Surselva
Lai Blau
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e proseguire fino a giungere al Passo del Lucomagno, dove si prosegue superando il tunnel che costeggia il lago, fino ad arrivare in prossimità della diga. E' possibile lasciare la macchina in un piccolo piazzale sulla sinistra scendendo verso la diga. (1917m)

Dopo le ultime due uscite col sole, speravamo che finalmente questa stagione estiva fosse arrivata, e invece... eccoci nuovamente alle prese con tempo incerto e possibili rovesci pomeridiani. Messi da parte per l'ennesima volta gli itinerari lunghi, o ad alta quota, non ci resta che rovistare nel calderone e cercare di tirar fuori un'ennesima gita di ripiego, cercando di scegliere una meta bella, con sentiero comodo e a quote relativamente basse. Ci portiamo così nella zona del Passo del Lucomagno, e dopo aver posteggiato l'auto nei pressi della diga del lago di Santa Maria, indossiamo scarponi e zaini e via che ci avviamo attraversandola e portandoci sulla riva opposta. Da qui ci manteniamo a sinistra seguendo la strada sterrata... molte nuvole basse ricoprono le cime ticinesi, mentre quelle della Surselva sembrano godere di qualche sprazzo di ciel sereno in più... chissà come evolverà la giornata!? Intanto, mentre il sole cerca di farsi spazio tra le nubi che avvolgono la cima dello Scopi e quella del Miez, e riuscire finalmente a metter fuori la testa, noi, infreddoliti dalle basse temperature e dal gelido venticello che spira, continuiamo imperterriti nella nostra impresa. Al contrario, Gioy e Dasy sembrano trovarsi a proprio agio con questa situazione, e non fanno altro che correre qua e là, giocherellare e assaporare col loro tartufo tutti gli odori che riescono a captare.
In breve arriviamo al termine della strada in prossimità della foce dell'Aua dalla Val, dove alcuni cartelli indicano la direzione da tenere per raggiungere la meta prefissata. Iniziamo così a risalire la val Rondadura che oggi pare offrirci uno scenario alquanto suggestivo e particolare, probabilmente dettato dal fatto che è tutto un susseguirsi di nuvoloni bassi e qualche breve schiarita. Giunti all'alp Rondadura, a quota 2216m, dove non vi è assolutamente nulla se non un ampio prato dove probabilmente nelle stagioni estive (quelle vere, non come quella di quest'anno), pascoleranno capre o mucche (non oggi), ci fermiamo qualche minuto giusto il tempo di studiare la situazione e sgranocchiare qualche snack.
Ripreso il cammino, guadiamo due torrenti e poi, sempre seguendo il sentiero marcato, ci spostiamo sulla destra fino a giungere ad un pianoro... ormai manca poco. Lo attraversiamo, ancora un poco di salita, ed eccoci sulle rive del Lai Blau (2409m). Purtroppo, complice la grigia giornata, le sue acque anzichè apparire blu (come dice il nome stesso), assumono una colorazione grigiastra, ma nonostante questo, siamo contenti e soddisfatti. Mentre Dasy e Gioy scorazzano sulle rive spruzzando acqua da tutte le parti, io e Flavia ci spostiamo verso il fondo del lago per poterlo apprezzare meglio, poi, trovato un posticino comodo, sfamiamo i pelosi e pure noi.
Il tempo purtroppo non sembra proprio voler migliorare, del resto poi le previsioni meteo davano peggioramenti nel pomeriggio, quindi... meglio rimetterci in cammino. Sulle Carte Nazionali sono riportati ben quattro laghetti poco più a sud-est rispetto al Lai Blau, senza nome e senza indicazione di sentiero, e così, già che siamo in zona e che il tempo sembra reggere, decidiamo di andare a vederli. Il percorso per raggiungerli è intuitivo, e in più qualcuno ha posizionato qualche ometto qua e là che basta seguire, e in circa 15 minuti ci si ritrova su un'altura dalla quale si vedono, splendi e di un colore verde-azzurro, i primi due (2442m). Dopo esserceli gustati dall'alto, scendiamo sulle rive del primo, che presenta anche una sorta di penisola colma di eriofori... stupenda visione. Ci spostiamo poi verso il secondo, che ammiriamo solo dall'alto essendo racchiuso in una conca di grosse pietre e quindi difficilmente raggiungibile coi cani. Poco più in là, sempre seguendo la dorsale erbosa che separa la val Rondadura dalla conca che ospita i quattro laghetti, troviamo il terzo, sicuramente il più grande e il più azzurro di tutti, anche se col cielo grigio è tutto piuttosto spento. E infine il quarto, spostato di poco verso il versante sassoso del Piz della Val, molto piccolo che, messo a confronto con gli altri fratelli, assume più le sembianze di una pozza che di un vero e proprio laghetto.
Uno spiraglio di cielo azzurro compare all'orizzonte, e così decidiamo di provare a sostare un po' su un'altura sopra il terzo laghetto e attendere... chissà, magari qualcuno da lassù premierà la nostra perseveranza. E neanche a farlo apposta... ecco che avviene l'esatto contrario di quel che le previsioni meteo avevano annunciato. Anzichè peggiorare e piovere, d'improvviso il vento comincia a placarsi e il cielo a diventare sempre più azzurro, consentendoci così di gustarci pienamente il panorama e gli splendidi riflessi e colori delle acque del terzo laghetto.
Visto il protrarsi di questa situazione a nostro favore, anzichè scendere per direttissima verso l'alpe Rondadura, decidiamo di ripercorre e ritroso il sentiero di salita, rivisitando così tutti gli altri laghetti e scoprendoli ancor più belli e splendidi di come eravamo riusciti ad immaginarli. Secondo il nostro modesto parere, tralasciando l'ultimo di questi quattro laghetti che è più una pozza, gli altri tre meritano di essere visti molto più del Lai Blau, ed è un peccato che siano solo riportati sulle C.N., ma che non abbiano un nome e che non vi si trovi nessuna indicazione di sentiero che conduca a loro. Ma ovviamente questo è solo il nostro parere, e forse con le condizioni meteo giuste il Lai Blau ha tutt'altro aspetto e merita molto più di questi. Comunque sia, il consiglio che diamo è... se vi trovate in zona, spendete mezz'oretta di tempo e andate a vederli, non rimarrete sicuramente delusi.
Dopo aver rivisto dall'alto anche il Lai Blau, scendiamo per direttissima fino a ricongiungerci col sentiero percorso in mattinata, e da qui ritorniamo prima sulle rive del lago di Santa Maria e infine alla diga dove abbiamo posteggiato l'auto. Che dire!? Oggi, nonostante le previsioni avverse, siamo stati davvero fortunati e forse qualcuno ha voluto anche premiarci!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti + 30 minuti
3 ore e 30 minuti circa
10 km

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