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Val Camadra
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Pian Geirètt
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Seguire le indicazione per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente val Camadra fino a Cozzera, frazione di Ghirone. Da lì, neve permettendo, è possibile proseguire ancora per qualche chilometro fino a Daigra, dove ha inizio il tratto di carrozzabile chiusa al traffico.
Oggi giornata splendida, ma anche piuttosto gelida, almeno al nostro arrivo a Cozzera. Impossibile salire fino a Daigra in auto, la strada è chiusa e completamente sommersa dalla neve, quindi posteggiamo in uno spiazzo in località Cozzera (1280m) e svolgiamo i preparativi. Ci incamminiamo seguendo la strada, il primo tratto riusciamo a percorrerlo senza ciaspole, attraversiamo un ponte sul torrente, poi sulla destra troviamo indicazioni per Diagra e qui, sotto gli occhi vigili di Chicca che non vede l'ora di fare sul serio, indossiamo le ciaspole. Percorriamo un breve tratto di bosco, poi un bel traverso in spazi aperti dove ci soffermiamo qualche istante ad ammirare l'imponente Sosto che svetta alle nostre spalle, e ripreso il cammino eccoci in prossimità di Daigra, che ci accingiamo ad attraversare. Tutte le baite del piccolo villaggio sono in perfetto stato e poste su un poggio in posizione molto panoramica. Proseguiamo seguendo le indicazioni per il sentiero Greina e in breve ecco che si apre ai nostri occhi la val Camadra con la nostra meta sullo sfondo. Chicca procede spedita e sicura, il primo tratto del percorso è da fare con un po' di cautela e attenzione, sia perchè passa sotto ripidi versanti carichi di neve, sia perchè numerose sono le slavine da scavalcare. Finalmente eccoci al sole, che ci regala un po' di tepore oltre che illuminare tutto l'ambiente circostante. Davanti a noi un tratto piuttosto tormentato da un slavina di imponenti dimensioni... io e l'amico Mario (www.magat.it) procediamo in sicurezza e a debita distanza, anche se reali pericoli non ve ne sono in quanto il canalone da dove è precipitata tutta questa neve è ormai completamente pelato. Ancora un breve traverso poi finalmente siamo fuori dal tratto più a rischio e possiamo tirare il fiato, rilassarci e goderci la splendida veduta sulla vallata cha pian piano si allontana. Procediamo per un tratto seguendo la strada completamente sommersa dalla neve, poi ahimè... addio strada. Impossibile continuare a seguirla, è completamente sommersa da altre numerose slavine. Non ci resta che inerpicarci direttamente lungo ripidi versanti, che ci costringono a rallentare il passo e a soste forzate per riprender fiato. Superato questo ripido tratto le pendenze si addolciscono e perveniamo ad un pianoro, che, dopo qualche piccola esitazione, riconosciamo: siamo all'alpe Camadra di fuori, completamente sommersa. Ne deduciamo che l'altezza della neve è superiore ai 3 metri visto che si intravvede a mala pena un pezzo del tetto del caseificio. Bene... sostiamo qualche minuto per dissetarci e riprender fiato, poi ripartiamo, ma il percorso ora è decisamente più tranquillo e le pendenze molto più dolci. Dopo un bel traverso siamo in vista dell'alpe Camadra di dentro, che come la sorella è praticamente inesistente. Siamo agli sgoccioli, ma ci attende ancora un ripido strappo finale prima di poter dire... siamo arrivati. Le gambe ormai dicono la loro, io e Chicca procediamo con passo lento e costante, mentre l'amico Mario ci segue a ciaspola, fino a giungere alla cappella della Madonna delle Nevi. Ora possiamo dirlo: siamo arrivati al Pian Geirètt (2012m) contornato dalla Cima di Camadra, con cui abbiamo un conto in sospeso, dal gruppo del Piz Medel e dalla Capanna Scaletta che dall'alto dei suoi 2205m ci osserva. Ci accomodiamo su un lembo di terra che riaffiora dalla neve in posizione panoramica sulla vallata, e consumiamo il nostro meritato pranzo. E con la pancia piena, a me e Chicca un bel pisolino non ce lo leva proprio nessuno, mentre Mario invece preferisce gironzolare un po' in giro a caccia di scorci e dettagli da fotografare. Purtroppo però il nostro sonnellino viene interrotto dall'arrivo di raffiche di vento gelido, che ci costringono a riaffardellare gli zaini e rimetterci in viaggio, non prima però di aver scattato la ormai classica foto ricordo. Scendiamo seguendo a ritroso il percorso di salita, superiamo un bel falsopiano dove il sole crea splendidi riflessi sulla neve e rieccoci all'alpe Camadra di fuori. Affrontiamo con decisione e sicurezza il ripido tratto che in salita ci aveva dato del filo da torcere, poi finalmente ci ricongiungiamo con la strada. Ora non ci resta che riscavalcare le numerose slavine, poi un altro bel tratto di strada quasi in piano che ci fa tirare il fiato e rieccoci a Daigra, dove Mario approfitta di una panchina per riposarsi un po', mentre io e Chicca ci dissetiamo con la freschissima acqua che sgorga dalla fontanella del paese. Ancora un attimo di tranquillità a goderci gli ultimi istanti della giornata, poi ci rimettiamo in cammino e in breve siamo di ritorno a Cozzera dove l'auto ci attende per il rientro a casa. |
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