Val Bedretto
Nufenenstock
Da Airolo si prende la direzione Val Bedretto, Nufenenpass. Passato il paesino All'acqua, si continua a salire fino alle baite dell'alpe di Cruina, dove un piccolo spiazzo permette di parcheggiare l'auto (2003m)

Di buon mattino arriviamo all'alpe di Cruina e ci affrettiamo coi preparativi, anche perchè il cielo sopra di noi non sembra promettere molto bene. Subito imbocchiamo il sentiero che conduce alla Capanna Corno, lasciandoci alle spalle l'alpe di Cruina e la val Bedretto. Un raggio di sole filtra tra le nuvole e va ad illuminare il passo S. Giacomo. La salita è piuttosto dolce e piacevole, passiamo a fianco di una baita e di una mandria di mucche ed eccoci in meno di un'ora in vista della Capanna Corno. La nostra meta dovrebbe essere lì da qualche parte di fronte a noi immersa tra le nuvole. Arrivati alla capanna facciamo una breve sosta e io approfitto per chiedere informazioni al gestore del rifugio sulla salita al Nufenenstock. Molto gentilmente ci mostra il percorso che dovremo seguire, ci indica dei costoni roccioso da tenere come punto di riferimento per iniziare la salita alla vetta e ci raccomanda di raggiungere la sommità rimanendo a destra evitando così di percorrere l'affilata cresta alla sua sinistra. Nonostante le nuvole nascondano la cima, grazie alle indicazioni del gestore riesco più o meno ad immaginare il percorso.
Fiduciosi ci rimettiamo quindi in cammino seguendo il sentiero che porta verso il passo Corno e il passo Gries, lasciandoci alle spalle la Capanna Corno. Costeggiamo un bel laghetto senza nome, ed eccoci alle rocce indicateci dal gestore del rifugio come punto di attacco della salita. Un esile sentiero sembra salire in direzione di queste rocce e raggirarle, e così decisi iniziamo a salire. Pochi passi saranno più che sufficienti per capire che di li si passa solo arrampicando... si torna indietro.
Riprendiamo a camminare seguendo il sentiero che costeggia il lago di Gries in direzione del passo Nufenen, certi che più avanti troveremo il modo di raggirare questi contrafforti rocciosi. E in effetti, ecco staccarsi sulla destra un'esile traccia che ci porterà dritti sopra le rocce e ci farà guadagnare rapidamente i pendii erbosi e ripidi del Nufenenstock. Nel frattempo le nuvole si sono alzate e ora riusciamo ad intravedere sotto di noi il lago e il passo Gries. Continuiamo a salire praticamente alla cieca, seguendo una traccia ben evidente che si inerpica lungo una dorsale erbosa e in alcuni punti esposta. Chicca ci precede e dall'altro tra le nebbie ci guarda salire. Cammina cammina arriviamo a quota 2850 e i ripidi prati verdi ora lasciano il posto ad un'esile cresta rocciosa. Non c'è dubbio... siamo sul tratto che il gestore del rifugio c'aveva sconsigliato. Ma dove avremo sbagliato? Bho.. chi lo sa! La cresta non sembra comunque poi così difficile, certo in alcuni punti è esposta, ma.. con molta attenzione decidiamo di provare a percorrerla. Mario e Marco sono contenti di essere lì.. chissà.. forse perchè le nuvole e le nebbie nascondono gli strapiombi che hanno a lato :-) Proseguiamo sempre con molta cautela, ma la cima dov'è? Sembra sempre di essere arrivati e invece ogni volta si apre di fronte ai nostri occhi una nuovo tratto di cresta e un'ipotetica vetta. Finalmente ecco l'omino di vetta comparire.. ci siamo, ce l'abbiamo fatta (2865m). Marco dietro di noi sale sicuro e felice di sapere di essere arrivato.
