Surselva
Kistenstöckli o Muot da Rubi
Autostrada per il San Gottardo uscita Biasca, indi arrivare fino ad Olivone e proseguire fino a giungere al Passo del Lucomagno, scendere sul versante grigionese fino ad arrivare a Brigels/Breil, indi seguire le indicazioni per Alp Quader (1906m), dove si giunge tramite una stradina stretta, ma completamente asfaltata.

Le previsioni meteo favorevoli per questo week-end e la nostra sete di avventura, hanno convinto me e Flavia a spingerci in una valle a noi completamente sconosciuta, per salire su una vetta che da tempo, guardando le foto sul web, attirava la nostra attenzione, sia per la posizione geografica, sia per la forma alquanto particolare. Giunti all'Alp Quader, parcheggiamo in uno spiazzo a lato della strada, la giornata è splendidamente splendida (scusate il gioco di parole, ma... quando ci vuole ci vuole), il cielo è azzurrissimo, il sole è già alto in cielo, e la temperatura direi ideale, di quelle che non ti fa sentire nè freddo, nè caldo. Attorno a noi una mandria di mucche pascola rumorosamente e si prepara a lasciare l'alpe per scendere in valle, è finito per loro il tempo delle vacanze, si torna a casa in stalla :-).
Bando alle ciance, iniziamo a salire seguendo il sentiero ben segnalato per la Bifertenhütte, che in un primo momento attraversa i verdi pascoli dell'alpe dove le mucche si sono già tutte radunate pronte per il rientro e ci sbarrano la strada. Alcune di loro sono gentili e si spostano aprendo una varco per consentirci di passare, altre invece si mostrano un po' più agitate e pare facciano una sorta di "testa a testa" per vedere chi è la più forte.. comunque sia riusciamo a passare senza prenderci qualche incornata o codata. Da qui in poi il sentiero sale dolcemente attraversando distese di prati verdi immensi, pascoli d'estate, piste da sci d'inverno. L'ambiente attorno è spettacolare, in cielo solo qualche nuvola di calore, che sappiamo bene si dissolverà col passare delle ore... e dopo una mezz'oretta di cammino ecco comparire di fronte a noi la nostra meta, con la sua forma alquanto particolare... sembra un gigantesco roccione appoggiato su un mucchio di terra. Certo... ora il Kistenstöckli è di fronte a noi, e ne siamo ben felici, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto di quanta strada dovremo fare per portarci ai suoi piedi. Vabbè... poco male, per fortuna si sale dolcemente e così, tra una chiacchiera e l'altra, una foto e un filmato, perveniamo a Rubi Sura, dove sorge una baita e dove incrociamo il sentiero che sale da Brigels.
Dopo aver curiosato un po' nei dintorni, riprendiamo a salire, ora la Bifertenhütte è di fronte a noi, su un altopiano ai piedi della nostra meta, visibilmente vicina, ma... ancora ben lontana. Da qui il sentiero cambia un po' la pendenza, ora si comincia a guadagnare quota più velocemente, del resto, dopo un'ora e un quarto di cammino, siam saliti di soli 250m e ce ne mancano ancora 300 per arrivare alla capanna. L'ambiente ora si fa più montano, i verdi prati cominciano a lasciare il posto a piccole pietre... poco più avanti giungiamo ad un bivio: dritti si va verso il Kistenpass, a sinistra verso la Bifertenhütte, nostra prima meta. Dopo esserci alzati ancora leggermente di quota, guadiamo un piccolo torrente ed entriamo in un immenso pianoro al centro del quale sorge la capanna, che in breve raggiungiamo (2482m). E' quasi mezzogiorno, all'esterno della capanna ci sono dei tavoli già occupati da diverse persone che attendono il pranzo, noi invece preferiamo spostarci di qualche metro, al riparo dal venticello che nel frattempo ha cominciato a soffiare, e consumare un frugale spuntino prima di affrontare il tratto più ripido ed impegnativo.
