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Val Camadra
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Capanna Scaletta
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Seguire le indicazione per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente val Camadra. Risalire tutta la valle fino a poco dopo Daigra, dove ha inizio la strada consorziale che conduce al Pian Geirètt, chiusa al traffico. (1565m)
Il tempo oggi non sembra essere tra i migliori. Al nostro arrivo a Daigra una leggera pioggerellina ci accoglie, e ci costringe ad affrettarci coi preparativi nonchè a indossare indumenti adatti. Chicca però sembra contenta ugualmente. Iniziamo a salire seguendo il sentiero che sale al Pian Geirètt e alzandoci di quota la pioggerellina si trasforma presto in neve (la prima che vediamo cadere in questo inizio di stagione), mentre in valle sotto di noi alcuni raggi di sole riescono a filtrare tra le nubi. In breve passiamo l'alpe Camadra di fuori e l'alpe Camadra di dentro, e continuando a salire costeggiando il torrente con bellissime pozze e spumeggianti cascatelle, arriviamo al Pian Geirètt. Ora qualche timido raggio di sole riesce ad illuminare l'ambiente attorno a noi. Attraversiamo l'immenso pianoro e imbocchiamo il sentiero ormai sommerso dalla neve che sale alla Capanna Scaletta, ben visibile sopra le nostre teste. Passo dopo passo il Pian Geirètt comincia ad allontanarsi e ora intravediamo la depressione che dovremo valicare per raggiungere la Capanna. Chicca come sempre ci precede e dall'alto ci osserva salire. Giunti al passo caratterizzato da una serie di gradini di pietra da cui deriva poi il nome Capanna Scaletta, forti raffiche di vento ci costringono ad affrettarci e a dirigerci verso il rifugio poco più sotto e ormai vicinissimo (2205m). Mario si accinge ad aprire la porta del locale invernale, mentre io scatto velocemente una foto al Pian Geirètt a picco sotto di noi. L'interno della capanna è molto accogliente e ordinato e offre ben 12 posti letto, una dispensa ben fornita e una stufa a legna con cui poter cucinare e riscaldarsi. Visto la temperatura piuttosto bassa, decidiamo di accendere la stufa per riscaldarci. Procurata un po' di legna e di carta provo ad accendere il fuoco, ma la legna è piuttosto umida e non ne vuole sapere di ardere. Dopo numerosi tentativi, cedo il posto a Mario, ma... niente da fare, nemmeno lui ci riesce. D'un tratto si apre la porta del rifugio ed entrano due amici escursionisti Svizzero-Tedeschi, che estraggono dai loro zaini delle tavolette accendifuoco, e come per magia... la stufa prende vita. Ohh.. ora si.. è tutta un'altra cosa. Fuori la neve comincia a cadere sempre più intensamente e si ode il forte vento fischiare contro le pareti del rifugio, ma all'interno con la stufa accesa si sta troppo bene. Seppur piccolo, il rifugio è davvero confortevole e per una volta tanto consumiamo il nostro pranzo comodamente seduti attorno a un tavolo. Ad un tratto Mario estrae dal suo zaino una fiaschetta di buon vino... è proprio quello che ci voleva :-) Mario poi decide di dare un'occhiata alla dispensa per vedere cosa contiene e con grande soddisfazione scopre un sacchetto di Polenta Bargamasca... Come al solito però il tempo passa sempre velocemente e l'ora di scendere è giunta, ma non prima di scattare la classica foto ricordo e di rimettere in ordine il rifugio. Di fronte al locale invernale sorge l'attuale e moderna Capanna Scaletta, aperta e gestita solo nel periodo estivo. Usciamo dal rifugio e la neve ancora cade copiosamente, e richiusa la porta riprendiamo il cammino verso il Pian Geirètt. Abbassandoci di quota il vento diminuisce d'intensità fin quasi a scomparire, mentre la valle ora appare quasi sgombra da nubi e possiamo ammirare il Pizzo Coroi, il Pass d'Uffiern. e la Cima di Camadra. Riattraversato il Pian Geirètt riprendiamo la discesa verso Daigra, e mentre io mi soffermo a scattare qualche foto ad una bella cascatella, Mario e Chicca riguardano il percorso da noi seguito per raggiungere la meta. Giunti alla macchina, un'ultima occhiata alla valle baciata dagli ultimi raggi di sole e poi via verso casa, soddisfatti dalla bella e divertente giornata. |
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