Il panorama purtroppo non è dei migliori... molte nuvole nascondono l'ambiente attorno a noi. Ma... è solo questione di tempo, basterà avere un po' di pazienza e... ecco tra le nuvole comparire il Nufenepass a strapiombo sotto di noi. Poi le pendici del Pizzo Rotondo, il laghetto che abbiamo costeggiato poco fa salendo, le cime della val Formazza, il Rothorn e Griesgletscher... insomma, a poco a poco riusciamo ad intravedere quasi tutto :-) Dalla vetta inoltre riusciamo a scorgere le tracce del sentiero che il gestore del rifugio ci aveva consigliato di fare. Dopo una lunga e piacevole sosta, facciamo la classica foto di rito e decidiamo di provare a scendere lungo il sentiero che avremmo dovuto fare salendo. Ripercorriamo un brevissimo tratto di cresta e poi pieghiamo decisamente a sinistra su traccia ben evidente. Il sentiero dapprima scende ripido, poi taglia a mezzacosta i ripidi pendii sotto la vetta. Ben presto ci troviamo di fronte un passaggio piuttosto insidioso, ripido, esposto e su terreno decisamente instabile. Con molta cautela lo passiamo tutti quanti, ma poco dopo eccone un'altro. Passiamo anche questo, ma... la situazione più avanti è molto dubbiosa. Decidiamo di abbandonare temporaneamente il sentiero e scendere verso un pianoro pietroso per controllare la situazione. Il sentiero che conduce al passo Corno è a strapiombo sotto di noi, ma pendii erbosi molto ripidi e insidiosi a causa dell'erba umida ci separano da lui. Scrutiamo per ben benino tutto l'ambiente attorno, nella speranza di scorgere un possibile passaggio per scendere, ma... troppo pericoloso. Tutti lo pensano e nessuno lo dice... allora decido di farlo io. Ragazzi.. si torna indietro.
Noto sul volto dei miei amici un po' di sconforto e di tensione... sanno che dovranno ripassare quei tratti esposti e pericolosi, e ripercorrere tutta la cresta rocciosa, senza contare che dovremo risalire si e no un 200m, ma... non c'è nulla da fare, è l'unica soluzione possibile e meno rischiosa. Con molta calma e cautela riguadagniamo il sentiero, ripassiamo i tratti esposti e viscidi fino a riportarci sotto la vetta. Qualcuno (il sottoscritto) propone addirittura di ritornare in cima.. tanto è lì a pochi metri :-) Idea subito bocciata, anche perchè sembra che le nuvole ora si siano alzate e se ci affrettiamo (per modo di dire) a ripercorrere la cresta potremmo arrivare dall'altro lato e ammirare sotto di noi il lago Gries. Detto fatto.. in men che non si dica ci ritroviamo sul tratto finale di cresta e di fronte ai nostri occhi appaiono imponenti il Corno e punta Gries e il lago e ghiacciaio Gries. Una bella zoomata ci consente di ammirare anche il lago dei Sabbioni col relativo ghiacciaio.
Non ci resta che affrontare ora la ripida dorsale erbosa, ma... piano piano supereremo anche quella. Raggiunti gli ultimi pendii incontriamo un bel gregge di pecore che osserva il nostro passaggio. Riprendiamo ora il cammino in direzione della diga del lago Gries. Tra le rocce spuntano numerosi rifugi militari. Poco prima di giungere alla diga troviamo una piccola casermetta, dove ci fermiamo a riposare un pochino e ad ammirare in tutto il suo splendore il lago di Gries. Da quì ripartiamo alla volta del Nufenenpass. A questo punto scopriremo che un mio errore di valutazione ci costringerà a scendere un 200m per poi risalirli fino al passo. E vabbè.. anche i migliori ogni tanto possono confondersi :-) Percorriamo per un tratto la strada asfaltata, mentre il Pizzo Gallina finalmente si mostra ai nostri occhi, poi taglieremo nettamente per pratoni fino a giungere al passo. (2478m). Un'occhiata alla valle Lengtal e poi via di nuovo lungo il sentiero che ci riporterà in val Bedretto e dritti all'alpe di Cruina dove l'auto ci attende. Soddisfatti della bellissima ed entusiasmante gita ci rimettiamo in viaggio verso casa.
(Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti circa. Tempo totale dell'intero percorso 5 ore e 30 senza soste. Chilometri percorsi 16)

Attenzione: la salita al Nufenenstock è da ritenersi per soli escursionisti esperti e da fare con condizioni di tempo buone. Contrariamente a quel che ci è stato detto dal gestore del rifugio, riteniamo più sicuro il percorso da noi seguito. Le difficoltà sono dovute da una dorsale erbosa molto ripida solcata da un sentiero con terriccio molto instabile e dalla cresta finale in alcuni punti piuttosto esposta.

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