E ora ci siamo... la nostra meta è proprio sopra le nostre teste, imponente e alquanto suggestiva, non resta che salirvi sopra. Proseguiamo seguendo il sentiero ancora per un tratto pianeggiante portandoci sul lato sinistro della montagna, ma pochi passi e siamo nuovamente fermi... un numeroso branco di giovani stambecchi sta pascolando a pochi metri dal sentiero, e uno spettacolo così io e Flavia non ce lo lasciamo certo sfuggire. Un click, un filmato, poi ancora un click, e intanto il tempo passa, ma quando si ha la possibilità di osservare in tutta tranquillità animali selvatici da vicino, l'orologio si finisce per non guardarlo più. Alla fine però il dovere ci richiama, e così salutiamo i nostri amici e riprendiamo a salire. Ora si che le pendenze aumentano, il sentiero sale, non dico verticale, ma poco ci manca, il fiato si accorcia, le gambe di lì a breve cominciano a dire la loro, la cosa buona è che con pochi passi si guadagnano metri di dislivello. Sali sali, il terriccio (per fortuna stabile e per nulla friabile) sotto i nostri piedi, lascia il posto alle prime roccette, passiamo sul lato opposto della montagna dove i passaggi si fanno decisamente più aerei ed esposti, in alcuni tratti troviamo anche residui di neve, ma per fortuna nei punti più cruciali sono state posizionate delle catene a cui ci si può aggrappare e fare sicurezza, e così in men che non si dica siamo in cima (2746m).
Già... in cima, ma che dire!? Se finora abbiam sempre detto che questa montagna ha una forma alquanto particolare, ora possiamo aggiungere che anche la sua cima è altrettanto. Abituati alle classiche sommità dove ovunque ti giri vedi strapiombi, e lo spazio per muoversi è sempre alquanto limitato, su questa cima questi problemi proprio non esistono, qui c'è spazio per tutti, ci si ritrova in un'immensa distesa piatta, dove sono presenti un'infinità di ometti di pietra di varie dimensioni, uno dei quali, il primo che si incontra salendo, ospita ai suoi piedi un contenitore di rame col libro di vetta, dove lasciamo fieri il nostro pensiero e le nostre firme. Bene.. ora non ci resta che trovare un punto dove poterci sedere e consumare il nostro squisito e meritato pranzetto. La scelta è ardua, un po' per via del vento gelido che soffia, ma soprattutto perchè non essendo abituati a tanto spazio, il dilemma è: quale sarà il posto migliore? :-) Trovato un angolino tra grossi sassi piatti al riparo del vento, ci mettiamo comodi davanti ad un panorama stupendo, di fronte a noi il Bifertenstock e il suo ghiacciaio (Limmerenfirn) che da poi origine all'omonimo lago (Limmerensee), e tante altre cime che non conoscendo la zona, fatichiamo a dar loro un nome.
Purtroppo ben presto il vento aumenta d'intensità e comincia a fare davvero freddo, guanti e cappello non bastano più, quindi... meglio scendere. Foto di vetta e poi via, seguendo pari pari il percorso di salita, che data la sua ripidità, in meno di mezz'ora ci riporta al pianoro dove sorge la Bifertenhütte e dove ritroviamo i nostri amici stambecchi rimasti lì ad attenderci. Sostiamo a lungo su un grosso masso piatto nelle loro vicinanze per poterli osservare e fotografare, poi vista l'ora, ci rimettiamo in cammino sempre seguendo fedelmente il percorso di salita, e ripassando per Rubi Sura, facciamo ritorno all'Alp Quader. Ripresa l'auto, lungo la via del ritorno, ci fermiamo a visitare Brigels, splendido paesino con abitazioni alquanto caratteristiche, poi soddisfatti della splendida giornata rientriamo a casa.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore circa
5 ore e 30 minuti circa
14 km

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