qualche frazione di secondo, giusto il tempo di scattare una misera foto, ma la felicità è comunque tanta.
Ora non ci resta che scendere nuovamente a Nàseri e recarci nei pressi della cappella che sorge a Piotella, dove effettuiamo l'ultima sosta prima di rimetterci in cammino e tornare soddisfatti alla nostra auto.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
3 ore e 45 minuti circa
8 km

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