Val Camadra
Pian della Greina
Seguire le indicazione per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente val Camadra. Risalire tutta la valle fino a poco dopo Daigra, dove ha inizio la strada consorziale che conduce al Pian Geirètt, chiusa al traffico. (1500m circa)

Al nostro arrivo veniamo accolti da una bella mandria di mucche che felicemente pascolano nei prati sottostanti e ci tengono compagnia col suono dei loro campanacci, mentre io e l'amico Mario (www.magat.it) ci affrettiamo coi preparativi. Alle nostre spalle si ode un fischio fortissimo... è una simpatica marmotta che a suo modo vuole darci anche lei il buongiorno. In mezzo a tutto questa bella accoglienza, c'è solo un piccolo inconveniente, e sta proprio sopra le nostre teste. Tanto per cambiare anche oggi le nuvole pare vogliano farci compagnia, ma siccome ormai da anni sono tesserato PAMPI (Piuves Anca M... Partisum Instess) (traduzione letteraria in lingua italiana: Piovesse Anche "Molto" Partiamo Ugualmente), infiliamo gli zaini sulle spalle e via che si va. Percorriamo un breve tratto di strada asfaltata per poi imboccare il Sentiero Greina. Salendo piano piano la valle col Sosto si allontanano, e tra prati e spumeggianti cascatelle facciamo il nostro ingresso al Pian Geirètt. Sopra le nostre teste si intravvede già la sagoma della Capanna Scaletta, che ci riporta alla mente la bella gita dello scorso 12 novembre 2006. Attraversiamo il bel pianoro per poi imboccare il sentiero che conduce alla scaletta. Mario e Chicca risalgono decisi i bei prati verdi fioriti, mentre a poco a poco anche il Pian Geirètt si allontana. Qualche metro prima di arrivare alla Scaletta, ecco che le nubi ci avvolgono riducendo sensibilmente la visibilità, ma... niente paura... il sentiero è ben visibile e tracciato e non si corre nessun rischio. Poco prima di arrivare alla Capanna deviamo a sinistra seguendo dei segnavia bianco-blu che ci fanno attraversare dapprima un bel tratto di grossi blocchi di pietra e successivamente un tratto di sentiero non tra i più agevoli su terreno argilloso, fino a condurci al Pian della Greina. Percorriamo per un breve tratto il lungo e immenso pianoro, passiamo nei pressi dell'Arco della Greina, per poi guadare il torrente e portarci sulla riva opposta. Seguendo le indicazioni per Fuorcla Sura Da Lavaz, risaliamo un ripido tratto di pietraia per poi proseguire su un sentiero molto più agevole, ma sempre bello ripido. Per un attimo le nuvole ci concedono una tregua e possiamo ammirare in tutto il suo splendore il Pian della Greina a picco sotto di noi. Saliamo fino a quota 2498, dove tra la fitta nebbia scorgiamo un piccolo laghetto. Qui ci accampiamo alla benemeglio tra rocce e grossi massi per ripararci dal gelido venticello e consumare il nostro pranzetto. Poi come d'incanto, le nebbie si diradano dandoci la possibilità di ammirare il laghetto in tutta la sua estensione. Mario ne approfitta per specchiarsi nelle sue gelide acque. La tregua purtroppo però dura poco e ben presto siamo di nuovo avvolti dalle nuvole, scattiamo quindi una foto ricordo e iniziamo la discesa. Risalire ripidi pendii non è certo cosa poco faticosa, ma scenderli a parer mio è ancora peggio, e su questo è pianamente d'accordo anche l'amico Mario. Un centinaio di metri più sotto riusciamo finalmente a sbucar fuori dalle nuvole e dall'alto possiamo ammirare il Pian della Greina per buona parte della sua estensione. Arrivati al piano, Chicca ne approfitta subito per andare a sdraiarsi sopra una lingua di neve. La nostra escursione prosegue percorrendo per il lungo un bel tratto del pianoro, per poi risalire decisi verso il Passo della Greina e cominciare la discesa verso la Capanna Scaletta. Lungo il percorso ci imbattiamo in un bel nevaio che ci divertiamo ad attraversare, poi di nuovo su sentiero ed ecco davanti a noi materializzarsi la Capanna Scaletta. Le avventure non sono finite però; nei pressi della Capanna scorre il torrente Brenno della Greina, che a causa probabilmente dello scioglimento delle nevi e delle numerose piogge dei giorni scorsi, è bello gonfio e impetuoso. Guadarlo saltando da un sasso all'altro è impensabile, ma per fortuna qualcuno ha pensato di posizionare una passerella, che forse qualche giorno fa stava fuori dall'acqua, ora però è completamente sommersa. Cerchiamo in qualche modo di recuperarla per poi posizionarla in qualche altro punto facendola appoggiare tra due grossi massi. L'impresa risulta tutt'altro che semplice, ma alla fine, in un modo o nell'altro, ce la facciamo, e possiamo finalmente passare sulla sponda opposta del torrente e riprendere il sentiero che ci riporterà a valle. Sotto di noi già intravvediamo il Pian Geirètt, e notiamo tra l'altro che la situazione nuvole non è di molto cambiata da quando abbiamo percorso lo stesso sentiero in senso opposto. Giunti al Pian Geirètt non ci resta che riattraversarlo per poi riprendere il sentiero di salita passando a lato di belle e spumeggianti cascate fino a giungere all'Alpe Camadra di fuori dove un buon profumino di formaggi ci fa optare per una sosta. Qui ritroviamo il nostro amico Vitòr, che ormai da anni in questa stagione sale a caricare l'alpe e produrre ottimi formaggi. Scambiamo con lui quattro piacevoli chiacchiere, poi si reca nel retro del laboratorio e ricompare con una bella forma di formaggio stagionato, e... come resistere a cotanta prelibatezza? Si procede al rito del taglio, assaggio e acquisto di questo ben di Dio, poi... con lo zaino un po' più pesante e "odorante", soddisfatti comunque della giornata, ci rimettiamo in cammino verso l'auto per poi far ritorno alle nostre case.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ora e 15 minuti circa
4 ore e 30 minuti circa
11,5 km
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